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Thunder ancora KO a Parigi. Impressionante Caoimhin, coraggioso Serra!

Ancora una sconfitta per l’Italia Thunder nelle WSB 2018. A Parigi, nella splendida cornice della Salle Wagram, i France Fighting Roosters conquistano l’ennesima vittoria. 3-2 il risultato finale. Per la Thunder brillano Serra e Caoimhin.

Salgono sul ring, per ordine di peso, Federico Serra contro Martin Molina Salvador (categoria 49 kg). Il piccolino di casa Thunder si prende la giusta rivincita contro Molina. Lo scorso anno a vincere per SD era stato proprio lo spagnolo. Il ventiduenne sardo, in questa occasione, oltre a dimostrare il gran coraggio che lo ha sempre contraddistinto si propone sempre prima del suo avversario, anticipandolo con jab e azioni miste. La battaglia è comunque accesa e lo spagnolo non accenna alla resa. I cartellini finali, con verdetto non unanime, danno ragione a Serra (48-47; 47-48; 46-49)

Nella categoria dei 56 kg Samuel Kistohurry batte Francesco Grandelli con un netto 3-0. Entrambi ventitreenni e pugili professionisti, Grandelli sale sul ring da campione Italiano in carica con 10 vittorie, una sconfitta ed un pareggio nel suo cartellino, mentre l’avversario ha nel suo record, due vittorie in altrettanti match. Il dominio del francese è netto, che accelera nella seconda ripresa, trovando il conteggio dopo una ottima azione. Grandelli assorbe le bordate e cerca di recuperare il margine, trovando solo nel finale il Filo d’Arianna. 50-45; 50-45; 49-46 a favore del Professionista Francese.

Perde anche Paolo Di Lernia nei 64 Kg. Hassan Amzile lo batte con decisione unanime, ma non senza difficoltà. Nel secondo round il pugile di Marcianise trova uno dei suoi colpi migliori e sorprende Amzile. L’arbitro lo conta. E’ passato appena un minuto dall’inizio del secondo round e tutto sembra mettersi per il meglio. Il francese è furbo però, sfrutta il maggiore allungo per tenere a distanza i treni di Di Lernia, e usa la spalla sia “come scudo che come spada“. Nel corpo a corpo, approfitta della posizione sfavorevole dell’arbitro e lo colpisce più volte alle mento e alle labbra. Paolo dimostra ancora una volta di essere uno di pugili con maggior talento. Ma Amzile, anche se con poca forza e mediocre qualità, sfrutta il momento di difficoltà per trovare anch’egli l’atterramento. Quello che basta per ampliare il vantaggio ed ottenere poi la vittoria finale. (49-45; 49-46; 50-45)

Il vantaggio per i Roosters è di 2-1 quando a salire sul ring sono i pesi medi (75 kg). La vera sorpresa della serata è Agyarko Caoimhin. Il pugile Irlandese fa il suo esordio nelle WSB. Affronta Clément Hong Sik Kee. Dotato di un buon finisco e buona tecnica, fa esaltare il pubblico francese, nonostante combatta per la compagine opposta. Uno/due conteggi a round, l’incontro dura poco più di tre riprese e mezza. L’angolo dei Rooster getta la spugna prima che il suo pugile finisca male. Al terzo conteggio (settimo complessivo, in soli tre ronud) avrebbe potuto fermare l’incontro ancor prima che l’angolo avesse deciso lo stop. Caoimhin è sicuramente un talento da tenere d’occhio, e a 23 anni può far parlare sicuramente di sé.

Nessuna sorpresa nell’incontro conclusivo della serata (91 kg). Kristiyan Dimitrov domina in tutti e cinque i round su Luca D’Ortenzi. Il ventinovenne Romano, professionista dal 2016, con record Pro 8-0-0, subisce la leggera superiorità del Bulgaro. Dimitrov, che in questa edizione delle WSB non aveva ancora vinto, supera con un netto 3-0 il pugile romano. D’Ortenzi mostra una buona tecnica e un pugno abbastanza pesante, anche sé poco preciso. Privo di minima difesa subisce ogni colpo portato al volto.

Ancora una sconfitta per la Thunder, che vuole apparire bella, ma scompare ogni volta che sale sul ring, sminuendo così anche la bravura di alcuni elementi. Il cuore e il coraggio non mancano ai nostri ragazzi, ma si infrangono ogni volta contro la preparazione e la classe dei paesi avversari. Le World Series of Boxing non sono più il torneo interessante di alcuni anni fa, ma una competizione affermata ed agguerrita. Le squadre che ne fanno parte sono corse agli armamenti per tentare di vincere la finale, e noi, Campioni della prima edizione, siamo rimasti come l’esercito italiano nella Seconda Guerra Mondiale: “Pieni di coraggio e di volontà, ma privi di mezzi e di armi per combattere la guerra“.

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