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To hell and back! Angelo Bevilacqua vittorioso a Londra!

 

Resoconto da bordo-ring – York Hall, Londra

 

“Buona la prima”, come si suol dire nel mondo del cinema. Dirlo nel mondo ben più rischioso e talvolta drammatico del pugilato porta ancora più sollievo. Si è concluso con una vittoria, tanti sorrisi e meritati festeggiamenti l’esordio di Angelo Bevilacqua con la Goodwin Boxing. Il ventisettenne originario di Palermo ha infatti bagnato con un successo ai punti il suo primo match in terra inglese, tenutosi nell’affascinante York Hall di Londra.

Angelo Bevilacqua decretato vincitore

Angelo Bevilacqua decretato vincitore

Il nostro portacolori intraprese la difficile strada del professionismo circa tre anni fa nella sua Palermo ma uno scontro accidentale di teste e una ferita si frapposero tra lui e la vittoria spingendolo verso una riflessione profonda. Angelo decise che per inseguire il suo sogno sarebbe stato necessario un cambio radicale: fece armi e bagagli e si trasferì in Inghilterra, dove la boxe attira l’interesse delle grandi masse e dove i pugili vengono seguiti fin nei minimi dettagli dai rispettivi staff. Allenamento dopo allenamento, l’intrepido palermitano ha attirato su di sé l’attenzione di figure di spessore, ed oggi eccolo qui, a condividere l’evento londinese con altri prospect di belle speranze: ben 12 sono stati infatti gli incontri professionistici disputati.

Quando Bevilacqua è salito sul ring il tifo dei suoi sostenitori italiani e inglesi si è fatto sentire immediatamente con grande impeto. A fronteggiarlo c’era l’esperto e smaliziato collaudatore di Newark Fonz Alexander, pugile fermato prima del limite appena tre volte nonostante una carriera decisamente longeva nell’arco della quale ha già totalizzato 86 combattimenti.

Il pugile italiano ha iniziato il suo match leggermente contratto, certamente emozionato dall’importanza dell’appuntamento, dalla volontà di non deludere chi sta puntando su di lui e dal fascino della location. Poco più di un minuto tuttavia è stato sufficiente a recuperare serenità e scioltezza, a rendere continuo il movimento della testa in fase di avanzamento e a lasciar andare le mani per le sue caratteristiche combinazioni da demolitore puro. Da quel momento in poi, in un tripudio di urla di incoraggiamento emesse dai suoi tifosi, il nostro “Drinkwater”, come si fa simpaticamente chiamare nella sua nazione adottiva, ha dato vita a un pressing incessante che è rimasto tale fino all’istante conclusivo della quarta ed ultima ripresa. Un Alexander inizialmente baldanzoso ha dovuto costantemente retrocedere suo malgrado verso le corde ritrovandosi chiuso e bombardato da tutte le direzioni con grande frequenza. Nondimeno il coriaceo inglese ha onorato la sfida facendo del proprio meglio per non farsi travolgere e lasciando partire ganci larghi di rimessa ogni volta che Bevilacqua interrompeva la propria azione. Ne è venuto fuori un match divertente ed intenso che ha appassionato il pubblico strappando applausi, proseguiti anche oltre la lettura del verdetto favorevole all’italiano.

Quando il nostro atleta è sceso dal ring dopo le foto di rito, la gioia gli si leggeva chiaramente dipinta in volto: il grande passo è stato fatto e se chi ben comincia è a metà dell’opera, possiamo iniziare a guardare all’altra metà con fiducia. Sono emersi aspetti su cui occorrerà lavorare ancora ma la giovane età del picchiatore siciliano spinge ad essere ottimisti sui suoi margini di crescita, specialmente in virtù della sua ostinata e mai celata volontà di migliorarsi. In vista dei prossimi impegni sarà bene dare maggiore continuità al jab, un colpo che ha dato ottimi frutti quando impiegato ma che in alcuni frangenti è stato dimenticato. Altro particolare da affinare sarà la difesa sulla corta distanza, fondamentale che talvolta Angelo ha trascurato beccandosi di rimando qualche colpo di troppo. Piccolezze al cospetto di una performance maiuscola contraddistinta da un workrate elevatissimo, un pregevole lavoro al corpo e un’invidiabile abilità nel tagliare il ring chiudendo ogni via di fuga al rivale. Una prestazione che indubbiamente avrà lasciato molto soddisfatto il celebre promoter Steve Goodwin, seduto in prima fila ed attentissimo alle gesta dei vari pugili impegnati sul quadrato.

Steve Goodwin seduto a bordo-ring

Steve Goodwin (al centro) seduto a bordo-ring

Sulle emozioni vissute durante questo “secondo esordio”, sui suoi progetti futuri e su altre interessanti curiosità, Angelo Bevilacqua ci ha parlato nel corso dell’intervista registrata in esclusiva da Boxe-Mania. Tale intervista, insieme agli highlights del match e a tanto altro sarà inclusa nell’ampio video-reportage della nostra trasferta londinese che avremo il piacere di proporvi nei prossimi giorni dopo il necessario lavoro di editing.

Il titolo dato alla riunione dalla Goodwin Boxing è stato “To hell and back”. Ci sentiamo di concludere questo resoconto osservando che nessun’altra intestazione sarebbe stata più adatta ad accompagnare sul ring Angelo Bevilacqua, sprofondato nell’inferno dei sogni infranti tre anni fa ma riemerso da quell’inferno con caparbietà ed ostinazione ed oggi nuovamente in carreggiata nell’inseguimento del suo paradiso.

 

Si ringrazia sentitamente la Goodwin Boxing per la gentile accoglienza e per gli accrediti stampa concessi alla nostra redazione.

 

Di seguito il videoracconto del viaggio da Milano a Londra e ritorno in 27 ore dei nostri inviati Mario Salomone, Federico Falzone e Claudio Cinquemani che si sono recati alla York Hall di Londra per seguire il match Angelo “Drinkwater” Bevilacqua.

 

 

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