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Thurman: “La boxe senza le persone non è boxe. Sono la vita per questo sport”

Pur ammettendo che sia piuttosto difficile rimanere lontano dal ring senza agonismo e senza alcun piano al momento per via della pandemia da COVID-19, l’ex campione WBA “super” dei pesi welter, Keith Thurman  è decisamente contrario ad un ritorno senza pubblico.

La boxe, così come gran parte degli sport, sta cercando di trovare una soluzione che permetta ai propri protagonisti e i loro sostenitori di non rimanere a lungo senza attività ed intrattenimento. La più plausibile e percorribile pare essere quella di portare in scena gli eventi a porte chiuse e le voci riguardo la loro attuazione continuano a turbinare nell’aria e a farsi sempre più insistenti. Per questo tanti pugili stanno dicendo la loro.

Il pensiero di One Time è che la boxe non sarebbe boxe senza fan: “C’è una ragione per cui abbiamo arene. C’è un motivo per cui abbiamo spettatori. C’è un motivo per avere gente lì di persona. Persino da commentatore, sai che il lavoro è molto più semplice quando dici ‘Non vediamo l’ora che arrivi stasera. Abbiamo 25.000 persone presenti’ piuttosto che dire ‘Bene, grazie per averci guardato e per esservi sintonizzati da casa’. Come quando ho affrontato Luis Collazo tornando a Tampa, il solo fatto di avere il mio pubblico di casa è stato enorme, un tumulto”, ha sostenuto durante un’intervista sul canale Instagram di Premier Boxing Champions gli scorsi giorni.

Questi “piani di riserva” che potrebbero risultare conformi alle normative dei centri di prevenzione e controllo delle malattie (CDC) e dunque trovare attuazione in diversi sport, per l’ex campione statunitense invece potrebbero funzionare ed essere efficaci alla stessa maniera della “modalità normale” solo per parte di essi. Parlare di un’eventualità del genere nel pugilato, a suo dire è impensabile.

“Ci sono alcuni sport per cui andranno bene questi piani. Penso che puoi mostrare probabilmente eventi NASCAR senza i fan, girano in tondo tutto il giorno!”, ha ironizzato. Ed ancora: “Puoi giocare a baseball, è piuttosto noioso comunque quando sei lì dal vivo. L’azione non è così intensa. Devi star seduto a lungo per vedere quel lancio… se non stai guardando quel lancio, non lo vedi nemmeno il baseball. Puoi facilmente trasmetterlo.

Il Calcio? Non lo so nemmeno. La pallacanestro? In un certo senso possiamo farlo, ma non lo so. La boxe senza le persone, porta via una certa dinamica. Porta via quella certa energia. Porta via il calore umano. La vita per questo sport è sentire quel frastuono, le urla e gli applausi dei fan. Anche il golf è rumoroso al giorno d’oggi. Chiedete a Tiger (Woods) se vuole tornare al golf silenzioso?!

È molto imbarazzante. Lo sport e l’intrattenimento hanno avuto un grosso colpo quest’anno. Se combatteremo davvero in questo modo, l’unica cosa che farei a livello pugilistico è non combattere per un titolo. Tutto ciò non può prendere il posto di un vero match per un titolo. Diciamo che potremmo combattere 10 round contro X, penso che il massimo del livello di intrattenimento possa essere questo. Non credo che le persone vedranno ciò che vogliono e ciò che meritano di vedere.

È una cosa molto essenziale anche per gli spettatori, per loro è bello andare a un evento dal vivo. Ma dai pugili che si esibiscono, dal pubblico presente, a chi lo guarda da casa, alle reti, esiste un collettivo. É il collettivo a dar di più nella boxe. Se vuoi portare via una parte di esso e credere di avere lo stesso spettacolo, no, non credo che questo potrà mai accadere”.

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