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Boxe tricolore a Roma: Sperandio doma Spadaccini, Cecchi si impone su Brozzi

Il Palaboxe Aurelio Santoro ha ospitato una bella riunione di pugilato nostrano targata Buccioni Boxing Team e caratterizzata dalla presenza di ben due titoli nazionali. Nel main event della serata Adriano Sperandio (12-1-0, 2 KO) ha domato ai punti con verdetto unanime un coriaceo e volenteroso Luca “War Machine” Spadaccini (6-1-3, 3 KO) facendo sua la cintura italiana dei pesi mediomassimi. Poco prima Maria “Russian” Cecchi (5-0-0, 1 KO) si era imposta anch’essa con verdetto unanime dei giudici su Anna Lisa “Miura” Brozzi (2-2-0, 0 KO) nel match valido per il titolo italiano femminile dei supergallo.

Adriano Sperandio vs Luca Spadaccini

Aveva sete di rivalsa Sperandio dopo la mal digerita sconfitta maturata a Belgrado nel suo ultimo match. Un anno e mezzo fa infatti il pugile laziale non era riuscito a far suo il titolo WBC del Mediterraneo a causa di un verdetto molto controverso che aveva premiato l’idolo locale Marko Nikolic e da allora non era più salito sul ring per un incontro ufficiale. Una sosta insolitamente lunga per un atleta agonista che, come tutti i suoi colleghi, ha dovuto fare i conti con la pandemia e il conseguente stop delle competizioni. Opposto a un rivale meno esperto, Sperandio ha controllato piuttosto agevolmente il primo round e forse proprio per questo motivo si è sentito troppo sicuro di sé, tanto da essere raggiunto da due ganci sinistri molto pericolosi nella seconda ripresa, un chiaro campanello d’allarme che lo ha immediatamente rimesso in riga.

Ripreso il filo conduttore, il favorito della vigilia ha messo in evidenza movenze eleganti, ottime schivate e un perfetto controllo della distanza mentre Spadaccini, un po’ troppo rigido sul tronco, continuava ad avanzare imperterrito nel tentativo di farsi valere dalla corta distanza. Poco a poco dunque Sperandio ha guadagnato vantaggio, ma non appena indugiava nello scambio, come nel finale del sesto round, si esponeva ai colpi del coraggioso avversario correndo qualche rischio. Capita l’antifona, il pugile romano ha gestito abbastanza bene le riprese rimanenti limitando i pericoli prima di scatenarsi nei championship round con rapidissime combinazioni a due mani. Giusta dunque la valutazione dei giudici che hanno premiato Sperandio con i seguenti cartellini: 98 a 93, 97 a 93 e 98 a 92. Da sottolineare il grande fair play tra i due pugili che hanno realizzato insieme l’intervista finale abbracciandosi e facendosi complimenti reciproci.

Maria Cecchi vs Anna Lisa Brozzi

C’era curiosità per il primo titolo femminile mai organizzato da Davide Buccioni vista la giovane età delle contendenti (25 e 26 anni) e l’incertezza del pronostico. Il ring ha confermato il grande equilibrio che ci si attendeva alla vigilia, con le due pugili che si sono fatte preferire a fasi alterne. Meglio la Brozzi nella prima parte del combattimento nel tenere saldamente il centro del ring cercando la strada per il suo destro, un colpo molto violento con cui nel quarto round è riuscita anche a scuotere per un attimo la rivale. Col passare delle riprese tuttavia l’azione della pugile di Marina di Cerveteri si è fatta un po’ troppo prevedibile e ripetitiva e così la Cecchi ha potuto alzare i ritmi e rientrare pienamente in partita.

Avendo ormai letto il tempo del solito destro della rivale, l’atleta di Guidonia è riuscita ad aumentare il workrate e a recuperare terreno grazie ad attacchi rapidi e improvvisi a cui il più delle volte faceva seguire il clinch, impedendo così all’avversaria di replicare. Una Brozzi apparentemente stanca e meno lucida rispetto alle riprese iniziali ha anche dovuto subire alcuni impatti con la testa della sua dirimpettaia a causa dell’abitudine di quest’ultima di buttarsi in avanti col capo chino. Pur avendo cercato il tutto per tutto con un’agguerrita nona ripresa, Anna Lisa Brozzi non è riuscita a dare continuità alla sua azione e nell’ultimo round è stata ancora la Cecchi a farsi preferire lasciando l’impressione di aver fatto qualcosa in più nel computo totale delle riprese. Chi vi scrive al termine del match aveva un solo punto di vantaggio per la pugile di Guidonia e ritiene dunque decisamente troppo larghi i margini sanciti dai giudici (98 a 93 e due volte 97 a 93).

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