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Teofimo Lopez fulmina Richard Commey al secondo round e sfida Lomachenko!

Il bello del pugilato è che un colpo ben assestato può scardinare qualunque certezza nel giro di un attimo. Ieri notte ci si aspettava una battaglia cruenta e senza respiro tra il ghanese Richard “RC” Commey (29-3-0, 26 KO) e lo statunitense Teofimo “El Brooklyn” Lopez (15-0-0, 12 KO), match valido per il Titolo Mondiale IBF dei pesi leggeri detenuto dall’atleta africano. E invece la sfida tanto attesa è durata poco più di quattro minuti grazie a un fendente micidiale del giovane sfidante seguito di lì a poco dal KO tecnico.

Il primo round, rispettando le attese della vigilia, è stato equilibrato e carico di tensione. Teofimo Lopez non si è smentito e ha messo sul ring il suo caratteristico coraggio, talvolta vicino ai limiti dell’incoscienza, accettando la media distanza a centro ring nonostante la famigerata potenza del rivale e trovandosi a digerire in avvio un destro di una certa intensità. I colpi del ghanese, dotato di notevole allungo in rapporto alla sua altezza, guizzavano con fluidità, ma già nella seconda parte del round di apertura lo sfidante, apparso concentratissimo, ha dato la sensazione di iniziare a leggerne le traiettorie studiando la strada per potersi rendere pericoloso d’incontro.

La seconda tornata era iniziata da poco quando l’episodio chiave si è manifestato con l’imprevedibilità di un fulmine a ciel sereno. Commey ha provato a mettere a segno un destro al volto del rivale che lo ha mandato a vuoto incrociandolo col suo destro: un’azione rapida, spettacolare e perfetta nell’esecuzione che ha letteralmente mandato in bambola il ghanese, crollato al tappeto dopo qualche secondo di involontario “balletto” sulle gambe malferme.

Pur riuscendo a rialzarsi entro la fine del conteggio dell’arbitro e a riprendere la contesa, il campione è stato immediatamente assalito da una raffica di colpi del giovane rivale chiudendosi in guardia passiva alle corde e venendo bombardato senza pietà fino all’inevitabile stop definitivo. Immediati e fragorosi i festeggiamenti del vincitore che si è prodotto nel suo caratteristico salto mortale oltre a saltellare da una parte all’altra del ring con gioia incontenibile.

Dopo il match, com’era prevedibile, è salito sul ring il campione dei campioni: il fuoriclasse assoluto Vasiliy Lomachenko, detentore delle altre tre cinture mondiali dei leggeri e fermamente intenzionato a portare a termine la riunificazione, ha raggiunto il vincitore della serata e si è lasciato immortalare al suo fianco, chiaro segno della volontà di organizzare al più presto una sfida da cineteca con posta in palio altissima.

Teofimo Lopez ha dimostrato in questa circostanza di non essere soltanto un pugile esteticamente pregevole ma di possedere anche la concretezza necessaria e la tenuta mentale per affermarsi ai massimi livelli. Il destro che ha determinato il suo trionfo è stato un colpo da antologia, magnifico per prontezza di riflessi, tempismo ed esplosività. Resta il parziale rammarico di non aver visto il talentuoso atleta di Brooklyn impegnato in un match di lunga durata che potesse svelare qualcosa in più sulle sue doti di resistenza e sulla sua capacità di soffrire, qualità indispensabili per sperare di impensierire un mostro sacro come Loma. Quanto visto rappresenta comunque un pass pienamente valido per permettergli di tentare il colpo grosso.

Deludente invece la prova di Richard Commey, che ha fallito il match della possibile consacrazione manifestando una notevole dose di ingenuità. Il ghanese avrebbe dovuto sapere che contro un colpitore d’incontro dalle braccia fulminee come Lopez avrebbe corso i maggiori rischi in avvio e che condurre l’inesperto rivale nelle acque profonde delle riprese finali, quando la velocità di entrambi sarebbe calata, sarebbe stato indispensabile per sperare di imporsi. Invece il suo piano tattico si è rivelato sostanzialmente inesistente: cercando lo scambio duro a centro ring sin dalle battute iniziali, Commey si è consegnato mani e piedi all’avversario lasciando che quest’ultimo si esaltasse sfoderando le sue doti migliori e pagandone a caro prezzo le conseguenze. Vedremo se saprà rialzare la testa, ma il treno più importante della sua rispettabile carriera potrebbe essere ormai svanito all’orizzonte.

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