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USYK INVADE MOSCA E LA CONQUISTA

All’Olimpic stadium di Mosca, Oleksadr Usyk conquista il Muhammed Alì trophy e diventa Re incontrastato dei cruiser. Una vera e propria lezione impartita al padrone di casa Murat Gassiev.  Nel “Oleksandr day” si rivede anche Mairis Briedis e la First Lady Cecilia Braekhus.

Lo spettacolo affascinante delle World Boxing Super Series accende i riflettori sulla Olimpiyskiy di Mosca. L’arena che ospitò i giochi Olimpici del 1980 per la prima volta, oggi applaude il dominio incontrastato del re dei pesi cruiser. Gli oltre sedicimila spettatori impreziosiscono lo spettacolo messo su da un torneo affascinante ed innovativo.

Quello sguardo inquietante e sicuro di se incute timore già a prima vista. Fa ancora più paura la crescita esponenziale che è avvenuta fin dal 2009 nei dilettanti, e ancor di più nei professionisti. Usyk si presenta sul ring di Mosca con un record di 14 vittorie in altrettanti incontri, undici prima del limite. Detentore dei titoli Mondiale WBO e WBC. Il russo Gassiev difende il titolo mondiale IBF dal 2016, quando lo ha conquistato per split decision su Denis Lebedev. A soli 24 anni si presenta in finale con due titoli mondiali: IBF e WBA. E’ dotato di colpi pesanti, e porta con se una lunga lista di vittime sul ring. Si preannuncia una finale stellare.

Al primo gong, parte bene l’Ucraino. Concede il centro del ring all’avversario e gli gira intorno, con un movimento di gambe sontuoso. Usyk avanza costantemente con il jab, si avvicina ed appoggia montanti al mento per testare Gassiev. Vola il primo round. Nel secondo, ancora in piena fase di riscaldamento, Murat trova un buon gancio nel finale che sorprende l’Ucraino. Usyk continua con un lavoro leggero e asfissiante, muove continuamente il destro da una parte all’altra del guanto dell’avverasio, centrando sempre i volto. Il footwork è pari ad un peso leggero. Il russo incassa e prova a trovare qualche varco, riuscendo a trovare solo alcuni colpi fastidiosi sotto la cintura. Ad ogni azione corrisponde una reazione, e Gassiev non riesce fare altro che difendersi dagli attacchi continui del guerriero ottomano. Volano via secondi su secondi, riprese su riprese. Usyk gestisce ogni movimento, ogni respiro, ogni jab, ogni gancio. Gassiev è il numero tre del ranking mondiale di categoria, ma in questo momento sembra un principiante, dotato solo della voglia di restare sul ring. Usyk ad ogni diretto si sposta elegantemente sul lato, colpendo col un gancio al volto in uscita. Con un passo si allontana e con lo stesso si avvicina portando colpi in serie: uno – due al mento, poi montante lungo e gancio. Cinque sei colpi alla volta. Quasi non si vedono. E’ un treno in corsa.

Siamo al giro di boa. Abel Sanchez suona la carica. Gassiev prova a reagire. Deve pur avere un interruttore per spegnersi questo ucraino. Allora ci prova, lo insegue, è paziente, lo porta alle corde, poi al centro del ring. Lo trova! Arriva un diretto destro in pieno volto, in mezzo alla guardia, poi montante al fegato, rapido in successione. Usyk lo sente, e pare abbia gradito l’impegno. Ma la macchina ucraina si rimette in corsa e continua a martellare jab. Un movimento soave a destra e a sinistra, sopra e sotto seguito dal diretto sinistro.  Sono già passati sei minuti, e quella sfuriata del russo sembra essere preistoria. Usyk macina chilometri, ma non scappa, gli gira intorno e continua a lavorare con il jab. Un movimento continuo che pare abbia ipnotizzato Gassiev. E’ l’ultimo round, Usyk sta per conquistare la Russia. Ultimo gong, accelera, poi pianta i piedi al tappeto a scarica uno, due, tre montanti. Gassiev cerca di difendersi, si chiude in difesa, ma il guanto ha già oltrepassato la guardia due volte, arriva anche il gancio. Poi un passo all’indietro, Usyk imita Alì. Ultima campana. I due si abbracciano, e Gassiev riconosce la superiorità e lo applaude affascinato. Applaude anche il pubblico di Mosca. I cartellini finali sono 120-108; 119-109; 119-108; decisione unanime e dominio incontrastato. E’ Oleksandr Usyk il Re dei pesi Cruiser.

Cecilia First Lady Brækhus

Cecilia “First Lady” Brækhus

Nella serata Russa brilla anche la “First Lady” Cecilia Braekhus che si sbarazza della “Regina del Giaccio” Inna Sagaydakovskaya. La trentaseienne norvegese domina dal primo al decimo round la russa e mantiene le cinque cinture iridate dei pesi welter. La russa, subisce diretti al volto micidiali, ma resta in gioco fino all’ultimo secondo. Il dominio della Braekhus è netto, e la classe della first lady viene fuori soprattutto nelle accelerate finali. Nell’ultimo incontro dei sottoclou si rivede anche Mairis Briedis. Appannato e poco lucido vince sul francese Brandon Deslaurier, che subisce a sua volta colpi elementari e senza forza. Nel finale esulta come se avesse vinto lui l’incontro, pur avendo subito in tutte e dieci le riprese.

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