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Stilata la nuova classifica P4P di Ring Magazine: il commento.

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Quella che potete osservare qui sotto è l’ultima classifica pound for pound di Ring Magazine:

1. Vasyl Lomachenko

2. Terence Crawford

3. Saul Canelo Alvarez

4. Naoya Inoue

5. Oleksandr Usyk

6. Errol Spence Jr.

7. Gennady Golovkin

8. Juan Francisco Estrada

9. Mikey Garcia

10. Donnie Nietes

Come ogni classifica, basata su giudizi soggettivi, sembra fatta apposta per far discutere. Quelle in ambito pugilistico, invece, sembrano fatte apposta per scatenare putiferi.

Piccola premessa: paragonare pugili di pesi e categorie diverse è estremamente difficile e forse senza alcun senso che non sia quello di divertire gli appassionati. Esperienze di vita e carriera che nulla hanno in comune, capacità di attrarre grossi compensi e quindi di trovare più facilmente opponenti o viceversa mancanza di appeal e pericolosità che finiscono per generare il più classico dei ducking, ossia lo scansare un determinato pugile: le variabili sono moltissime. Non ultimo il gusto personale che, semplicemente, determina chi ci appassiona maggiormente.

Proviamo ad entrare nel merito della classifica.

Al primo posto ecco il pugile del momento: Vasyl Lomachenko. Poco da dire: è un atleta fenomenale, capace di imprimere un’accelerazione impressionante in quella che è la concezione di boxe moderna, portando workrate e footwork a livelli assoluti, usando il pivoting in modo pirotecnico e utilizzando angoli di tiro assolutamente inusuali. Cosa manca a Loma? Probabilmente niente, a parte lo scalpo di un altro top P4P. Non poteva esserlo Linares, e nemmeno un Rigondeaux non più giovanissimo e salito di due categorie di peso per affrontarlo. Sebbene l’ucraino abbia fronteggiato e sconfitto avversari di livello molto alto, la categoria dei leggeri offriva un solo sfidante di tale caratura: Mikey Garcia. La scellerata scelta di Garcia di salire di due categorie per affrontare Errol Spence Jr. ha privato gli appassionati di un match stellare, che difficilmente sarà realizzabile in tempi brevi. Per quanto riguarda Garcia, la scialba ancorché comprensibile prova contro Spence, lo ha inevitabilmente fatto precipitare nel fondo classifica, nonostante sia un pugile di valore assoluto. Per lui si aprono scenari quanto meno fumosi: andare a caccia di una cintura nella quinta categoria di peso, quella dei welter, rischiando di confrontarsi nuovamente con atleti dalla stazza decisamente superiore, o scendere per tentare un approccio più graduale.

Altro pugile incredibile, forse il più completo del panorama da un punto di vista stilistico, è Terence Crawford. In grado di adattarsi e dunque di disattivare qualunque avversario gli si sia parato dinanzi oltre che di combattere indifferentemente in guardia destra o mancina, Bud ha scalato classifiche e categorie con il piglio del predestinato. Vale lo stesso discorso fatto per Lomachenko: ad oggi gli manca solo il grande nome, un top p4p, per suggellare una carriera già straordinaria. Nei welter troverà Errol Spence Jr., posizionato al sesto posto della classifica. Spence è un fighter dalla strabordante fisicità e dalla tecnica solidissima, cosa di cui ha dato prova contro Brook e soprattutto contro Garcia, gestendolo di fioretto per le prime riprese fino a sovrastarlo fisicamente nella seconda parte del match. Se c’è un pugile oggi evitato, nel panorama mondiale, questo sembra essere proprio Spence. Non è ancora ben chiaro dove possa arrivare, ma il pugile di Long Island pare non avere ancora messo in mostra tutte le sue qualità, complice anche l’assenza, e non la mancanza, di avversari di livello, un esempio su tutti Keith Thurman. Ora, la presenza di Crawford – e del mai domo Pacquiao – potrebbe generare incroci davvero spettacolari.

Se c’è un pugile che probabilmente avrebbe meritato una posizione ancor più alta in classifica questo è Naoya Inoue, il “monster” giapponese. Il modo in cui questo prodigio si sta sbarazzando della concorrenza ha dell’inverosimile. Pugni poderosi, velocità ai limiti, scelta di tempo, tecnica sopraffina e un’indole autoritaria e indomita. Difficile prevedere dove possa arrivare, dopo aver scalato già tre categorie di peso. Ad oggi, ci sono pochi pugili al mondo al suo livello, e nessuno tanto dominante.

Immancabile in classifica il duo Canelo Golovkin: paiono non poter prescindere l’uno dall’altro. Due match splendidi, due verdetti contestati. Cosa c’è di certo? Poche cose: il fatto che, stando ai giudizi della maggior parte degli addetti GGG dovrebbe essere ancora imbattuto, che il tempo passa per tutti e che il kazako, oggi senza cinture, è ancora più evitato. Per Canelo vale il discorso opposto: pugile dalle combinazioni magnifiche e dalla tecnica assoluta, non riesce a scrollarsi di dosso una certa fama di protetto, così come non riesce a imporsi con una maggiore autorità, cosa che gli permetterebbe di affermarsi in modo più deciso.

Al quinto posto ecco Usyk, uno dei pugili più entusiasmanti del panorama attuale, stilisticamente vicino al connazionale Lomachenko. Dopo aver unificato tutte le cinture nei cruiser, Usyk è in procinto di tentare la scalata nei massimi, avendo dalla sua un bagaglio tecnico letteralmente sconosciuto agli attuali dominatori della categoria. Dovesse riuscirci, consegnerebbe il suo nome alla storia.

Una novità è la presenza di Juan Francisco Estrada. Dopo aver sovrastato con la sua tecnica un picchiatore tremendo come il thailandese Rungvisai, Estrada riceve oggi il giusto riconoscimento per una carriera in crescendo.

Un po’ a sorpresa troviamo in ultima posizione Donnie Nietes, il super mosca filippino, pugile dalla lunga e titolata carriera, sebbene priva di avversari di grido, non certo per colpa sua. Dotato di tecnica di altissima livello, Nietes è ancora oggi al top.

Curiosità: nella classifica non è presente nessuno degli attuali pesi massimi. Qualcosa vorrà pur dire. Ognuno tragga le proprie conclusioni.

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