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Sei mondiali in una notte: oltre Wilder vincono Smith, Santa Cruz, Alvarado e Xu. Pareggio per Figueroa

Serata di boxe mondiale quella appena trascorsa. Oltre al big match tra Deontay Wilder e Luis Ortiz, sono stati molti gli incontri titolati andati in scena nella notte.

Callum Smith (27-0-0, 19 KO) ha avuto la meglio su John Ryder (28-5-0, 16 KO), in un match assai più complicato del previsto. L’incontro, valevole per le cinture WBA super e WBC diamond dei supermedi, detenute da Smith, ha visto il campione prevalere ai punti dopo dodici round difficili, in cui Ryder ha dato prova di non essere arrivato li per caso. Ryder ha dato il tutto per tutto nelle ultime quattro riprese, dimostrando di averne di più e infliggendo colpi pesanti ad uno stremato Smith, che all’undicesima ha barcollato dopo un gran gancio sinistro dell’avversario. Cartellini dei giudici totalmente privi di fondamento e ingiusti nei confronti dello sfidante: 117-111 e doppio 116-112.

Nel sottoclou della sfida tra Ortiz e Wilder, Leo Santa Cruz (37-1-1, 19 KO) ha sconfitto Miguel Flores (24-2-0, 12 KO) conquistando così la cintura vacante WBA super dei pesi superpiuma. La vittoria, per decisione unanime – doppio 117-110 e 115-112 – è giunta dopo un match non certo memorabile, con Flores a tentare di imporre la sua boxe, lasciando a Santa Cruz la possibilità di agire di rimessa. I colpi potenti e veloci di Santa Cruz non hanno permesso a Flores di lasciare andare le braccia. Quando Flores ha provato a variare piano tattico, lasciando l’iniziativa all’avversario, è stato nuovamente messo in difficoltà dai colpi lunghi di Santa Cruz. Incapace di trovare una chiave di volta, Flores ha finito per legare continuamente nel tentativo di bloccare l’azione di Leo, venendo penalizzato dall’arbitro Tony Week. Verdetto mai in dubbio.

Sempre nel medesimo sottoclou, Brandon Figueroa (20-0-1, 15 KO) e Julio Ceja (32-4-1, 28 KO) si sono affrontati in quello che è stato un match davvero spettacolare. In palio avrebbe dovuto esserci la cintura WBA dei supergallo, detenuta da Figueroa, ma Ceja si è presentato venerdì con 4,5 libbre oltre il limite delle 122, rinunciando così alla possibilità di conquistare il titolo.

Il veterano Ceja ha messo a dura prova Figueroa, in quello che è stato l’incontro più difficile della carriera del 22enne texano. Una battaglia durissima, con i due a scambiare furiosamente per 12 lunghi round. I cartellini, 115-113 per Figueroa, 116-112 per Ceja e 114-114, fotografano un match incerto, combattuto con grande coraggio dai due contendenti, dalla corta misura, a ritmi vertiginosi. Verdetto che fotografa correttamente quanto visto sul ring, tenendo conto del vantaggio in termini di peso di Ceja. Queste le parole di Figueroa a fine match: “Ho praticamente combattuto una persona in una classe di peso sopra la mia stasera. Sono abbastanza sicuro che se [Ceja, ndr.] avesse pesasse 122, non sarebbe stato nemmeno un combattimento incerto. Dobbiamo ripetere l’incontro, ma sarà meglio che faccia il peso.”

Altro match titolato, valevole per la cintura WBA dei superpiuma, è quello che ha visto opposti Rene Alvarado (32-8-0, 21 KO) e Andrew Cancio (21-5-2, 16 KO). Alvarado si è imposto su Cancio per KO al 7° round, vendicando così la precedente sconfitta contro l’americano. Alla vigilia Cancio aveva dichiarato che avrebbe outboxato il rivale, ma Alvarado non gli ha concesso tregua, spingendo e mettendo l’incontro su dei binari a lui favorevoli: scambi continui, in cui il nicaraguense ha messo segno i colpi più pesanti. Un taglio sopra l’occhio sinistro, al terzo round, non ha fatto altro che peggiorare la situazione di Cancio. Al settimo round l’arbitro, Raul Caiz, ha deciso di bloccare l’incontro per evitare a Cancio una dura punizione. Al momento dello stop, Alvarado era comunque avanti su tutti i cartellini con un largo margine: doppio 70-63 e 69-64.

Nel sottoclou della sfida tra Cancio e Alvarado, il cinese Can Xu (18-2-0, 3 KO) ha avuto la meglio su Manny Robbles III (18-1-0, 8 KO), conservando così la cintura WBA dei pesi piuma. La decisione unanime è giunta al termine di un match combattuto a centro ring, con scambi rapidi dalla corta distanza, durante i quali i due si sono scambiati colpi su colpi. I cartellini, 120-108, 119-109 e 118-110, non riflettono in alcun modo l’andamento di match che per larghi tratti è stato incerto, e che ha visto i due pugili alternare fasi favorevoli all’uno e all’altro. Can Xu ha saputo forse variare maggiormente il piano tattico, gestendo al meglio le varie fasi del match. Tuttavia il verdetto premia in misura eccessiva il cinese.

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