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Finalmente si torna sul ring: la boxe riparte questa notte con Stevenson e Vianello

Dopo mesi di stasi è giunto il tanto sospirato momento della ripartenza. Benché la pandemia da Covid-19 non sia ahinoi ancora debellata, il mondo dello sport ha infatti trascorso il recente periodo organizzandosi per consentire agli atleti di tornare a competere in sicurezza. Il pugilato internazionale di qualità ripartirà questa notte a Las Vegas e lo farà per mano di uno dei suoi promoter più potenti, il capo della Top Rank Bob Arum, capace di allestire una riunione che pur senza titoli in palio avrà i suoi motivi di interesse vista la presenza del campione del mondo WBO dei pesi puma Shakur Stevenson, impegnato in un match di rodaggio contro il portoricano Felix Caraballo. Gli appassionati italiani avranno inoltre un motivo di curiosità in più nel seguire l’evento in virtù dell’impegno del nostro peso massimo Guido Vianello, pronto a disputare il suo settimo match da professionista contro l’americano Don Haneysworth.

Il maledetto virus che tanto ha condizionato la nostra vita recente ha messo il suo zampino anche in questa riunione. L’imbattuta pugile americana Mikaela Mayer, che avrebbe dovuto affrontare la nigeriana Helen Joseph, è stata infatti trovata positiva all’infezione domenica e conseguentemente rimossa dall’evento. L’episodio, oltre a escludere la “boxe in rosa” dalla serata, ha avuto il suo impatto anche sul match clou, poiché l’allenatore si Stevenson Kay Koroma, essendo stato in contatto con la Mayer, non potrà presenziare all’angolo del suo giovane atleta. Stevenson, che si è detto dispiaciuto per l’imprevisto ma ugualmente deciso a dar vita a una grande performance, sarà dunque supportato in sostituzione dal trainer Edward Jackson.

Appare difficile che il poco conosciuto Felix Caraballo (13-1-2, 9 KO), scelto come avversario di Shakur, possa impensierire l’astro nascente. Il portoricano, che ieri ha fallito inizialmente il peso per poi smaltire il tonnellaggio eccedente nel tempo supplementare consentito dal regolamento, non ha infatti un record particolarmente impressionante e non si è mai battuto al di fuori del suo Paese di origine. Stevenson al contrario, pur avendo disputato fino a oggi meno match del rivale (13, tutti vinti, con 7 KO) ha già evidenziato il suo valore appropriandosi della cintura mondiale WBO e dominando con facilità pugili di buona esperienza internazionale. Il talento e la facilità con cui il 22enne mancino si muove sul quadrato ha spinto Bob Arum a paragonarlo addirittura a Floyd Mayweather Jr:

“Lo vedo come una versione mancina di Floyd Mayweather. Credo che supererà le perfomance di Floyd. Penso si tratti di un talento raro. È giovane e la sua struttura fisica è in crescita: credo che la permanenza nelle 130 libbre sarà un capitolo breve della sua carriera, perché in seguito si trasformerà in un peso welter o forse addirittura in un superwelter”.

Tutt’altro che caute sono state a riguardo le parole rilasciate di recente a ESPN dallo stesso Stevenson, decisamente spavaldo nel delineare i suoi obiettivi:

“Non mi piace paragonarmi a Floyd, lascio che siano gli altri a farlo. Voglio fare meglio di Floyd. Ora che ho un record di 13-0 credo di essere migliore rispetto a com’era Floyd quando era sul 13-0. Floyd è il più grande pugile di ques’epoca, io voglio semplicemente diventare migliore di lui. Quando avrò 27, 28 anni dominerò questo sport e non ci sarà nulla da fare per chi salirà sul ring con me. Sarò una superstar del pugilato, il classico esemplare alpha. Capisco i paragoni che vengono fatti. Se osservate la carriera di Floyd notate che invecchiando è diventato un mago della difesa. Anche io sono davvero bravo in questo aspetto. Lo capisco quindi, ma preferisco definirmi ‘il primo Shakur Stevenson’ [piuttosto che un secondo Mayweather]“.

Se le aspirazioni del giovane americano sono alte, lo sono altrettanto quelle del nostro gigante Guido Vianello, pronto a tornare in sella a poco più di sei mesi dal suo ultimo match ufficiale. Come vi abbiamo raccontato di recente, il nostro portacolori sogna di diventare un giorno campione del mondo, ma è consapevole di avere ancora molta strada da fare e molte cose da imparare per raggiungere il suo scopo. Stanotte l’impegno che lo attende non parrebbe di quelli proibitivi: il suo avversario, lo statunitense Don Haneysworth (16-3-1, 14 KO), si avvicina infatti ai 38 anni e con i suoi 133,5 kg fatti registrare ieri sulla bilancia non appare propriamente in forma atletica smagliante. Per Vianello tuttavia quello che conta ora è riprendere confidenza con il quadrato dopo lo stop e continuare a incrementare la fiducia in sé stesso che i sei KO consecutivi siglati fino a oggi gli hanno trasmesso.

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