fbpx

Brividi al verdetto, ma Ugas trionfa con merito su Ramos

Il pugile cubano Yordenis Ugas, detto “54 Milagros”, e il suo team al completo devono aver sudato freddo la scorsa notte quando l’annunciatore Jimmy Lennon Jr ha letto il primo cartellino della giuria dopo la sua sfida del Microsoft Theater di Los Angeles contro l’americano Abel Ramos, valida per il mondiale WBA “regular” dei pesi welter. Il giudice Lou Moret ha infatti decretato un inspiegabile 117 a 111 per Ramos lasciando sbigottiti tutti i presenti, ma fortunatamente i suoi colleghi Edward Hernandez Sr e Zachary Young hanno raddrizzato la situazione con un duplice 115 a 113 in favore di Ugas consentendo così all’atleta caraibico di portarsi via meritatamente il titolo vacante.

Non è un rapporto facile quello di Yordenis Ugas con le giurie: in carriera ha già subito ben tre Split Decision sfavorevoli, l’ultima delle quali lo aveva condannato a uscire sconfitto dalla prestigiosa sfida con Shawn Porter, lasciando nelle mani dello statunitense la cintura WBC di categoria. Per la verità quello con “Showtime” era stato un incontro estremamente equilibrato e di difficile interpetazione, in cui alla maggiore attività di Porter si erano contrapposte la migliore precisione e l’aggressività di Ugas, tanto che sul verdetto fioccarono pareri molto discordanti da parte degli addetti ai lavori.

Questa volta invece grossi dibattiti non avrebbero dovuto esserci, dal momento che l’esperto atleta caraibico ha condotto con personalità e sicurezza gran parte della sua seconda sfida mondiale, tanto che al termine della stessa la stragrande maggioranza dei giornalisti internazionali deputati a seguire l’evento si ritrovavano cartellini larghissimi in suo favore. Troppo rinunciatario Ramos, specialmente in avvio, nel lasciarsi dettare il ritmo dal jab martellante del rivale: nei primi quattro round lo sfavorito della vigilia si è reso protagonista di un unico guizzo, quando con un colpo a bruciapelo nel corso della terza ripresa ha fatto traballare per un attimo Ugas, ripresosi comunque immediatamente.

Ramos ha iniziato a muovere le mani con una certa continuità soltanto a partire dalla quinta tornata, riuscendo a rendere i successivi sei minuti più equilibrati dei precedenti grazie a un discreto lavoro alla figura e a qualche rapido montante al mento, benché l’iniziativa restasse nelle mani di “54 Milagros”. Quest’ultimo del resto è tornato rapidamente ad aumentare il numero di giri dopo il giro di boa amplificando un vantaggio sempre più consistente. Particolarmente apprezzabile è stato l’uso del doppio jab sinistro da parte del cubano: anche evitando il primo fendente, Ramos incappava regolarmente nel secondo, perdendo oltretutto il tempo giusto per reagire.

Pur essendo dotato di enorme esperienza, qualità tecniche di prim’ordine e fisico statuario, Yordenis Ugas ha sempre avuto nella resistenza alla fatica il suo principale punto debole. Il cubano va in sofferenza quando costretto a ritmi infuocati e nel corso di un match di dodici riprese tende a tratti a diventare un po’ letargico abbassando intensità e frequenza degli attacchi. Anche in questo caso, nonostante Ramos gli lasciasse costantemente iniziativa e centro del quadrato, il pugile centroamericano ha perso lucidità e brillantezza nelle riprese finali, trovandosi a tirare il fiato nella decima e soprattutto nell’undicesima frazione, quando i suoi colpi sono apparsi meno esplosivi e coordinati rispetto a quanto era avvenuto fino a quel momento.

Ugas ha comunque cercato di chiudere il match da campione disputando un ultimo round estremamente volitivo e per larghi tratti dominato, ma la stanchezza, unita a un pizzico di incoscienza, stava per giocargli un brutto tiro quando a pochi secondi dalla campana finale è incappato in un violento gancio sinistro di Ramos che lo ha destabilizzato facendogli rischiare l’atterramento. Troppo poco e troppo tardi da parte dell’americano che deve rimproverarsi una strategia troppo pavida e calcolatrice, l’esatto contrario di quello che gli sarebbe servito per tentare di fare il colpo grosso stravolgendo i pronostici.

Chi vi scrive ritiene che anche con un metro di giudizio estremamente benevolo e compiacente nei confronti di Abel Ramos non si possa scendere sotto i quattro punti di vantaggio in favore di Ugas. Alcuni prestigiosi siti internazionali gliene danno addirittura dieci o dodici, il che rende assolutamente grottesco il già citato cartellino di Lou Moret: il giudice californiano dopo una simile performance andrebbe decisamente sospeso per un congruo periodo di tempo o magari invitato gentilmente ad andare in pensione tenendo conto dei suoi 76 anni. Quel che più importa ad ogni modo è che la cintura sia finita nelle mani del giusto vincitore che ora da detentore del titolo potrebbe ottenere quelle sfide di prestigio che da diversi anni invoca a gran voce.

Vale comunque la pena di sottolineare che il “vero” campione della WBA dei pesi welter resta il fuoriclasse filippino Manny Pacquiao, possessore del titolo “Super” di categoria. La versione “regular” conquistata da Ugas rappresenta quindi un sottoprodotto che lo pone leggermente al di sotto in termini gerarchici rispetto agli altri campioni di sigla del momento.

40 anni fa, la rimonta da brividi di Saad Muhammad su Yaqui Lopez

Condividi su:
  • 79
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X