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WBSS: Un “mostro” si abbatte su Rodriguez. Vittoria per Inoue in soli 2 round

Sono trascorse poche ore dalla semifinale del torneo WBSS dei pesi gallo, che ha visto impegnati l’uno contro l’altro il giapponese Naoya “Monster” Inoue (18-0-0, 16 KO) e il portoricano Emmanuel “Manny” Rodriguez (19-1-0, 12 KO).

Alla SSE Hydro di Glasgow, in Scozia, gli appassionati di boxe hanno avuto l’occasione per vedere nuovamente in azione il fenomenale pugile asiatico, probabilmente oggi il n. 1 pound for pound, o giù di lì.

Francamente, ci sono poche parole per descriverlo, e mostruoso è una di queste. Ma è probabile non basti a rendere l’idea: semplicemente inarrivabile, per chiunque. Perché il modo in cui questo samurai si sbarazza di pugili quotati, di campioni del mondo, anche naturalmente più grossi di lui, ha dell’incredibile. Quando non ci mette una ripresa, ce ne mette due. Poco male, giusto il tempo di aggiustare il tiro, e semplicemente questo piccolo, incredibile pugile, passa sopra chiunque gli si pari dinanzi come farebbe un carrarmato.

Un talento cristallino, capace di abbattere uno dopo l’altro avversari di livello con irrisoria facilità. Non solo: una boxe splendida, fatta di colpi potentissimi, di velocità d’esecuzione esagerata e di soluzioni tecniche ai limiti della perfezione. Cosa volere di più da un pugile?

Inoue ha confermato per l’ennesima volta di essere un fighter prodigioso. Ha doti fisiche e tecniche più uniche che rare: un pugno che è una sassata, gambe veloci ed esplosive, reattività, scelta di tempo e dei fondamentali assoluti. Un piccolo ma grande, enorme, guerriero. Di fronte aveva un ottimo pugile, imbattuto, capace di portare sul ring velocità, scelta di tempo e bilanciamento di alto livello, oltre a colpi diretti notevoli e un pugno d’incontro assai pericoloso, sebbene non ai livelli del rivale più quotato.

A nulla sono però servite tali qualità al pugile portoricano. Rodriguez ha impostato il match su di una tattica non certo attendista, cosa che probabilmente non avrebbe cambiato il risultato, ma se non altro gli avrebbe consentito di esporsi meno ai colpi poderosi di Inoue. Invece, Manny ha provato a fare il match, cercando di fare arretrare il rivale, con l’intento di intimorirlo, e renderlo forse meno aggressivo. Tutto inutile. È bastato un bel diretto destro a Inoue per cominciare a demolire le già pallide certezze di Rodriguez. Ad esso ha fatto seguito un gancio sinistro ad incrociare e, in chiusura di primo round, il solito, spettacolare, montante al fegato, trovato con irrisoria facilità. Rodriguez ha provato qualche sortita, mettendo qualche buon colpo, ma senza ottenere alcun effetto tangibile. Nonostante l’altezza fosse a lui favorevole, è stato dominato pure col jab, uno dei migliori colpi del suo arsenale.
Nel secondo round Inoue è salito in cattedra, mettendo in mostra tutta la sua classe. Un diretto destro pesantissimo, seguito da un gancio sinistro e da un altro diretto destro e per Rodriguez è cominciata la fine. Nel tentativo di rispondere al fuoco di Inoue, il portoricano è stato così incrociato ancora dal gancio sinistro del giapponese, finendo malamente al tappeto. Si è rialzato, sebbene a fatica, ma è stato solo un prolungare l’agonia. Inoue gli si è avventato contro, e lo ha messo nuovamente a sedere con un montante tra la bocca dello stomaco e il fegato. Rodriguez ha guardato il suo angolo con una smorfia di dolore sul volto e scuotendo la testa. Ancora una volta si è rimesso in piedi, ci ha provato coraggiosamente, ma Inoue lo ha nuovamente assalito e ha posto fine alla contesa, per l’ennesima volta, con un montante al fegato chirurgico, veloce, preciso, potente. Il portoricano non ha avuto nemmeno il tempo di apportare dei correttivi al suo piano tattico: spazzato via in una manciata di secondi, come una pratica di poco conto.

Si fa quasi fatica a rendere l’idea di quanto Inoue sia dominante sul ring. Non si intravedono punti deboli e, soprattutto, si ha come l’impressione che il giapponese non abbia ancora messo in mostra tutto il suo repertorio. Del resto, poche volte lo si è visto seriamente impegnato.

Ora lo attende la finale del torneo contro Nonito Donaire. Evento che potrebbe finalmente portare alla ribalta il nome di Inoue e far conoscere al grande pubblico questo formidabile pugile, già campione del mondo in tre categorie di peso, destinato a scrivere altre pagine memorabili nella storia di questo sport. Perché non c’è bisogno di essere alto 2 metri e di pesare 100 kg per salire su di un ring quando hai dalla tua talento smisurato, testa e cuore.

>>>Ecco il video

 

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