Turchi trionfa, disastro Scarpa, Boschiero sfiora l’impresa!

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Poco fa, presso il Teatro Obi Hall di Firenze, il nostro portacolori Fabio “Stone Crusher” Turchi (16-0-0, 12 KO) ha travolto il britannico Tony “Conqueror” Conquest (18-3-0, 6 KO) mettendolo KO nel settimo round e facendo suo il titolo Internazionale Silver dei pesi cruiser della WBC. Non altrettanto positivi sono stati i risultati degli altri due pugili italiani impegnati negli incontri titolati della riunione. Devis “Boom Boom” Boschiero (46-6-2, 21 KO) ha disputato un grandissimo combattimento ma non è riuscito ad imporsi sul forte inglese Martin Joseph Ward (21-1-2, 10 KO) vedendo dunque sfumare il Titolo Internazionale Silver dei pesi superpiuma della WBC. Andrea “Sugar Ray” Scarpa (23-5-0, 10 KO) si è invece reso protagonista di una prestazione opaca venendo battuto chiaramente ai punti da Joe Hughes (17-3-1, 7 KO), ora nuovo campione europeo dei pesi superleggeri. Nel sottoclou vittorie ottenute in match di rodaggio per Orlando Fiordigiglio, Mirko Natalizi e Carmine Tommasone.

La riunione è stata il primo di otto capitoli che vedranno la collaborazione attiva tra la Matchroom del celeberrimo promoter britannico Eddie Hearn e la Opi Since 82 di Salvatore Cherchi.

Turchi batte Conquest per KO 7

La stella più luminosa della serata fortunatamente non ha tradito le attese. Il beniamino del pubblico locale Fabio Turchi ha infatti ottemperato pienamente al suo dovere inseguendo e trovando la soluzione di forza contro un Tony Conquest competitivo ma impotente al cospetto della superiore qualità del rivale. Il nostro rappresentante ha iniziato il match un po’ contratto, faticando a trovare la misura nel corso della prima ripresa e facendosi pizzicare da alcuni destri di prima intenzione del britannico. Poco a poco tuttavia “Stone Crusher” si è sciolto alzando progressivamente i ritmi ed evidenziando il vantaggio in termini di solidità e consistenza dei colpi. Un gancio alla tempia in particolare ha fatto traballare Conquest un secondo prima della conclusione del quarto round: un’avvisaglia di come si sarebbe concluso l’incontro.

Altre due riprese di continuo sgretolamento dalla corta distanza hanno permesso a Turchi di presentarsi al giro di boa con un limpido vantaggio e nelle migliori condizioni psicologiche per imprimere un’ulteriore accelerazione al match. Accelerazione puntualmente arrivata sotto forma di micidiale sinistro al volto: Conquest al tappeto e spugna gettata poco dopo dal suo angolo. Il cruiser inglese, che dalla gestualità successiva al KO ha dato l’impressione di essere stato colpito all’occhio, è stato sportivamente applaudito dal nostro Fabio che ha invitato il pubblico a fare altrettanto: un gesto lodevole a coronamento di una prestazione convincente. Aspetti migliorabili per gli impegni che verranno potrebbero riguardare la difesa, oggi non sempre impenetrabile, e l’uso del jab, troppo sporadico e talvolta un po’ “pigro”.

Ward batte Boschiero per SD (117-111, 115-113, 113 – 115)

Il buon Devis si è presentato sul ring in condizioni fisiche davvero eccellenti evidenziando una tenuta atletica che farebbe invidia a moltissimi pugili più giovani del nostro portacolori trentasettenne. Di fronte a lui purtroppo questa sera c’era una montagna da scalare poiché Martin Ward, longilineo elusivo dotato di gran gioco di gambe, tecnica pregevole e varietà di colpi, gli ha contrapposto uno stile per lui indigesto costringendolo a disputare un match da demolitore d’assalto dal primo all’ultimo suono del gong.

Boschiero non si è affatto tirato indietro: ha accettato di buon grado il ruolo di attaccante pressando a tutto campo e cercando di costringere il più alto rivale allo scontro ravvicinato. Ward tuttavia non si è lasciato condizionare dal tifo avverso e ha disputato un match scientifico dosando colpi al corpo e montanti al volto con la dovuta alternanza, sfruttando bene il maggiore allungo per trarre vantaggio dalle situazioni di lunga distanza. Dopo una prima fase equilibrata è stato quindi l’inglese a scavare un piccolo solco nel punteggio  in quella centrale, nonostante uno strepitoso sesto round di Boschiero, insufficiente tuttavia a piegare le resistenze del talentuoso rivale.

Il nostro pugile ha dato il tutto per tutto nel finale vincendo la decima ripresa e costringendo Ward a farsi penalizzare nell’undicesima per l’uso scorretto del gomito ma i suoi pur generosi assalti si sono rivelati troppo confusionari per sovvertire le sorti di un combattimento in cui l’inglese si è fatto preferire per la maggiore pulizia e precisione dei propri fendenti. Se il cartellino di 117 a 111 è stato decisamente troppo generoso col vincitore, quello di 115 a 113 per Boschiero è parso un po’ casalingo. Lo score più corretto è stato dunque quello del terzo giudice: 115 a 113 in favore di Ward.

Un Boschiero in lacrime ha espresso tutta la sua amarezza nell’intervista di rito rivelando comunque che Eddie Hearn gli ha promesso una nuova meritatissima opportunità.

Hughes batte Scarpa per SD (118-111, 116-112, 112-116)

Notte da dimenticare per Andrea Scarpa che contro un pugile assolutamente alla sua portata non ha mai dato l’impressione di crederci ed è stato surclassato. Nonostante il clamoroso vantaggio in allungo il nostro superleggero è stato costantemente anticipato dal jab del rivale nell’arco dell’intero combattimento e non ha mai saputo trovare contromisure al suo incedere. Joe Hughes in verità non ha fatto nulla di trascendentale: condizionato da una malformazione sin dalla nascita in virtù della quale il suo braccio destro è più corto di 8 centimetri rispetto al sinistro, l’inglese usa quasi esclusivamente l’arto mancino, ma tale arma è stata ampiamente sufficiente per mettere in cascina un round dopo l’altro lasciando evidente segni sul volto dell’italiano.

L’unica ripresa in cui Scarpa ha dato qualche segnale di risveglio mettendo a segno un buon numero di montanti sinistri al corpo è stata la settima, un sussulto d’orgoglio rimasto tuttavia isolato. Sul cartellino di chi vi scrive Hughes si è imposto con la bellezza di 11 punti di margine. Il giudice montenegrino Predrag Aleksic, che ha avuto il barbaro coraggio di assegnare la vittoria a Scarpa, andrebbe radiato a vita da ogni federazione.

 

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