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Taylor conserva le cinture per un soffio contro un sorprendente Catterall

Ci è mancato davvero pochissimo alla capitolazione del campione del mondo unificato dei pesi superleggeri Josh “The Tartan Tornado” Taylor (19-0-0, 13 KO) che davanti al pubblico amico della SSE Hydro di Glasgow ha conservato le sue quattro cinture iridate per un soffio contro il sorprendente sfidante inglese Jack “El Gato” Catterall (26-1-0, 13 KO). Il detentore dei titoli WBC, WBA, WBO e IBF è riuscito a spuntarla, nonostante un conteggio subito nell’ottavo round, grazie a una Split Decision risicatissima dei giudici, destinata a far discutere. Questi i cartellini finali: 112 a 113, 114 a 111, 113 a 112.

Doveva essere una serata relativamente tranquilla quella del “Tornado” scozzese, protagonista fino a oggi di un cammino trionfale che in soli 18 match professionistici lo ha condotto a laurearsi campione indiscusso di una categoria di peso piena di avversari insidiosi. Il suo sfidante Jack Catterall infatti, pur essendosi presentato al grande appuntamento da imbattuto, non aveva nel suo curriculum nomi altisonanti e aveva colto la sua vittoria più prestigiosa sul connazionale Ohara Davies, già spazzato via da Taylor in precedenza.

Contrariamente alle attese tuttavia, lo sfavorito della vigilia si è rivelato un osso durissimo e ha messo in mostra le sue principali qualità fin dalla ripresa di apertura. Un suo violento sinistro al volto è stato infatti il colpo più significativo di un intenso primo round in cui il campione, colto alla sprovvista dall’agilità del rivale, ha faticato a prendere le dovute contromisure. Reattività, riflessi felini, grande abilità difensiva, tempismo e controllo della distanza sono i marchi di fabbrica del pugile inglese che in carriera ha sempre preso pochissimi colpi, venendo di contro rimproverato per la sua produzione offensiva un po’ parsimoniosa.

Taylor ha cercato di raddrizzare le cose puntando sulla sua proverbiale fisicità e sulla sua potenza, intensificando la pressione e chiudendo in più occasioni il rivale alle corde nel corso della seconda e della terza ripresa, senza tuttavia riuscire conferire ai suoi attacchi sufficiente precisione e incisività. Resosi conto di poter reggere l’onda d’urto del suo avversario, Catterall ha dunque ripreso a tessere la sua tela muovendosi agilmente sulle gambe e “scattando” al momento opportuno con fendenti improvvisi intervallati da un proficuo e costante ostruzionismo. Proprio la tendenza dello sfidante a legare continuamente, unita ai molteplici colpi alla nuca e ai reni sferrati dal campione ha reso per larghi tratti l’incontro frammentario e poco spettacolare.

Giunto al giro di boa in svantaggio, Taylor ha cercato di risalire la china, ma proprio mentre sembrava poterci riuscire, nel corso dell’ottavo round, è arrivata la doccia fredda: essendosi scoperto nel corso di una fase d’ attacco, lo scozzese è stato raggiunto da due ganci sinistri consecutivi alla tempia che lo hanno spedito al tappeto. Il Tartan Tornado si è rialzato visibilmente scosso e sarebbe forse capitolato se Catterall lo avesse assalito subito alla ricerca del colpo decisivo, ma l’inglese si è accontentato del punto supplementare sui cartellini e non ha dato vita ad alcun forcing.

Proprio la tendenza a fare il minimo sindacale per vincere, che già in passato aveva caratterizzato alcuni incontri del “Gato”, si è rivelata in questa circostanza la sua rovina. Dal nono all’undicesimo round infatti Catterall, probabilmente persuaso di aver scavato un solco sufficiente nel punteggio per potersi limitare all’ordinaria amministrazione, ha diminuito il suo workrate, permettendo al rivale di ritrovare la piena lucidità e di rimettersi in partita. Non che Taylor in questi round abbia fatto cose epocali, ma ha avuto quantomeno il merito di cercare lo scambio al cospetto di un pugile che si limitava a mandarlo a vuoto e a muoversi vorticosamente. Nemmeno in queste fasi finali sono diminuite le scorrettezze reciproche, tanto che l’arbitro Marcus McDonnell ha deciso salomonicamente di comminare un punto di penalità a testa, senza influenzare quindi i punteggi finali.

Giunto a un passo dal traguardo, Catterall si è parzialmente risvegliato dal suo torpore nel dodicesimo e ultimo round, tornando a mettere a segno i colpi più precisi: un guizzo finale che a giudizio di chi vi scrive avrebbe dovuto essere sufficiente per ottenere una vittoria di stretta misura (113 a 112 in suo favore il mio punteggio). Dello stesso avviso è stato il giudice Howard Foster, ma i suoi colleghi Ian John-Lewis e Victor Loughlin hanno invece assegnato la vittoria a Josh Taylor, permettendogli così di conservare le cinture tirando un enorme sospiro di sollievo.

La cattiva performance del campione potrebbe spiegarsi in parte con l’aver sottovalutato il suo avversario. Dopo una lunga serie di trionfi consecutivi contro pugili di certificato spessore internazionale, Taylor potrebbe essere salito sul ring con l’idea di dover sbrigare una formalità. A incidere è stato però anche lo stile dello sfidante, che con il suo attendismo, la sua velocità di esecuzione e la sua astuzia nel non farsi sopraffare nel corpo a corpo ha completamente neutralizzato le armi migliori del campione, trasformando il “Tornado” in un venticello tiepido. Appare dunque oggi assolutamente sconsigliabile il piano più volte ventilato dallo scozzese di salire nella categoria dei welter per sfidare Terence Crawford, un fuoriclasse che oggi come oggi non è alla sua portata.

Molti scriveranno che Jack Catterall è stato derubato. Molto probabilmente in campo neutro l’atleta di Chorley sarebbe effettivamente sceso dal ring con le cinture in mano, ma nel pugilato da che mondo è mondo chi combatte in trasferta deve imporsi in maniera chiara e inequivocabile per convincere i giudici e forse al Gato è mancato un pizzico di generosità per espugnare la SSE Hydro. Dopo aver atterrato in modo pesante il campione e dopo averlo visto in palese difficoltà, l’inglese avrebbe dovuto insistere nella sua azione spazzando via ogni possibile dubbio sul verdetto e invece ha preferito adagiarsi sugli allori finendo beffato. Un errore di inesperienza che certamente non commetterebbe in un eventuale rematch che a questo punto appare decisamente auspicabile.

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One comment

  • Pier Paolo Gangemi

    Non ho visto il match ma a questo punto penso che il team di Taylor si guarderà bene dal salire nei pesi welter. Questo taylor credo che sarebbe battuto anche da Teofimo Lopez

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