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Fury: “Ho già dimostrato tutto, ma continuo a combattere perchè mi rende felice

Tyson Fury si ritiene soddisfatto della sua carriera.

Dopo la sua vittoria del 2015 che ha interrotto il lungo regno dell’allora numero uno dei pesi massimi Wladimir Klitschko, il “Gipsy King” britannico ha visto interrompere la sua ascesa a causa di depressione e obesità. Per diversi anni è rimasto lontano dalle scene, fino poi al suo inaspettato ritorno nel 2018. Un rientro che gli ha permesso in poco più di un anno e in una manciata di match di riconfermarsi campione del mondo, annientando il pericoloso picchiatore dell’Alabama, Deontay Wilder e mettendo fine anche al suo dominio WBC.

Ho raggiunto più di ogni altro peso massimo vivente oggi. Nessuno può avvicinarsi a ciò che ho realizzato. Sono contento di dove sono arrivato nella mia carriera e di ciò che sto facendo. Se non avessi più un altro incontro di pugilato domani, sarei contento. Ho completato il gioco. Ho vinto ogni singola cintura nel pugilato. Dal titolo di campione britannico fino al diventare il campione del mondo indiscusso dei pesi massimi. Tutto fatto, tutto finito. Essere considerato il migliore, fatto.

Se non potessi far più la boxe in questo momento potrei considerarmi già felice, ma visto che posso andrò avanti. Se riusciremo a superare questa situazione, cosa che speriamo accada, allora riprenderemo l’attività e continueremo a parlare di possibili sfidanti. Klitschko lo ha fatto fino a 40 anni. Molti dei grandi campioni continuano e continuano. Perché andarmene quando sono ancora giovane? Spero di boxare fino a quando non mi siederò per bene con tutta la squadra e decideremo insieme che è l’ora di andare via, finchè sarò il migliore, e poi salperemo verso il tramonto e chissà cosa succederà dopo”, ha dichiarato a Sky Sports.

Nonostante tutti i trofei ottenuti sul ring però, per Fury quello che resta più importante è il trionfo personale e il riscatto grazie al pugilato: “Io non sto combattendo per i soldi, non sto combattendo per la fama, non sto combattendo per una cintura. Sto facendo la boxe perché mi rende mentalmente felice e mi piace farlo. Non ho nulla da dimostrare a nessuno. Non c’è una sola cosa da dimostrare adesso, combatto perché amo la boxe e la faccio da tutta la vita.

Hanno detto che non l’avrei mai fatto, hanno detto che non avrei mai avuto la dedizione per farlo. Poi mi hanno ignorato perché non ero fisicamente bellissimo come tutti gli altri, poi non mi hanno considerato perché il campione dei pesi massimi del mondo era Wladimir Klitschko. Sono dovuto andare in Germania, l’ho distrutto, poi però mi hanno dimenticato perché pesavo più di 170 chili e avevo problemi di salute mentale, ma questo non poteva fermarmi.

Poi non mi hanno dato credito perchè stavo andando ad affrontare uno dei più grandi puncher nella storia del pugilato dopo solo due insignificanti incontri di ritorno, ma neanche questo mi ha fermato. Poi mi hanno criticato perché ero finito e non ero in grado di prendere neanche un pugno, e poi perché ho subito una tremenda ferita, e poi perché avevo cambiato allenatore.

Poi mi hanno screditato perché secondo loro Wilder sarebbe andato meglio la seconda volta e non credevano a quello che dicevo avrei fatto perchè ho i cuscini nelle mani e non riesco a rompere un uovo e sono inutile. Ma eccomi qui oggi, il peso massimo lì in cima da solo, il leader tra le superstar del pugilato. Sono ancora grasso, ancora brutto, ancora calvo, ancora un grande uomo, e sono ancora inarrestabile!”.

Fury: “Wilder? Preferisco dargli un’altra lezione piuttosto che pagare! Poi vado da AJ”

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