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Usyk: “Mi sarebbe piaciuto essere il primo a battere Joshua. Ma sto arrivando”

Un infortunio al bicipite a poche settimane dal match, lo ha costretto a rimandare il suo debutto nei pesi massimi, previsto per il 25 maggio al MGM National Harbor di Oxon Hill contro Carlos Takam. Adesso però per l’ex re indiscusso dei cruiser si avvicina il ritorno.

L’atteso nuovo esordio di Oleksandr Usyk, infatti, a quanto pare è previsto tra il 12 o 19 ottobre, probabilmente alla Wintrust Arena di Chicago ancora contro il franco-camerunense ovviamente trasmessa da DAZN.

“Non credo che il mio aumento di peso abbia causato un infortunio”, ha dichiarato a Sky Sports: “È avvenuto a causa di una combinazione di fattori. Credo che a volte Dio si diverta a rallentarmi un po’ per poi tirarmi su di nuovo il morale e farmi muovere più velocemente. Sono pronto ora”.

Il talento ucraino, nonostante non abbia ancora messo ufficialmente piede nella nuova categoria, ha ottenuto già di diritto lo status di sfidante obbligatorio per il titolo WBO, che Andy Ruiz Jr ha strappato via dalla vita di Anthony Joshua lo scorso giugno al Madison Square Garden di New York e che adesso il britannico tenterà di rivendichare a dicembre.

“Sono molto grato del fatto che mi abbiano reso uno sfidante obbligatorio. So che non succede senza motivo. Tutto è lì ad attendermi, ciò di cui abbiamo bisogno è solo aspettare che accadano gli eventi. Dopodichè affronterò sicuramente uno di loro due”.

Usyk ha ammesso che il suo obiettivo è sempre stato Joshua e che avrebbe tanto voluto essere stato lui il primo a batterlo: entrambi ori olimpici, entrambi imbattuti e campioni mondiali, il migliore che affrontava il migliore. Poi però Ruiz ha scioccato tutti.

“In ogni uomo c’è un po’ di ego: mi sarebbe piaciuto essere il primo a battere Joshua e fare quello che è accaduto a giugno sul ring. Ma questa è la boxe, non sai mai come andrà a finire. Joshua ha avuto alcuni problemi quella notte e Ruiz Jr invece no”.

Quel che si aspetta adesso è che AJ riagisca e che sia lui il suo avversario futuro.

“Non so quale sia questo il motivo della sua sconfitta quella notte. Credo ci sia stato un problema in generale. Non importa se il tuo avversario è alto o basso. Non importa se combatti un ragazzo alto 2 metri o un ragazzo alto 1,80. Sul ring non arrivi impreparato, i tuoi sparring partner assomigliano esattamente al tuo avversario. Cosa sia successo lo sa solo lui”.

 

 

 

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