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Sulaiman: “La cintura WBC Franchise di Canelo non è trasferibile!”

Mauricio Sulaiman ha detto di comprendere tutte le critiche che la WBC ha ricevuto da quando ha designato Saul Alvarez il suo “Franchise Champion” dei pesi medi.

Fan e media hanno fortemente denigrato l’organizzazione sanzionatoria con sede a Città del Messico da quando il 26 giugno ha conferito a Canelo questo status senza precedenti. La WBC ha anche reso Jermall Charlo, precedentemente campione ad interim, campione mondiale dei pesi medi eliminando di fatto l’obbligo per i due pugili di affrontarsi in tempi rapidi.

Il presidente della WBC si è difeso dalle critiche e ha tentato di spiegare tali decisioni in un’intervista concessa a BoxingScene.com, che si è svolta nell’ambito del settimo evento annuale della Nevada Boxing Hall of Fame sabato sera a Las Vegas.

“Beh, è qualcosa che deve essere compreso”, ha detto Sulaiman. “Ci vorrà un po ‘di tempo perché tutti lo capiscano. Non è una nuova cintura. Non è un nuovo campionato. Non è un nuovo titolo. È la designazione di un combattente, con criteri molto specifici: il leggendario campione di più categorie di peso. È affiliato alla WBC da 12 anni, campione in tre diverse categorie.”

“Ha un contratto molto rigoroso (con DAZN, NDR) a cui deve adeguarsi, per via del quale deve concedere ai fan i migliori match possibili. Non si sa se combatterà nei mediomassimi, nei supermedi, nei medi o persino nei superwelter. Ecco perché la WBC ha pensato a una designazione nuova che abbiamo deciso di chiamare “Franchise”. Lo abbiamo fatto in accordo con lui e con il suo promoter, assicurandoci che avrebbe rappresentato la WBC in ogni combattimento.”

La designazione della WBC è stata vista da molti come un modo per evitare di spogliare Alvarez del suo titolo di campione dei pesi medi nel corso dei suoi frequenti tentativi di ottenere gloria e titoli entro limiti di peso diversi. I commenti di Sulaiman fanno poca luce su cosa significhi effettivamente la designazione di “Franchise Champion” di Alvarez, ma il presidente ha chiarito quantomeno che nessun avversario potrà appropriarsi di tale riconoscimento sconfiggendo Alvarez sul ring.

“Si tratta di una designazione non trasferibile. Quindi, se batti il Franchise Champion, non diventi un Franchise Champion. È assegnabile solo ai combattenti d’elite che hanno un ruolo di fondamentale importanza nel nostro sport. Nessuno può mettere in dubbio che Canelo funga da traino per tutto il movimento. Solo pochi pugili sono in grado di far crescere il nostro sport nello stesso modo.”

Quando gli è stato chiesto se il campione dei pesi massimi della WBC Deontay Wilder avrebbe soddisfatto i criteri menzionati per diventare Franchise Champion, Sulaiman non si è sbilanciato.

“Si tratta di decidere caso per caso, analizzando bene le singole situazioni. Se mi chiedete di Deontay Wilder, invito tutti a riflettere autonomamente. È campione da cinque anni, è imbattuto, ha difeso il titolo più volte. Sarebbe disposto a combattere contro chiunque. Ma ora che farà un match contro Ortiz e la rivincita contro Fury, alla gente piace speculare e concentrarsi su storie diverse. Ma io sono qui per rispondere a qualsiasi domanda. Accetto le critiche. Accetto che la gente possa pensare che il nostro sia un modo di confondere le acque, ma è vero il contrario. Vogliamo che lo sport cresca. E comunque, tutto il denaro che viene generato grazie al Franchise Champion sta andando al 100 percento al “Clean Boxing Program”, per il programma di gestione del peso dei pugili e per la ricerca medica grazie alla task force che è stata creata a questo scopo.”

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