fbpx

Steward: “Fury vuole essere più tecnico, ma il piano è sempre un knockout”

Come già annunciato, a poco più di due mesi dalla sua rivincita contro il campione WBC dei pesi massimi Deontay Wilder del 22 febbraio, il contendente britannico Tyson Fury ha assoldato un nuovo allenatore. Nuovo per così dire, poichè SugarHill Steward una sua vecchia conoscenza fin dalle origini della sua avventura, risalente a nove anni fa, in terra statunitense.

Dopo la sua lunga assenza dal ring durata quasi tre anni, seguita ai problemi di depressione e droga, il “Gipsy King”, ripresentatosi palesemente fuori forma con parecchi chili di troppo, è tornato a combattere a giugno 2018 e il suo nuovo inizio, è avvenuto grazie all’aiuto del suo giovane (ormai ex) allenatore Ben Davison che ha sostituito lo zio di Fury, Peter, ed è stato accanto a Tyson negli ultimi suoi cinque match riportandolo in auge.

È stato al suo angolo dunque anche lo scorso dicembre, quando ha ottenuto un discutibile pareggio contro Wilder ed è stato protagonista di un’ottima performance. Proprio per questo più di qualcuno, dopo l’annuncio della loro consensuale separazione, ha destato qualche perplessità, soprattutto perchè è avvenuta ora, a una distanza molto ravvicinata dalla data della rivincita.

Tuttavia il nuovo capo allenatore di Fury, SugarHill Steward della Kronk Gym, nipote del defunto Hall of Fame Emanuel Steward che ha preparato tra i tanti Lennox Lewis e Wladimir Klitschko, ha fiducia nel loro ricongiungimento ed è certo che il suo uomo batterà il campione dei pesi massimi WBC questa volta. Difatti i due stanno già mettendo insieme un piano per far cadere Wilder, asuo dire e quello di Fury stesso.

“È lo stile della palestra Kronk, non è difficile comprenderlo. Cosa amava più di tutto Emanuel? Se conoscete la risposta, sapete già il piano tattico di cui ha parlato Tyson. È talmente semplice, che potreste non arrivarci a pensarlo.

Entrambi i ragazzi sono grandi puncher, ma Wilder è più grande, è una bestia come picchiatore. Un pugno può cambiare l’intero incontro ed è per questo che i pesi massimi sono i grandi papà di tutti. Un knockout è sempre il piano. Perché pensare qualcosa di meno?

Fury voleva un allenatore che fosse tecnico. Vuole essere molto tecnico. Lavoreremo sulla sua tecnica. Queste sono le caratteristiche che stava cercando quando mi ha chiamato, e io corrispondo alla descrizione. Tutto è successo così in fretta. Inizialmente mi ha solo chiesto di entare nel campo, poi ho sentito che Ben Davison se n’è andato e che sarei diventato io il nuovo capo allenatore”, sono state le sue parole a Sky Sports.

Condividi su:
  • 201
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X