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Brividi alla Wembley Arena: Usyk supera Chisora ma non senza soffrire

Test superato ma non senza brividi e momenti di sofferenza per Oleksandr Usyk (18-0-0, 13 KO) che nella Wembley Arena di Londra ha domato ai punti un coriaceo Derek “War” Chisora (32-10-0, 23 KO) imponendosi per decisione unanime dei giudici. In palio c’era il titolo intercontinentale WBO dei pesi massimi e, soprattutto, il ruolo di sfidante ufficiale al trono di Anthony Joshua. Questi i cartellini annunciati dopo il suono dell’ultima campana: 117 a 112 e due volte 115 a 113, tutti in favore dell’ex peso cruiser ucraino.

C’era grande curiosità riguardo al modo in cui Oleksandr Usyk sarebbe riuscito a gestire la prorompente fisicità di un massimo di grande stazza come Chisora, che lo sopravanzava sulla bilancia di ben 18 chili. Non a caso i primi frangenti della battaglia sono stati per l’ucraino piuttosto difficili e densi di preoccupazione: il suo avversario gli si è infatti lanciato addosso sin dal primo suono del gong facendogli sentire il peso dei suoi colpi e costringendolo a una serie di clinch molto logoranti sul piano dell’energia fisica.

Per due riprese il grande favorito della vigilia ha dovuto quindi pedalare all’indietro, incassare e stringere i denti, limitandosi in attacco a poche azioni di alleggerimento e dando la sensazione di entrare nel match mentalmente e tatticamente soltanto a partire dal terzo round. La veemenza di Chisora tuttavia non si è esaurita così presto. Pur perdendo parte dell’intensità iniziale l’inglese ha continuato a cercare il contatto con grande determinazione e dopo essersi reso conto che i suoi caratteristici ganci larghi venivano ormai evitati con troppa facilità dal rivale ha trovato nel diretto destro di prima intenzione una valida alternativa per andare a bersaglio.

L’efficacia di questa soluzione “originale” ha persino spinto il pugile di casa a mettersi a tratti in guardia mancina per sfruttare con maggiore immediatezza la propria mano forte, ma le sue fortune hanno iniziato ad esaurirsi in prossimità del giro di boa. Usyk infatti, affacciatosi alla seconda metà del combattimento in leggero svantaggio, ha finalmente innestato le marce alte a partire dal settimo round, mettendo maggior pepe nei suoi fendenti e riuscendo persino a far traballare vistosamente il rivale a pochi secondi dalla fine della ripresa. Da autentica macchina progettata per vincere tuttavia, l’ucraino non si è lasciato ingolosire dal momento favorevole, mantenendosi fedele al proprio piano tattico e lasciando andare le braccia soltanto quando si sentiva sicuro del risultato.

La stanchezza ha progressivamente inciso sulla performance di Chisora che col passare dei minuti ha perso coordinazione andando a vuoto sempre più spesso in maniera plateale e trovandosi costretto a prendersi delle pause per rifiatare tra un assalto e l’altro. Nondimeno il veterano di origini africane non ha mai tirato i remi in barca, continuando a esercitare pressione e riuscendo occasionalmente a piazzare colpi ravvicinati alla figura. Ciononostante, dopo un nono round un po’ abulico, Usyk ha definitivamente preso in mano le redini del match abbandonando parte della prudenza che lo aveva caratterizzato fino a quel momento per intensificare le sue azioni offensive. Gli ultimi nove minuti sono stati quindi tutti a pannaggio dell’ucraino che è riuscito a tagliare il traguardo in volata convincendo i giudici in extremis, come dimostrano i soli due punti di margine indicati su due dei tre cartellini ufficiali.

Difficile dire quanto fosse serio e quanto in vena di battute Usyk quando, durante l’intervista di rito, si è dato un misero 3 come voto per la propria performance. Quel che è certo è che la durezza del match non deve averlo spaventato o intimorito, al punto che a favore di telecamera ha affermato di amare il pugilato proprio per incontri come questo. Ha poi rinnovato la sua sfida ai migliori dicendosi ancora fermamente intenzionato a diventare campione del mondo indiscusso dei pesi massimi.

Estremamente deluso è apparso invece al microfono Derek Chisora, convinto di aver fatto abbastanza per meritare il verdetto. L’inglese ha ammesso di aver sofferto le qualità del rivale in alcune riprese e ha dato atto a Usyk di essere riuscito ad assorbire i suoi colpi, ma ha anche rivendicato di aver dettato costantemente il ritmo del match, di aver messo pressione senza sosta e di aver lavorato al corpo con continuità. Non ha voluto invece soffermarsi sulle prossime mosse lasciando al suo manager, l’antico nemico David Haye, il compito di programmare il suo futuro.

Con questa prestazione certamente Oleksandr Usyk non ha convinto gli scettici di essere il nuovo messia dei pesi massimi. L’ucraino infatti, oltre a soffrire visibilmente la stazza dell’avversario nei primi scampoli del match, ha evidenziato una vulnerabilità difensiva assai raramente mostrata in passato e anche nei suoi momenti migliori è sembrato muoversi col freno a mano tirato. Occorre comunque sottolineare che il fuoriclasse di Kiev non disputava un match davvero impegnativo da circa due anni, non potendosi considerare probante il semi-allenamento di un anno fa col mediocre Chazz Witherspoon. La lunga inattività, unità ad alcuni problemi fisici, potrebbero dunque aver avuto un impatto deleterio sulla reattività e sulla brillantezza dell’ex peso cruiser che dovrà fare tesoro di questa esperienza per affrontare le prossime sfide con rinnovato vigore.

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2 comments

  • Russianhook

    I cruiser fanno sempre fatica nei massimi per questo sono sempre stato un po’ scettico nei passaggi di categoria. Ma Usyk per me era una delle eccezioni a causa del suo stile (a differenza di Gassiev ad esempio). La mobilità, il volume e le doti tecniche potevano compensare la differenza fisica.
    Da suo tifoso devo dire che questo incontro con Chisora mi ha lasciato con l’amaro in bocca.
    Spero abbia ragione l’autore dicendo che la prestazione sottotono probabilmente è a causa dell’inattività e di problemi fisici.
    Temo però purtroppo che il salto di categoria lo abbia fatto troppo tardi, il suo stile è quello che risente di più l’età. Spero non sia così.

  • Pingback: Boxe-Mania.com – Usyk: “Anthony come stai? Sto venendo a prenderti!”

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