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Miguel Berchelt dominato e messo KO: Oscar Valdez è il nuovo campione!

Una prestazione sontuosa, figlia di una strategia tattica perfetta, ha permesso a Oscar Valdez (29-0-0, 23 KO) di laurearsi nuovo campione del mondo dei pesi superpiuma detronizzando il favorito della vigilia Miguel “El Alacran” Berchelt (37-2-0, 33 KO) con un brutale KO nel decimo round. Il match dell’MGM Grand di Las Vegas, da cui ci si aspettava una battaglia d’altri tempi in puro stile messicano, si è rivelato in realtà un autentico dominio dello sfidante, che non ha mai permesso al rivale di entrare in partita. Il regno dell’Alacran si è dunque concluso alla settima difesa del titolo WBC.

Chi pregustava uno scontro all’arma bianca sin dai minuti di avvio sarà rimasto sorpreso nell’assistere in apertura a tre riprese molto tattiche, contraddistinte da una prolungata fase di studio. Sin da queste schermaglie iniziali tuttavia è emerso un particolare che avrebbe condizionato la parte restante del combattimento, ovvero il considerevole vantaggio di Valdez in termini di velocità. Lo sfidante ha approcciato il match della vita muovendosi rapidamente sulle gambe e sfruttando l’ampiezza del quadrato, un atteggiamento che non aveva mai esibito in passato in maniera tanto marcata. Così facendo ha potuto stanare il campione, anticipandolo costantemente col suo jab e leggendone facilmente le intenzioni. Per conto suo Berchelt non ha lasciato andare le mani più di tanto, limitandosi a una sterile pressione che al netto di un discreto gancio destro messo a segno nella terza ripresa ha prodotto pochi risultati.

Il primo colpo di scena si è concretizzato nel quarto round: consapevole di dover alzare i ritmi dopo un avvio favorevole al suo avversario, El Alacran ha iniziato a stazionare con maggiore frequenza davanti a Valdez che ne ha approfittato per mettere a segno uno dei suoi famigerati ganci sinistri. Il colpo, giunto preciso alla tempia, ha fatto barcollare visibilmente il campione, che per la restante parte della ripresa è stato bersagliato con combinazioni durissime restando in piedi con la sola forza della disperazione fino a pochi secondi dalla salvifica campanella, quando l’ennesima serie di fendenti lo ha fatto crollare contro le corde determinando il primo conteggio della serata.

Pur essendo riuscito con grande fatica ad attraversare la tempesta senza affondare, Berchelt ha continuato a mostrare un notevole disagio nel fronteggiare la strategia elusiva e i pericolosi colpi d’incontro del suo connazionale. I suoi sforzi di rimettere il match in carreggiata erano basati soprattutto sui nervi e sul coraggio, ma non supportati da un’idea tattica ben definita, al punto che i suoi attacchi apparivano via via sempre più improvvisati e sempre meno convinti. Per la verità, dopo aver dovuto incassare altri fendenti durissimi, il campione ha dato l’illusoria sensazione di poter invertire la tendenza nel corso dello strano settimo round, una frazione in cui Valdez per due minuti e mezzo si è limitato a legare e scappare senza reagire, come se avesse finito le energie, prima di tornare ad azionare i suoi temibili ganci improvvisi.

L’illusione di un possibile capovolgimento dell’inerzia è durata dunque pochissimo: lo sfidante ha ricominciato a boxare con estrema sicurezza, selezionando al meglio i suoi colpi, rischiando pochissimo e ubriacando il rivale con la sua velocità e i suoi cambi di direzione. Raggiunto da una bella combinazione iniziata con un montante destro e conclusa con due ganci consecutivi, Berchelt è crollato nuovamente al tappeto nella nona ripresa, riuscendo a terminarla con difficoltà. Nulla lo ha potuto però salvare nel round successivo, quando un suo disperato e sconsiderato tentativo di attacco lo ha lasciato completamente scoperto aprendo il varco a un micidiale gancio sinistro d’incontro. El Alacran è crollato al tappeto in avanti ed è stato immediatamente dichiarato “out” dall’arbitro Russell Mora che ha autorizzato l’ingresso del personale medico mentre Valdez dava il via ai festeggiamenti. Sono seguiti minuti di forte apprensione, perché l’ormai ex campione del mondo è rimasto a lungo sdraiato e apparentemente privo di sensi prima di riprendersi lentamente.

La superba vittoria di Valdez, oltre a lasciare intatta la sua imbattibilità, lo proietta in maniera prepotente tra i grandi nomi del pugilato contemporaneo. Campione del mondo nella seconda categoria di peso dopo quella dei piuma, il messicano è nel pieno della sua maturità pugilistica, come evidenziato dai considerevoli miglioramenti tattici che si sono visti in questa circostanza e di cui il grande trainer Eddy Reynoso condivide senza dubbio la responsabilità. Non mancheranno oltretutto occasioni per continuare a mettersi alla prova visti i nomi di spicco che la divisione offre in questo momento, dall’esperto Leo Santa Cruz, agli insidiosi Joseph Diaz e Tevin Farmer, all’emergente Shakur Stevenson e diversi altri.

Sarà invece difficilissimo riprendersi per lo sconfitto dopo una batosta di queste proporzioni. Annichilito su ogni fronte, Miguel Berchelt dovrà fare i conti nel proseguo della sua carriera con i traumi fisici e psicologici che una simile lezione di pugilato potrebbe lasciargli addosso. La consueta raccolta di pronostici raccolti dalla rivista specializzata The Ring prima del match aveva evidenziato come ben 18 su 20 tra redattori e insider di alto profilo vedevano El Alacran favorito, una convinzione che certamente nutriva lui stesso; ora l’esito infausto dell’evento potrebbe abbassarne autostima e fiducia nei propri mezzi. D’altro canto la storia della boxe è piena di campioni caduti e risorti dalle proprie ceneri, motivo per cui non è da escludere che il messicano, che ha ancora 29 anni, si rimetta in sesto e torni a regalarci affascinanti battaglie come ha fatto negli ultimi anni.

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