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The Champ-chenko. Facile su Pedraza

Non serve il KO a The Champ-chenko, che impartisce una severa lezione a Jose Pedraza e conquista il titolo WBO dei pesi leggeri. L’unificazione con il WBA conquistato lo scorso maggio contro Linares è pura prassi. Anche senza troppo show.

L’inconfondibile gioco di luci del Madison Square Garden di New York, ed il calore del pubblico a stelle e strisce accompagna la voce di Jimmy Lennon Jr che presenta i due campioni sul ring. Il Campione WBO dei pesi leggeri, il portoricano Jose Pedraza è il primo a salire sul quadrato, seguito dalla star dell’est Vasyl Lomachenko, mentre il ring s’illumina dei suoi colori: verde e giallo che nascono dal nero.

Il cecchino di Cidra nel suo score ha una unica sconfitta, quella contro Gervonta Davis in occasione dell’ultima difesa  del IBF dei super piuma. I super piuma sono anche la categoria che ha consacrato il fenomeno Lomachenko.

Domenico Valentino, che da dilettante ha avuto la possibilità di sfidarli entrambi in grandissime occasioni, affida ai social il saluto e l’augurio di una spettacolare lotta. Il campione del Mondo dilettanti 2009, vinse al forum di Assago proprio contro l’allora leggero Jose Pedraza.

Dopo le raccomandazioni di Harvey Dock, la prima campana lascia spazio allo spettacolo. L’avvio di Lomachenko è piuttosto cauto che mostra grande rispetto al suo avversario. Con molta probabilità  l’operazione alla spalla, e quell’atterramento al sesto round nell’ultimo match contro Jorge Linares lo hanno ridimensionato e reso più umano. Pedraza cerca di prendere il centro del ring, con un lavoro continuo di jab e montanti. Il movimento sontuoso del tronco da parte di Lomachenko spegne i colpi dell’avversario, mandandoli a vuoto e bloccandoli con la guardia. Nei primi round Hi-Tech approfitta degli ultimi trenta secondi per aggiudicarsi le riprese di avvio, colpendo al volto con ottimi ganci dalla corta distanza.

Sniper sorprende il pugile ucraino con un diretto destro nel terzo round, ma concede il volto aprendosi con la guardia e favorendo il rientro di Loma. La crescita di Pedraza nei round successivi è presto curata dalle qualità di Lomachenko che preferisce la linea difensiva anche nel quarto e quinto round. L’ultimo minuto di ogni ripresa, fino a questo momento, fa da atto teatrale al soliloquio di Lomachenko. Pedraza è costretto a lavorare sul tronco in modo continuo nel sesto round, per schivare il jab costante di Lomachenko, che avanza con estrema attenzione. Matrix, resta concentrato e continua a lavorare al volto dell’avversario, che risponde in rimessa con una serie di montanti al corpo.

Il pugile ucraino, delude parzialmente il pubblico del Hulu Theatre, abituato a vedere il grande show di Lomachenko, preferendo la maggiore qualità con il minor numero di colpi. Ma le azioni, rapidissime al volto vanno tutte al bersaglio, e Pedraza, pur avanzano, va dove vuole Loma.

La qualità pugilistica di Lomachenko amplia le sue caratteristiche ad una gestione cauta e senza preoccupazioni. Jose Pedraza è un pugile di grande qualità, ma Lomachenko è una nuvola in grado di sbiadire la luce della stella Portoricana. Il nono round è l’unico che sorride a Sniper, che come nei round precedenti parte con una gran quantità di montanti al corpo. Lomachenko lascia che il portoricano possa smaltire la foga, limitandosi a schivare e difendersi con i guanti. Pedraza capisce di non avere il parere dei giudici, e prova a tenere il gas aperto anche nel decimo round. Non è certo venuto a consegnare la cintura WBO senza provare a mettere in difficoltà il fenomeno Ucraino.

Pedraza KD dopo una interminabile azione di Lomachenko

La sfuriata di Pedraza, però, dura poco più di trenta secondi dal “second out” del decimo round. Lomachenko annichilisce per un minuto intero Pedraza che cerca in tutti i modi di difendersi nel miglior modo possibile. Le schivate con il tronco e gli spostamenti a destra e sinistra non bastano a fermare la continua azione di lomachenko a due mani. Jab, montanti, ganci e colpi dritti, poi ancora jab e montanti. A Vasyl Lomachenko basta un minuto dell’undicesimo round per scaricare l’intera enciclopedia pugilistica sul volto e il corpo del ventinovenne di Cidra. Un montante perfetto entra nella guardia di Pedraza che lo atterra. E’ KD. Mancano poco più di trenta secondi alla fine del round e Jose non vede l’ora di potersi sedere all’angolo. Si rialza, quattro colpi, è di nuovo con il ginocchio al tappeto. L’arbitro conta di nuovo. Cinque, sei, è di nuovo in piedi. Gancio al volto, Pedraza non ha guardia, clinch. Suona la campana. Dopo quattro anni, Vasyl Lomachenko andrà, molto probabilmente, a sentire il suono dell’ultima campana.

Un minuto di ossigeno, deve essere abbastanza per recuperare ben due atterramenti. Deve assolutamente farsi bastare quei sessanta secondi per provare il colpaccio Jose Pedraza. La campana è una sveglia per il portoricano, che ricomincia, come se niente fosse, a portare montanti al corpo di Lomachenko. Loma, concede poco più di venti secondi all’avversario per riprendere le redini. A match ormai finito, Lomachenko preferirebbe non andare alla lettura dei cartellini e far segnare nel suo palmares un altro KO. Pedraza corre da una parte all’altra del ring e aspetta il suono della campana.

Suona l’ultimo gong. E’ finita. Lomachenko è tornato. Ancora una volta è il più forte di tutti.

La prassi dei cartellini dice che sarà una decisione unanime: I giudici Pasquale e Weisfeld con molta clemenza assegnano qualche punto di simpatia a Pedraza, ma il favore è largamente a favore di Lomachenko: 117-109; più realistico Tom Schreck che vede Lomachenko vincente undici round su dodici: 119-107.

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