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Warren difende Fury: “A che gioco sta giocando Hearn? Cerca di rubare il titolo per Whyte?”

Frank Warren fa chiarezza su alcuni commenti di Eddie Hearn in merito a Tyson Fury.

La scorsa settimana si è alzato un certo polverone dopo un’intervista riportata dal quotidiano britannico “The Daily Mail”: Martin Carefoot, un contadino inglese, ha raccontato di aver presentato due dichiarazioni false in cambio di £ 25.000, per “salvare” il “Gipsy King”.

Nel 2015 Tyson Fury fallì un test antidoping emesso dall’UKAD; il motivo della positività fu giustificato, da parte del peso massimo di Manchester, dal consumo di carne di cinghiale, dimostrata da tanto di testimonianza appunto dell’agricoltore che gliela aveva fornita, e la questione, dopo anni di battaglie con l’organizzazione inglese, finì con un accordo tra le due parti, ossia una squalifica retroattiva di due anni. Provvedimento che, avendo efficacia a decorrere da un tempo anteriore alla sua emissione, coincise con i suoi due anni fuori dal ring dovuti alla depressione dato il lungo tira e molla e il protendersi delle tempistiche.

Un accordo che Fury, rivelerà in seguito nella sua autobiografia, non accettò infine per ammissione di colpevolezza, ma semplicemente perchè qualora fosse andata avanti ulteriormente tra arringhe legali e giudiziarie, allora non sarebbe potuto tornare a combattere e la sua carrieria si sarebbe interrotta ancora. Tuttavia il signor Carefoot adesso afferma di non aver mai avuto nè carne di cinghiale, nè animale stesso e che fornì quelle informazioni false solo dopo esser stato avvicinato da un membro del team Fury con la promessa di una ricompensa in denaro. Affermazioni che però suscitano qualche perplessità visto il momento “particolare” durante il quale le ha tirate fuori e che l’ente antidoping al momento non ha confermato di aver preso in considerazione o se intende condurre una sorta di indagine su di esse.

Ovviamente qualcuno però ha iniziato a marciarci su questa intervista: ad esempio Eddie Hearn, promoter del campione “ad interim” WBC, Dillian Whyte al quale, qualora fosse ripresa la questione tra l’UKAD e Fury, tutto ciò farebbe comodo. Se il campione WBC perdesse ad esempio il suo status, il “Body Snatcher” londinese potrebbe veder elevarsi il suo titolo.

“Questa settimana Eddie Hearn è venuto fuori dicendo che Whyte ‘terrà d’occhio’ la situazione di Tyson Fury. Le sue parole arrivano dopo le accuse oltraggiose che sono state fatte contro l’attuale campione WBC in un’intervista per un giornale [The Daily Mail ] lo scorso fine settimana”, ha dichiarato Frank Warren che co-promuove Fury insieme a Top Rank.

“Immagino che la verità verrà fuori. Da quanto ho capito, è spuntato il testimone chiave del caso e ha cambiato effettivamente le sue dichiarazioni su ciò che è accaduto. Lascerò che se ne occupino. Se fossi Dillian Whyte in questo momento, starei osservando bene questa situazione, sapendo che se ci fosse un problema con Tyson Fury potrei diventare il campione mondiale WBC dei pesi massimi perché in questo momento lui potrebbe essere sospeso durante un’indagine. Sarà interessante vedere come andrà a finire”, aveva difatti detto Hearn a Sky Sports.

Ma Warren crede che il promoter britannico della Matchroom stia solo tentando di ottenere un percorso facile per Whyte per portarsi a casa un mondiale, anzichè attendere il 2021: “Come ho già detto subito dopo, non mi aspetto che l’anti-doping del Regno Unito approfondisca ulteriormente la questione. Ma a che gioco sta giocando Hearn con questi commenti? Sta cercando di rubare il titolo per Whyte? Perché Hearn non ha ottenuto il colpo alla cintura per il suo uomo che è nella posizione N°1 da così tanto tempo? Adesso sta cercando di dare a Whyte una chance facile per il titolo? Questo è quello che è successo per Anthony Joshua che ha conquistato il titolo IBF battendo Charles Martin invece di andare a battersi contro il vero migliore della divisione”.

 

 

 

 

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