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Warren: “Hearn mette a rischio la sicurezza dei pugili. Rivas doveva sapere!”

Frank Warren ha espresso tutta la sua delusione per la condotta di Eddie Hearn e della Matchroom Boxing sul caso doping che ha coinvolto Dillian Whyte. Whyte, infatti, sarebbe risultato positivo a delle sostanze dopanti (precisamente a degli steroidi), prima dell’incontro del 20 luglio con Oscar Rivas. Nonostante i risultati del test gestito dall’associazione UK Anti-Doping (UKAD) fossero noti già il 17 luglio, sia all’entourage del britannico sia alla Matchroom Boxing che al British Boxig Board of Control, quest’ultimo ha comunque permesso il “regolare” svolgimento del combattimento.

Il promoter di Hall of Fame, acerrimo rivale di Hearn, ha dichiarato che, a parer suo, Hearn e Whyte avrebbero dovuto informare Oscar Rivas, che ha invece appreso la notizia solo successivamente dai media. Warren ha ribadito il comportamento a suo dire scorretto di Hearn che, sempre secondo Warren, ha agito diversamente rispetto a quanto aveva fatto in passato, ricordando il caso Saunders-Andrade, con il britannico squalificato e privato del suo titolo WBO.

La gente potrebbe dire che dico queste parole perché sono il suo promoter rivale, ma la realtà è che sono dentro questo sport da diverso tempo. Questa, tra l’altro, non è la prima volta in cui la Matchroom Boxing viene accusata di mettere in atto pratiche dubbie che potrebbero potenzialmente mettere a rischio la sicurezza dei pugili.

Ciò che è accaduto adesso è completamente differente, se pensiamo al caso Saunders. All’epoca Hearn, contrariamente al parere degli organi anti-doping che avevano assicurato che Saunders non aveva violato il codice WADA, si era invece battuto affinché si sapesse la notizia, portando di fatto Billy Joe Saunders a lasciare il titolo mondiale. Ora abbiamo avuto un mantello di segretezza gettato sull’intera questione“.

Warren ha poi fatto una riflessione anche alla luce delle due recenti tragiche scomparse sul ring: “Di recente sono morti due giovani pugili sul ring e, ora più che mai, abbiamo la necessità di chiedere maggiore trasparenza. Dobbiamo conoscere questi risultati per il bene e l’integrità del nostro sport. Essere rispettosi e diligenti. Rivas, che stava rischiando la vita, aveva il diritto di conoscere la verità. La sicurezza dei pugili è essenziale nella boxe”.

Anche il campione WBC, Deontay Wilder, ha voluto dire la sua in merito a questa vicenda. Anche lui, come Warren, ha voluto ricordare le ultime vittime del ring: “Di recente ci sono stati pugili che hanno perso la vita a causa dei troppi colpi subiti. Quanti esempi di questo tipo ci toccherà vedere per responsabilizzare queste organizzazioni? Sono stati ridicoli a coprire la situazione tre giorni prima dell’incontro. Rivas è la sua squadra possono fare una grande causa contro la Matchroom e tutto il resto“.

 

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