Un iconico Fury: dona la sua borsa da 8 milioni e motiva il prossimo.

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Le battaglie personali  tra depressione, abuso di alcool e droghe e rapporti familiari, hanno forgiato il trentenne britannico dei pesi massimi Tyson Fury, che aldilà del suo modo di fare all’apparenza solo ed esclusivamente goliardico, ha saputo invece mostrare sorprendentemente un lato di sé profondo. Dopo aver lottato per rimettere a posto la sua di vita, il “Gypsy King” adesso ha rivelato il suo intento di voler aiutare anche gli altri a farlo, di voler dare una mano alle persone vulnerabili e a coloro che vivono ai margini della società.

È pronto infatti a donare la sua borsa da 8 milioni di sterline della sua sfida contro Deontay Wilder per aiutare i senzatetto e i bisognosi.

“Non mi interessa diventare milionario o miliardario, sono un pugile e non un uomo d’affari. Non sono ricco e non mi interessa diventarlo. Voglio farci piuttosto qualcosa con tutto quel denaro e aiutare le persone che non possono aiutarsi da sole. Ho intenzione di darlo ai poveri e di costruire case per i senzatetto quando torno a casa e di creare fondi per tossicodipendenti e alcolizzati. Avrei voluto farlo a prescindere perché ovunque ci sono di questi problemi purtroppo, ma essere qui (in California) mi ha davvero aperto gli occhi su molte cose e vado via da persona migliore. Ci sono un sacco di senzatetto per le strade qui, più di quanto ne abbia mai viste in vita mia e questo mi ha spinto ancor di più a prendere questa decisione.”

Fury è un uomo sposato e padre di famiglia, e qualcuno gli ha anche chiesto come mai non avesse pensato prima alla gente più vicina a sé ed al loro futuro. E lui ci ha tenuto a chiarire:

“Credo che tutti i bambini ed i figli debbano essere aiutati, ma anche educati a fare i propri soldi nella vita perché se non lo fanno, non lo apprezzeranno. È facile spendere i soldi di qualcun altro e il denaro che non hai guadagnato da solo. I miei figli faranno la propria strada nella vita, non vivranno del mio nome o della mia reputazione perché è una via troppo facile. Io non ho mai avuto vita facile, ho dovuto lavorare per quello ottenuto. Lavoravo fin da giovanissimo, tutto quello che desideravo nella vita dovevo sudarmelo per cui dovevo lavorare”.

Un altro discorso molto appassionato aperto ed affrontato dopo il match di sabato, è stato anche quello di natura motivazionale verso molti degli spettatori, quello di spingerli a combattere i propri demoni.

“Il mio è un ritorno iconico. Dopo due anni e mezzo lontano dal ring, problemi di salute mentale e il sentirmi perso, ho appena mostrato al mondo e a tutti quelli che ne soffrono, che si può tornare indietro. Tanti là fuori hanno gli stessi problemi di cui ho sofferto e l’ho fatto per loro. Se sono potuto tornare da dove ero io, possono farlo anche loro. Alzati, superalo e fallo, cerca aiuto.”

Trasformare l’oscurità della propria vita in una luce per gli altri, ancora una volta la boxe insegna. Che quella che abbiamo di fronte sia una persona nuova e completamente ridimensionata in tutti i sensi?

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