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Shannon Courtenay batte Ebanie Bridges e realizza una splendida storia di sport!

Il pugilato come metafora della vita: cadere, stringere i denti, rialzarsi e alzare i pugni al cielo. La pugile inglese Shannon Courtenay (7-1-0, 3 KO) ha superato nella sua esistenza tutti questi step e il suo urlo di gioia dopo la proclamazione del verdetto unanime che le ha consegnato il titolo mondiale WBA dei pesi gallo ha sancito il completamento di una splendida storia di sport. Merita applausi anche la sua avversaria, l’australiana Ebanie Bridges (5-1-0, 2 KO), instancabile nella sua pressione e coraggiosissima nel terminare il match in piedi nonostante un terribile gonfiore all’occhio. Questi i cartellini ufficiali al termine di un incontro spumeggiante che ha decisamente arricchito la riunione targata Matchroom Boxing: 97 a 94, 98 a 92, 98 a 92.

Aveva appena dieci anni Shannon Courtenay quando suo padre venne a mancare lasciando un vuoto incolmabile. La reazione psicologica al lutto non fu delle migliori: la ragazza divenne molto presto vittima dei vizi, dall’alcol, al fumo, all’eccesso di cibo. Da adolescente era già incontrollabile: fumava 40 sigarette al giorno, faceva i conti con una crescente obesità e non vedeva davanti a sé alcun obiettivo concreto. A ridarle un orizzonte è arrivato però il pugilato ed è stato amore a prima vista: la giovane si è lasciata alle spalle i giorni bui rinunciando ai vizi per costruirsi una carriera importante e passo dopo passo, dopo aver perso più di trenta chili e dopo aver tagliato un traguardo dopo l’altro, è arrivata a giocarsi la grande chance tra i professionisti.

A contenderle la vacante cintura mondiale c’era la “Blonde Bomber” Ebanie Bridges, pugile dall’esperienza limitata che non aveva mai combattuto al di fuori dei confini australiani e che ha fatto molto parlare di sé per l’abbigliamento succinto e provocante esibito in occasione delle operazioni di peso. C’è chi l’ha accusata di mancare di rispetto al pugilato, ma lei si è difesa sostenendo che il suo è un modo di attrarre quanti più spettatori è possibile dando così al pugilato femminile una maggiore visibilità. Ad ogni modo l’australiana ha dimostrato sul ring della Copper Box Arena di Londra di avere molto di più da proporre oltre alle semplici doti estetiche.

Dopo un primo round ben controllato dal jab e dai colpi di rimessa della Courtenay, la Bridges ha messo in mostra la sua pericolosità offensiva iniziando a esercitare una pressione costante condita da un gran numero di colpi al corpo. Per la pugile di casa è dunque scattato subito l’allarme: per tenere a bada l’australiana ha dovuto aumentare mobilità e workrate, dando vita così a riprese entusiasmanti caratterizzate da un ritmo molto alto. Pur mantenendosi sempre competitiva e pericolosa dunque la Blonde Bomber ha iniziato a perdere terreno e quando ha cercato di farsi ancora più aggressiva, nel finale del quinto round, un gancio preciso della Courtenay le ha fatto piegare le gambe per un attimo.

La reazione della cosfidante australiana è stata ad ogni modo perentoria: esibendo eccellenti doti di recupero si è lasciata alle spalle l’episodio sfavorevole e ha sfoderato il meglio del suo repertorio nella sesta e nella settima ripresa, costringendo la rivale a stringere i denti e muoversi vorticosamente sulla difensiva. Una terribile spada di Damocle ha però iniziato a pendere sulla testa della Bridges proprio mentre sembrava in grado di raddrizzare l’incontro: un brutto gonfiore è infatti comparso in prossimità del suo occhio sinistro ed è peggiorato visibilmente col passare dei minuti al punto da dimezzarne la visuale.

Shannon Courtenay ha approfittato brillantemente dell’handicap dell’avversaria per riprendere saldamente in mano le redini del match e nel corso di un infuocato nono round ha nuovamente stordito l’australiana con tre violenti diretti destri consecutivi. L’arbitro Michael Alexander è parso più volte sul punto di frapporsi tra le pugili per decretare lo stop, ma ha deciso di dare alla Bridges la chance di cavarsela e i fatti gli hanno dato ragione. Pur gestendo con maestria il finale di combattimento infatti, la padrona di casa non è riuscita a trovare il varco giusto per piazzare il colpo decisivo e ha dovuto “accontentarsi” di una meritatissima vittoria ai punti. Forse un po’ troppo larghi due dei tre cartellini (chi vi scrive aveva quattro punti di margine), ma nessun dubbio sull’identità della vincitrice.

Un match davvero intenso e piacevole da vedere dunque tra due ragazze che non si sono risparmiate e che hanno dimostrato coraggio e determinazione da vendere. Sarebbe interessante a questo punto assistere a una rivincita tra Shannon Courtenay e Rachel Ball: le due si sono affrontate nell’agosto dello scorso anno in un match sulle otto riprese che la Ball si è aggiudicata ai punti con un margine molto risicato.

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