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WBC: “Wilder è andato contro il nostro codice etico e subirà ripercussioni”

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Deontay Wilder torna a far parlare di sé, e lo fa nel peggiore dei modi, con dichiarazioni al limite, a metà strada tra il grottesco e il dissennato.

Il campione del mondo dei pesi massimi WBC (40-0-1, 39 KO) affronterà, nella notte tra sabato e domenica presso il Barclays Center di Brooklyn, New York, il pugile americano Dominic Breazeale (20-1-0, 18 KO), in un match il cui esito appare a molti scontato.

Così, a destare maggiore attenzione sono le parole di Wilder in merito a questa sfida: “La sua vita [di Breazeale, ndr.] è in gioco per questo combattimento. E intendo la sua vita! Sto ancora cercando di ottenere un corpo nel mio record. Questo è l’unico sport in cui puoi uccidere un uomo ed essere pagato per questo allo stesso tempo. È legale. Perché non usare il mio diritto di farlo?”.

Dichiarazioni assurde, che hanno suscitato lo sdegno di Mauricio Sulaiman, presidente del World Boxing Council, il quale ha così commentato le parole di Wilder: Ho visto i commenti di Deontay Wilder che sono deplorevoli e completamente contrari allo spirito del nostro sport. Conosco Wilder da molto tempo e non è la persona che appare da questi commenti. Le sue metafore sono contrarie al codice etico della WBC e saranno affrontate in un’udienza”.

Sulaiman e la WBC vengono così a trovarsi nell’imbarazzante situazione di dover gestire le affermazioni, probabilmente ad uso e consumo dei media, dell’attuale campione di sigla dei pesi massimi. Wilder non è certo nuovo a dichiarazioni di questo tipo e, sebbene appaia scontato il carattere meramente pubblicitario di tali uscite, atte solo a far parlare di sé e a creare un certo tipo di hype intorno al pugile, la WBC non può certo dirsi contenta delle parole rilasciate dal Bronze Bomber, che potrebbero non restare impunite questa volta.

In queste ore si è arrivati a parlare di provvedimenti sanzionatori nei confronti del pugile di Tuscaloosa, che rischierebbe di essere sospeso se non addirittura spogliato della cintura. Tuttavia appare francamente improbabile che la WBC decida di “privarsi” del suo attuale campione nei massimi. L’udienza parrebbe comunque volta a porre un freno alle uscite di Wilder e richiamarlo ad una condotta più seria.

Da par suo, Breazeale si è detto tranquillo e convinto che le parole di Wilder siano un tentativo grossolano di apparire fiducioso e spavaldo, ma che in realtà siano dettate da nervosismo e paura.

Come sempre, il ring emetterà il verdetto supremo.

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