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Maurice Hooker cede al settimo round: Vergil Ortiz Jr ora vuole il mondiale

È durato fino all’inizio del settimo round l’atteso confronto tra il promettente 22enne dalle mani pesanti Vergil Ortiz Jr (17-0-0, 17 KO) e l’ex campione del mondo Maurice “Mighty Mo” Hooker (27-2-3, 18 KO) prima di concludersi per via di un infortunio alla mano di quest’ultimo, che comunque sembrava già sul punto di crollare. La sfida andata in scena in Texas, alla Dickies Arena di Fort Worth, e valida per il Titolo Internazionale WBO dei pesi welter, ha dunque avvicinato ulteriormente il giovane pupillo della Golden Boy Promotions a una chance mondiale.

Per la prima volta Ortiz si è trovato davanti un pugile che aveva già avuto alla vita la cintura iridata e c’era curiosità su come il ragazzo sarebbe riuscito a colmare il gap di esperienza. Hooker è infatti stato per circa un anno detentore del titolo WBO nella categoria inferiore dei superleggeri prima di cederla in un match di riunificazione al forte Jose Ramirez e salire nei welter. Ortiz ad ogni modo ha approcciato la sfida senza alcun timore reverenziale, appropriandosi del centro del ring e cercando fin da subito di far valere le sue caratteristiche di attaccante nato.

Pur dovendo incassare qualche buon fendente da parte del rivale, il favorito della vigilia si è portato in vantaggio facendosi preferire nell’arco delle prime tre riprese per consistenza dei colpi, continuità d’azione e aggressività. Particolarmente insidioso appariva il suo caratteristico lavoro al corpo, eseguito con entrambe le mani e indispensabile per fiaccare la resistenza fisica dell’esperto avversario. Altrettanto importante si è rivelato il jab sinistro di Ortiz, portato con perfetta scelta di tempo e spesso doppiato per aprirsi la strada all’inizio delle sue combinazioni mortifere. Occorre comunque dare atto a Hooker di aver assorbito con grande stoicismo il bombardamento iniziale senza mai vacillare, cercando anche di contrattaccare non appena se ne presentava l’opportunità.

La miglior ripresa di Mighty Mo è stata senza dubbio la quarta, una frazione in cui il 31enne di Dallas è riuscito a prendere il tempo al giovane rivale e a sorprenderlo con alcuni rapidi colpi d’incontro. Particolarmente vigoroso e appariscente è stato un diretto destro in pieno volto che ha subito prodotto un livido ben visibile in prossimità dello zigomo sinistro di Ortiz. Il  giovane guerriero tuttavia non si è lasciato per nulla scoraggiare dall’artiglieria pesante dell’avversario, tornando prepotentemente padrone della situazione fin dal round successivo e intensificando ulteriormente quel lavoro al corpo che di lì a poco avrebbe pagato i suoi dividendi.

Già negli istanti finali della quinta tornata Hooker ha dato la sensazione di andare in sofferenza dopo gli ennesimi fendenti alla figura, il che ha spinto Ortiz ha insistere nella sua demolizione progressiva, capitalizzando nel sesto round lo sforzo prodotto. Un violento montante all’addome ha infatti costretto Hooker ad abbassare la guardia indietreggiando precipitosamente verso l’angolo dove, assalito immediatamente dal rivale, è finito al tappeto per il primo conteggio della serata. Pur riuscendo a sopravvivere fino al suono salvifico della campanella, Mighy Mo è tornato a sedersi sullo sgabello con la classica espressione del pugile sconfitto, essendosi ormai reso conto di non avere armi adatte per fermare l’incedere dell’arrembante avversario.

L’epilogo purtroppo è stato piuttosto fortuito e si è concretizzato nei primi secondi della settima ripresa, quando dopo aver portato un destro, Hooker si è inginocchiato improvvisamente facendo segno all’arbitro di essersi fatto male alla mano. Dal replay il suo fendente sembra aver impattato contro la spalla destra di Ortiz: difficile dire se quello di Hooker sia stato un modo per sottrarsi al duro KO che molto probabilmente sarebbe giunto di lì a poco o se davvero l’infortunio lo abbia reso impossibilitato a proseguire. Ad ogni modo la superiorità del suo avversario era ormai divenuta manifesta e nulla avrebbe più potuto cambiare il corso degli eventi.

Il vincitore può dunque considerarsi promosso a pieni voti avendo evidenziato anche una buona mascella oltre alle ben note qualità offensive che già ci avevano impressionato nelle precedenti occasioni in cui lo abbiamo visto all’opera. Con i suoi 22 anni l’americano di chiare radici messicane ha ancora ampi margini di miglioramento e ora chi lo gestisce dovrà essere abile nel non bruciarlo mandandolo troppo presto tra le fauci dei lupi della categoria. Avendo conquistato questa cintura internazionale infatti, il ragazzo potrebbe essere tentato dall’idea ambiziosa di lanciare fin da subito la sua sfida al campione WBO Terence Crawford, una scelta che però allo stato attuale rischia di essere il classico passo più lungo della gamba. Continuando invece ad innalzare il livello degli avversari con la giusta gradualità, Ortiz potrebbe davvero inserirsi molto presto ai vertici della categoria con concrete speranze di competere con i migliori.

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