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Turchi si impone ai punti su Bregeon: ora il rematch con McCarthy è più vicino

Il main event della riunione organizzata dalla Opi Since 82 in collaborazione con la Matchroom Boxing all’Allianz Cloud di Milano ha visto il nostro portacolori Fabio “Stone Crusher” Turchi (19-1-0, 13 KO) imporsi ai punti sul francese Dylan Bregeon (11-1-1, 3 KO) e laurearsi così nuovo campione dell’Unione Europea dei pesi cruiser. I cartellini dei giudici (un triplice 115 a 113 in favore di Turchi), appaiono troppo striminziti rispetto a quanto visto sul ring; tuttavia il picchiatore fiorentino ha incontrato difficoltà inattese nell’esprimere la sua boxe ed è consapevole che, qualora ottenga la sospirata rivincita con l’attuale campione europeo Tommy McCarthy, dovrà fare meglio di così.

È stato un Turchi atipico quello della prima fase dell’incontro: tanto movimento sulle gambe, centro del ring concesso al rivale, sporadiche accelerazioni e bassi ritmi. Quello che inizialmente poteva sembrare il classico atteggiamento che molti pugili assumono nel primo round, per studiare il proprio avversario prima di dar fuoco alle polveri si è però prolungato sorprendentemente per ben cinque riprese, col risultato di mantenere il match su ritmi soporiferi. Non che Bregeon abbia fatto di tutto per alzarli, anzi: il francese ha accettato di buon grado il copione tattico scelto da Turchi e si è adeguato limitandosi a una timida pressione condita da affondi poco convinti.

Benché tra i pochi colpi messi a segno dai due pugili fossero certamente quelli del nostro ad apparire più efficaci, dallo “Stone Cruscher” ci si aspettava un approccio ben più propositivo e i suoi tifosi devono aver tirato un sospiro di sollievo quando nel corso del sesto round Fabio ha finalmente mollato gli ormeggi investendo un Bergeon visibilmente sorpreso con un diversi colpi violenti. Il francese è parso stordito dall’improvviso cambio di passo del rivale e si è difeso affannosamente spalle alle corde, ma già dalla ripresa seguente ha saputo prendere le dovute contromisure per non farsi travolgere.

Se nella prima parte del match infatti il pugile transalpino aveva accettato di stazionare a centro ring, dal settimo round in avanti ha iniziato a muoversi lungo le corde, cercando di anticipare Turchi coi suoi colpi per poi legare immediatamente. Il cambiamento di assetto, unito a un’ottima solidità, gli ha dunque permesso di disinnescare le armi del nostro portacolori e di difendersi senza troppi affanni dai suoi assalti a testa bassa. Fabio cercava generosamente la battaglia, ma faticava a trovare la distanza ideale per mettere a segno i suoi fendenti affidandosi troppo spesso a larghi ganci destri di prima intenzione e sfruttando poco il jab per aprirsi la strada in fase di avvicinamento.

Non è un caso che gli sprazzi di miglior pugilato, condensati in prevalenza a cavallo tra la nona e la decima ripresa, Turchi li abbia regalati grazie all’uso dei diretti: quando li faceva partire in maniera rapida e ficcante riusciva a cogliere il francese impreparato, costringendolo all’ostruzionismo per tirarsi fuori dai guai. Molto più spesso tuttavia l’atleta di casa rovinava addosso al rivale prima di essere riuscito a muovere le braccia, dando vita a fasi confuse interrotte dai frequenti interventi arbitrali.

Prima dell’inizio dei cosiddetti championship round Leonardo Turchi, padre e allenatore di Fabio, ha cercato di spronare il figlio a gran voce invitandolo a dare di più. Il ragazzo ce l’ha messa tutta per chiudere in crescendo, prendendosi anche qualche rischio e incassando qualche fendente preciso di Bregeon, ma non era il carattere a far difetto al fiorentino quanto piuttosto l’approccio tattico e così la svolta non è arrivata e il match si è concluso con la sensazione che si potesse far meglio. Nondimeno il margine risicatissimo decretato dai giudici rimane piuttosto inspiegabile dato che Bregeon, pur facendosi apprezzare per solidità fisica e mentale, ha fatto davvero poco per aggiudicarsi le riprese, badando principalmente a limitare i danni.

Fabio Turchi ha ammesso ai microfoni di DAZN di non aver offerto la performance che si aspettava, riconoscendo all’avversario di essersi dimostrato più scorbutico del previsto. Dalle parole dello “Stone Crusher” è emerso anche il fortissimo desiderio di ottenere una nuova chance europea contro l’unico pugile che fino a oggi è stato capace di batterlo da professionista, quel Tommy McCarthy che il 15 maggio difenderà la sua cintura EBU dall’assalto del rumeno Alexandru Jur. Vedremo se Salvatore Cherchi ed Eddie Hearn accontenteranno presto il loro atleta: l’augurio di ogni tifoso italiano è che proprio la voglia di rivalsa conduca Turchi al definitivo salto di qualità.

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