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Michel Soro distrugge Cedric Vitu in cinque round!

Il titolo in palio, ovvero il fantomatico WBA Gold dei pesi superwelter, contava poco, ma il match andato in scena a Parigi tra i francesi Michel Soro (35-2-1, 24 KO) e Cedric “Titi” Vitu (47-4-0, 19 KO) aveva un’importanza specifica notevole, potendo dare al vincitore la possibilità di riproporsi ai piani alti della categoria e sognare una chance iridata. A imporsi nettamente è stato Soro, autore di una prestazione maiuscola conclusa con un KO tecnico nel corso del quinto round.

Davanti al folto pubblico accorso all’Accor Hotel Arena, il picchiatore di origini ivoriane ha conquistato il centro del ring sin dalle battute iniziali e non l’ha più lasciato fino al termine della contesa. Vitu ha provato a girargli intorno portando sporadici fendenti di sbarramento e chiudendosi a riccio quando veniva chiuso alle corde: una strategia decisamente inefficace che ha permesso al rivale di dettare i tempi del confronto.

Soro è un pugile estremamente corpulento per la categoria, solidissimo sul piano fisico e dotato di grande potenza. L’unico modo per non rendergli gioco facile è quello di alzare i ritmi a dismisura costringendolo ad arretrare e rompendo così le sue trame offensive. Vitu al contrario si è completamente consegnato al forte avversario con un atteggiamento scialbo e inconcludente, tanto che l’atto più significativo della sua serata è stato un tentativo di testata a fine primo round, quando i due pugili si sono fronteggiati a muso duro dopo il suono della campana.

Col trascorrere dei minuti il lavoro di demolizione di un concentratissimo Soro, mai spazientito dalle saltuarie provocazioni del rivale, ha iniziato a dare i suoi frutti e dopo una quarta ripresa particolarmente dura l’epilogo si è manifestato nella quinta. Vitu è stato atterrato da un perfetto gancio sinistro alla tempia in chiusura di combinazione. Si è rialzato e ha cercato di continuare la battaglia venendo però investito da una grandinata di colpi, l’ultimo dei quali, un nuovo gancio sinistro, gli ha fatto piegare le ginocchia. L’arbitro a quel punto, vedendo il 34enne di Creil in balia del rivale, si è giustamente frapposto tra gli atleti decretando la fine delle ostilità.

Nonostante l’acredine apparente evidenziata durante lo scontro, Vitu si è complimentato col vincitore invitando il pubblico ad applaudirlo per la superba performance. La vittoria dovrebbe finalmente avvicinare Soro alla sua seconda chance iridata; la prima, datata 2012, ebbe esito negativo in Ucraina contro l’idolo locale Zaurbek Bysangurov che lo superò ai punti. Appare davvero strano che un pugile del calibro del picchiatore francese abbia faticato così tanto nell’ottenere sfide di prestigio nonostante le sue qualità fisiche e tecniche di prim’ordine. Temuto ed evitato da molti pugili di spessore, ora Soro potrebbe essere davvero sulle soglie della grande opportunità.

Cala invece probabilmente il sipario sulla carriera di un Vitu apparso in chiara parabola discendente. Il pugile che quattro anni fa venne a Brescia e mise fuori combattimento un Orlando Fiordigiglio in grande spolvero risalendo la china con caparbietà dopo diverse riprese durissime è ormai un pallido ricordo. Vitu ha perso gran parte della verve e della freschezza degli anni migliori ed è diventato l’emblema del “vorrei ma non posso”: combatte sotto ritmo e con poca reattività e non avendo doti fisiche fuori dal comune non può più mettere in difficoltà avversari di valore.

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