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Warrington travolge Martinez in sette round e torna campione del mondo

Poco più di un anno dopo aver subito la sua prima sconfitta da professionista, il pugile inglese Josh “The Leeds Warrior” Warrington (31-1-1, 8 KO) è riuscito a tornare campione del mondo travolgendo il detentore spagnolo Kiko “La Sensacion” Martinez (43-11-2, 30 KO) alla First Direct Arena di Leeds. L’idolo di casa si è così nuovamente appropriato della cintura IBF dei pesi piuma che era stata sua nel biennio 2018/19. Il KO tecnico è stato decretato dall’arbitro Marcus McDonnell nel corso del settimo round mentre Martinez era in balia dei colpi dello sfidante.

Non è riuscito dunque al veterano pugile iberico il secondo miracolo consecutivo dopo quello che quattro mesi fa gli permise di conquistare a sorpresa il titolo mondiale con un brutale KO ai danni del grande favorito Kid Galahad. Martinez, che calca i ring professionistici dal lontano 2004, ha approcciato il match con la consueta grinta ma si è reso conto fin dalle prime battute che il suo sfidante gli avrebbe reso pan per focaccia.

La ripresa d’apertura è stata decisamente ruvida, con i due pugili poco inclini a restare nei limiti stabili dal regolamento. Warrington, come sua abitudine, non ha disdegnato l’uso indiscriminato delle spalle e della testa ogni volta che riusciva a chiudere il rivale alle corde e le conseguenze di tale condotta non hanno tardato a manifestarsi sul volto dello spagnolo. A fargli ancora più male è stato però un violento gancio destro che al termine di uno scambio ravvicinato lo ha spedito al tappeto dando origine al conteggio arbitrale. Frustrato per l’inizio shock, il campione ha giocato sporco a sua volta, rendendosi protagonista di un colpo dopo il break e di un colpo dopo la campana.

La partenza sprint dello sfidante ha dato i suoi frutti anche nel secondo round grazie a momenti di puro furore agonistico in cui Martinez, ancora leggermente confuso e condizionato dal sangue che gli sgorgava sul viso, faticava a scrollarsi di dosso il pimpante avversario. Tuttavia la scelta di Warrington di impostare il match sul piano della battaglia ravvicinata ha consentito allo spagnolo di mettere a sua volta a segno qualche colpo violento prendendo fiducia e provando a rientrare in partita.

La fase migliore di Martinez è coincisa con la terza e la quarta ripresa, due frazioni equilibrate in cui al lavoro veemente ma piuttosto confusionario del padrone di casa rispondevano i fendenti secchi e precisi del campione, ristabilitosi sul piano mentale e deciso più che mai a conservare il titolo. L’angolo di Warrington però non ha tardato a farsi sentire e così l’inglese, a partire dal quinto round, ha preso le dovute contromisure affidandosi con buon profitto al jab e aspettando il rivale per poi castigarlo con ottima scelta di tempo.

La strategia tattica più giudiziosa del “Leeds Warrior” ha indirizzato nuovamente il match in suo favore poiché il generoso fighter iberico doveva incassare troppi colpi nel tentativo di accorciare la distanza e vedeva le sue resistenze affievolirsi col passare dei minuti. Il logico e inevitabile epilogo è occorso durante la settima ripresa, quando l’ennesima combinazione prolungata di Warrington ha suscitato la pietà del direttore di gara che si è frapposto tra i due pugili decretando lo stop. Martinez non ha gradito l’interruzione che forse poteva essere posticipata di qualche secondo, ma le sue chance di rimettersi in carreggiata apparivano a onor del vero decisamente esigue.

L’idolo di Leeds ha dunque ritrovato smalto e fiducia e potrà ora puntare a sfide di grande prestigio. Sul suo cammino potrebbe infatti trovare ora il messicano Leo Santa Cruz, che dopo le sortite nelle categorie superiori parrebbe intenzionato a ristabilirsi tra i pesi piuma. Restano naturalmente irrisolti gli interrogativi suscitati dalla batosta che Warrington subì nel febbraio dello scorso anno per mano del rozzo ma efficace picchiatore Mauricio Lara contro cui si infranse come un vaso di vetro scagliato contro una parete di cemento. I prossimi match ci diranno se quella fu soltanto una serata storta o se l’atleta inglese non può spingersi oltre certi limiti.

Merita infine applausi Kiko Martinez, non tanto per questo match, apparso in salita fin dal principio e perso in maniera netta, quanto per la longeva e ammirevole carriera che lo ha visto disimpegnarsi con onore sui ring di ben otto Paesi diversi. Due volte campione del mondo e tre volte campione europeo, il 36enne atleta di Alicante potrebbe ora decidere di appendere i guantoni al chiodo senza rimpianti.

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