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Whyte si prende la rivincita: Povetkin finisce KO in quattro round!

Questa volta l’eterno combattente russo Alexander “Russian Vityaz” Povetkin (36-3-1, 25 KO) non ce l’ha fatta: la sua battaglia all’Europa Point Sports Complex di Gibilterra, organizzata dalla Matchroom Boxing di Eddie Hearn, è durata appena quattro round, poi il suo rivale Dillian “The Body Snatcher” Whyte (28-2-0, 19 KO) lo ha messo pesantemente KO, riconquistando così il Titolo Interim WBC dei pesi massimi. Il pugile inglese si è dunque preso la sua rivincita dopo che lo scorso 22 agosto era stato lui stesso a finire gambe all’aria su un perfetto montante sinistro di Povetkin.

Ci si attendeva un Whyte più accorto e prudente vista la terribile debacle della scorsa estate e le sue dichiarazioni recenti sull’aver preso consapevolezza dell’errore commesso al Matchroom Fight Camp andavano proprio in questo senso. Le prospettive di un incontro tattico e ragionato sono invece andate a farsi benedire nel giro di una trentina di secondi: il pugile londinese di origini giamaicane ha infatti iniziato fin da subito a caricare i suoi colpi imprimendogli il massimo della potenza possibile e proprio con uno di questi fendenti ha colpito di striscio la nuca di Povetkin mentre quest’ultimo si abbassava, facendolo sbandare per qualche secondo. Proprio in questa fase è emerso che Whyte non abbia in verità tratto grandi insegnamenti dalla precedente sconfitta, dato che si è avventato immediatamente sul rivale in maniera scomposta, rischiando a più riprese di essere incrociato.

Verosimilmente catechizzato dal suo angolo, il favorito della vigilia ha adottato dalla seconda ripresa in poi una strategia meno dissennata, cercando di dare continuità al jab e aspettando che fosse il suo avversario a scoprirsi prima di azionare l’artiglieria pesante. Pur avendo dalla sua un tangibile vantaggio tecnico, Povetkin si è trovato a fronteggiare un gap di freschezza e velocità difficile da colmare, costretto com’era a cercare la corta distanza per mettere a segno i suoi colpi. Un destro violentissimo lo ha colto di sorpresa nel terzo round proprio mentre si muoveva in avanzamento ed è stato davvero sorprendente lo stoicismo con cui il russo sia riuscito a digerirlo provando a replicare immediatamente.

Nonostante il coraggio e l’esperienza, l’ex oro olimpico ha dato l’impressione di non aver mai pienamente recuperato dal momento difficile del primo round, evidenziando negli scambi un equilibrio precario sulle gambe. La sua sofferenza si è acuita all’inizio della quarta ripresa, quando un altro destro terribile lo ha fatto nuovamente barcollare, costringendolo a stringere i denti e a scavare nel suo serbatoio ormai logoro alla ricerca delle ultime energie residue. L’epilogo tuttavia appariva già scritto e non ci è voluto molto perché si concretizzasse: un diretto destro di prima intenzione di Whyte ha infatti dato il via alla sequenza di colpi decisiva, culminata in un gancio sinistro alla tempia che ha spedito Povetkin al tappeto. Il russo ha cercato coraggiosamente di rialzarsi, ma l’arbitro lo ha saggiamente fermato proprio mentre dall’angolo veniva gettato l’asciugamano in segno di resa.

Dillian Whyte è apparso visibilmente sollevato per essersi ripreso la sua cintura Interim dopo aver rischiato di vanificare il percorso di avvicinamento a una chance mondiale che da qualche anno a questa parte sembra sempre in procinto di concretizzarsi salvo poi essere sistematicamente rimandata. Dopo aver battuto pugili di alta classifica come Dereck Chisora, Joseph Parker e Oscar Rivas, e dopo essersi rifatto dallo smacco della scorsa estate, il mastodontico pugile britannico meriterebbe effettivamente un’opportunità ai piani alti. Per quanto la sua tecnica sia tutt’altro che impeccabile e per quanto i suoi movimenti scoordinati possano far sanguinare gli occhi ai puristi, i risultati parlano per lui, ma la sua lunga attesa potrebbe prolungarsi ancora. Con i contratti già firmati per la sfida del secolo tra Anthony Joshua e Tyson Fury infatti, non c’è spazio al momento per altri pretendenti alle cinture e non c’è da stupirsi quindi del fatto che Eddie Hearn abbia prospettato nel corso dell’intervista di rito una sfida intrigante tra Dillian Whyte e Deontay Wilder, pugili che tante volte si sono stuzzicati a distanza in passato e che ora potrebbero finalmente regolare i loro conti.

Sembra giunta invece al capolinea la lunga carriera di Alexander Povetkin, autore di un percorso sportivo ricco di successi e riconoscimenti ma non privo di qualche controversia sul fronte dei controlli antidoping. L’atleta russo ha dimostrato anche in questa occasione di conservare intatte le sue capacità tecniche e di saper ancora essere pericoloso, ma i colpi accumulati sul ring nell’arco dei quindici anni di professionismo iniziano a diventare davvero troppi e le chance di ottenere l’ennesima opportunità titolata sono oggi ridotte al lumicino. Un saggio ritiro prima di ulteriori brutte sconfitte con pugili di livello inferiore al suo sarebbe a questo punto consigliabile.

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