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Lopez Sr: “Non combatteremo più con Top Rank a meno che non sia in pay-per-view!”

Si irrigidiscono i rapporti tra la Top Rank di Bob Arum e Teofimo Lopez Jr. La società che promuove il campione di Brooklyn è rea, a detta di Lopez Sr, di non fare abbastanza per il suo protetto, soprattutto dal punto di vista economico.

Non combatteremo più con Top Rank a meno che non sia in pay-per-view. Noi siamo il pay-per-view. Mio figlio ha fatto cose che nessun altro ha fatto e ora siamo nella posizione di poter creare un mostro nell’industria della boxe! Qualcosa del genere, nessuno la vede da molto, molto tempo. Farà un sacco di soldi con mio figlio.

Il primo giorno che ho incontrato Bob Arum gli ho detto: ‘Questo è il ragazzo che porterà avanti questa azienda; tutto quello che devono fare è credere in lui. I soldi arriveranno presto’. Abbiamo combattuto contro Lomachenko per pochi spiccioli, ma non lo faremo più… Lui è il ‘Takeover’, gente. Stiamo prendendo il controllo della boxe, stiamo prendendo il controllo di tutti”, ha dichiarato a Fight Hype.

Il legame tra Lopez e la società di Las Vegas si è incrinato dopo che quest’ultima, per il prossimo incontro del campione leggero, ha offerto solo 2.315.000 dollari contro i 3.506.000 di Matchroom Boxing e i 6.018.000 di Triller (che se l’è aggiudicato) per la sua trasmissione del 29 maggio o 5 giugno. Il motivo per cui Top Rank ha offerto tale cifra “irrisoria”, stando a quanto afferma Arum, è che questa difesa obbligatoria del titolo di  Lopez contro lo sfidante IBF ufficiale George Kambosos Jr, non è da ritenersi un “evento premium”.

“Sono stati fatti troppi danni. Non vediamo l’ora di vedere cosa succederà dopo. Oramai è fatta; non c’è modo di tornare indietro. So che queste cose accadono per qualche strana ragione, e quella strana ragione è in nostro favore. Abbiamo già preso una tariffa bassa per il combattimento di Lomachenko, ma avevo detto a mio figlio, ‘Una volta che hai quelle cinture, puoi fare quello che vuoi’, ed è quello che stiamo facendo adesso“, ha proseguito Lopez Sr.

“Stiamo portando lo sport del pugilato sul grande palcoscenico perché stiamo dimostrando a questi pugili che valgono più di quanto i promoter pensano che valgano. Abbiamo preso una posizione per questo. Questa è come nell’era di Ali, quando Muhammad difendeva i suoi diritti per non andare in Vietnam. È la stessa cosa che stiamo facendo ora con mio figlio. Si sta battendo per i diritti dei combattenti. Meritano più soldi, hanno paura di questi promoter perché temono che questi li mettano a sedere, ma esiste un contratto”.

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