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Vianello polverizza Haneysworth, bene anche Stevenson e Ramirez

È bastato un destro ben assestato a Guido “The Gladiator” Vianello (7-0-0, 7 KO) per avere la meglio sullo statunitense Don “Mr. JBT” Haneysworth (16-4-1, 14 KO) e siglare così il settimo KO su sette match disputati da professionista. Il peso massimo italiano ha così coronato con successo il proprio impegno al “Bubble”, la location appositamente allestita presso l’MGM Grand di Las Vegas per queste prime riunioni a porte chiuse targate Top Rank dopo il lungo stop degli ultimi mesi. Nel match clou, trionfo anche per la stella americana Shakur “Fearless” Stevenson (14-0-0, 8 KO) che ha sbrigato la pratica Felix “La Sombra” Caraballo (13-2-2, 9 KO) in sei riprese. Tra gli altri match della serata merita segnalazione il violento KO messo a segno dal cubano Robeisy Ramirez (3-1-0, 3 KO), due volte medaglia d’oro olimpica, che dopo la scioccante sconfitta all’esordio da pro sembra aver ingranato la marcia giusta.

Non c’è molto da raccontare sull’incontro del nostro portacolori che è durato appena due minuti e quindici secondi. Guido si è mosso agilmente sulle gambe saggiando la distanza con il suo jab sinistro e cercando di leggere le intenzioni del corpulento rivale che stazionava a centro ring. L’epilogo, dopo due minuti di sostanziale studio, si è materializzato quando Haneysworth ha commesso l’errore di portare un jab pigro al corpo dell’italiano restando scoperto durante l’esecuzione del colpo. Vianello lo ha immediatamente castigato con un rapido destro alla tempia che ha spedito Mr. JBT al tappeto e lo ha stordito al punto da rendergli arduo il compito di rialzarsi. Nonostante alla fine lo statunitense sia riuscito a tirarsi su prima della fine del conteggio, all’arbitro Jay Nady non è piaciuta la sua espressione sofferente e così il mach è finito senza ulteriore pathos.

Buono anche l’esordio nella categoria dei superpiuma per l’ex medaglia d’argento Shakur Stevenson che ha potuto disporre a piacimento del malcapitato portoricano Caraballo bombardandolo di colpi per sei round prima di indovinare il perfetto montante sinistro al fegato che gli ha conferito la vittoria. Caraballo, alla prima apparizione su un ring statunitense, non ha dato prova di particolare pericolosità rivelandosi un pugile piuttosto statico e privo di guizzi significativi e così Stevenson, già campione del mondo WBO nei pesi piuma e intenzionato a scalare le categorie di peso alla ricerca di nuovi allori, ha potuto esprimere il suo pugilato in scioltezza. Ammorbidito da un fuoco di sbarramento continuo e sfibrante, il pugile portoricano era in visibile sofferenza già prima del fendente decisivo, ma è stato definitivamente messo fuori gioco da un colpo davvero spettacolare per pulizia tecnica e velocità di esecuzione.

L’ultimo pugile a battere Shakur Stevenson era stato il cubano Robeisy Ramirez che lo aveva superato ai punti di misura in occasione della finale olimpica di Rio nel 2016. Ebbene, stanotte i due hanno combattuto nella stessa riunione e il talentuoso mancino originario di Cienfuegos, che vinse il metallo più prezioso anche a Londra nel 2012, ha concluso il suo impegno in soli 54 secondi. Il suo avversario, il modesto dominicano Yeuri Andujar (5-4-0, 3 KO), è stato infatti atterrato due volte a stretto giro dai violenti sinistri del temibile atleta caraibico e non ha potuto far altro che restare al tappeto dopo il secondo knock down. Ramirez, dopo una lunga carriera da autentico fuoriclasse nei dilettanti, sembrava aver perso motivazioni e voglia di allenarsi al punto di subire due sconfitte nelle World Series of Boxing (dopo una striscia di 13 successi consecutivi) e soprattutto al punto di farsi clamorosamente sconfiggere all’esordio da professionista. Che abbia messo la testa a posto?

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One comment

  • enzo

    Per Vianello altro match “tempo perso” senza arte né parte. Far crescere un giovane è importante non bruciare i tempi ma questi tipi di incontri e di avversari a cosa servono? cosa ha imparatoVianello da un avversario da casa di riposo?

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