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Martinez: “Voglio essere di nuovo campione. E un campione si costruisce. Altri due match e poi Murata”

L’ex campione mondiale dei pesi superwelter e medi, Sergio “Maravilla” Martinez (53-3-2, 30KO), dopo ben sei anni di distanza, è tornato a combattere nel 2020. Il 45enne argentino ha affrontato ad agosto Jose Miguel Fandino e a dicembre Jussi Koivula, battendoli entrambi prima del limite. Il suo ultimo incontro risaliva al 7 giugno 2014: in quell’occasione, al Madison Square Garden di New York, Martinez venne sconfitto dal portoricano Miguel “Junito” Cotto (41-6, 33KO).

Martinez ha mantenuto la sua promessa ed è effettivamente tornato a calcare il ring. Gli ci sono voluti diversi anni per riprendersi dagl infortuni che avevano interessato il suo ginocchio. Ora il suo obiettivo dichiarato, a dispetto di un età ormai avanzata, è di riprendersi la corona mondiale dei pesi medi, puntando dritto nella direzione di Ryota Murata (16-2, 13KO), che detiene la cintura mondiale “regular” WBA.

Sono bastati appena due match a Maravilla per entrare nei primi cinque della divisione nel ranking di sigla. Tuttavia, l’argentino è consapevole che per centrare l’obiettivo di affrontare il giapponese entro la fine del nuovo anno, dovrà confrontarsi contro avversari di un livello superiore rispetto ai due avuti finora.

Sto parlando con la mia squadra in modo tale da riuscire ad organizzare un match per il mese di aprile – ha dichiarato Martinez se mi daranno l’opportunità di scegliere, preferirei altri due incontri prima di passare al titolo. Non ho più vent’anni e non posso più aspettare per sempre. Ho bisogno di due match impegnativi.

In questo momento sto guardando avversari con un record di trenta vittorie e due sconfitte. Devo cercare un avversario di un livello più alto perché mi sento già nella condizione fisica giusta. Sono tornato, come si suol dire. Voglio essere di nuovo campione del mondo. E un campione si costruisce. Credere di poter tornare al livello che avevo lasciato dopo sei anni senza combattere e senza prendere un pugno, sarebbe una follia.

So cosa serve per essere un campione, ci sono già passato. É un cammino difficile e possono farti male, ma ci ho lavorato. La sfida non è vedere quanti colpi porterò ma quanto sarà pulita la mia faccia dopo ogni match. A 45 anni è una sfida straordinaria“.

10 anni fa, Martinez vs Williams 2: dal verdetto dubbio al KO del decennio!

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