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Fury: “Negli States sono una superstar. Ma non è la fama a rendermi felice”

Da quando lo scorso anno, il contendente dei pesi massimi britannico Tyson “Gipsy King” Fury ha messo piede in America per la sua sfida mondiale contro il campione WBC di Tuscaloosa, Deontany “Bronze Bomber” Wilder, si è innamorato di questo luogo e del suo popolo, tanto da ventilare persino l’idea di non tornare più a boxare nel Regno Unito.

“Gli inglesi hanno avuto la loro possibilità. Non mi hanno trattato bene. Mentre qui negli Stati Uniti, mi accolgono tutti come una superstar”, ha dichiarato al Sunday Times.

La volontà quindi quella di voler proseguire la sua carriera oltreoceano, dove è riuscito a sentirsi maggiormente apprezzato più che nel suo Paese d’origine. In quest’ultimo anno difatti Fury ha lavorato sodo, è rinato dopo il suo periodo buio che lo ha allontanato dal ring, e sì, si è anche divertito.

La sua performance offerta sul ring dello Staples Center di Los Angeles lo scorso 1° dicembre contro Wilder, lo ha consacrato agli occhi del pubblico americano desideroso di vederlo ancora una volta contro il campione: fare il match contro il terrificante picchiatore fino all’ultima campana, riuscire a metterlo in difficoltà, ma soprattutto riuscire a rialzarsi dopo ben due atteramenti e pareggiare, lo ha reso quasi un mito.

A febbraio poi è arrivato il lucroso accordo co-promozionale con la rinomata Top Rank di Bob Arum ed ESPN. Da allora ci sono stati poi i match con il modesto Tom Schwarz e il più (del tutto a sopresa) ostico Otto Wallin; il mese scorso, lo sfizio di debuttare anche nel mondo del wrestling andando ad “affrontare” la stella WWE Braun Strowman nell’evento Crown Jewel in Arabia Saudita; in questi giorni il ghiribizzo di provare un allenamento di MMA in UFC.

Quello che tutti attendono però è il rematch con il campione dei pesi massimi, in programma per il 22 febbraio 2020, salvo vittoria di Wilder contro il “King Kong” cubano Luis Ortiz il 23 novembre all’MGM Grand di Las Vegas. Ma a essere attesi anche, l’uscita dell’autobiografia di Fury “Behind the Mask” della prossima settimana, ed il film-documentario in quattro puntate “Meet the Furys” che andrà in onda sul canale televisivo britannico ITV e offrirà agli spettatori una visione a 360° della vita del carismatico pugile britannico e persino un brano con il cantautore Robbie Williams.

Nell’immaginario collettivo è come se si fosse cucito addosso a Fury un personaggio, eppure il ragazzone gitano sottolinea che non è la fama il suo interesse e che tutti questi suoi “sforzi” fuori dal ring fanno semplicemente “parte del lavoro”.

“Non è proprio quello che sto cercando. Sono solo affari. Ho accettato di girare questo documentario ad esempio proprio perchè le persone possano vedere il vero Tyson Fury. Odio la fama, quando sono arrivato nella grande città è stato un incubo, una tortura. Certo mi piace essere apprezzato, ma l’unica cosa che mi piace davvero fare è andare in palestra. È questo quello che mi rende felice. Tutto il resto è solamente quello che va fatto”, ha concluso.

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