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Sergio Martinez: “Alla prima sconfitta mi ritirerò. Voglio vincere il mondiale!”

Sono passati poco meno di dieci anni da quando il talentuoso pugile argentino Sergio “Maravilla” Martinez incantava le folle con la sua boxe spumeggiante fatta di riflessi felini, colpi imprevedibili e magistrali schivate. Campione del mondo dei pesi medi dal 2010 al 2014, l’atleta sudamericano aveva deciso di appendere i guantoni al chiodo dopo aver ceduto la cintura WBC al portoricano Miguel Cotto che l’aveva costretto al ritiro in nove riprese approfittando del suo ginocchio malandato. Dopo aver trascorso sei anni lontano dal ring tuttavia, Martinez ha ricominciato a combattere nel 2020 e insegue ancora oggi sogni di gloria nonostante sia prossimo a compiere 47 anni.

Tutti e tre i match disputati da Maravilla dopo la lunga assenza dal ring si sono svolti in Spagna, patria di adozione dell’ex campione del mondo. L’argentino ha messo fuori combattimento lo spagnolo Jose Miguel Fandino in sette riprese, ha inflitto un KO tecnico per ferita al finlandese Jussi Koivula e ha superato ai punti l’inglese Brian Rose. Avversari di livello abbastanza modesto scelti con il chiaro obiettivo di riprendere confidenza con il quadrato minimizzando i rischi di un’inattesa debacle.

Anche il prossimo incontro di Martinez si svolgerà nel paese iberico come i precedenti, per la precisione al Wizink Center di Madrid, dove il veterano di tante battaglie affronterà questo giovedì il pugile inglese Macaulay McGowan. Per quanto l’impegno non sia di quelli da far tremare le vene ai polsi, l’esperto pugile argentino sente la tensione legata al rischio di una possibile sconfitta che per sua stessa ammissione lo condurrebbe al ritiro definitivo. Queste sono state infatti le sue parole rilasciate di recente agli organi di stampa:

“Iniziare il nuovo anno con un combattimento, poche settimane dopo Capodanno, è qualcosa che mi rende molto felice. Mi entusiasma molto. Come team cerchiamo di scegliere avversari che possano portarmi a dare sempre di più. Alla prima sconfitta mi ritirerò e questo mi dà tanta motivazione. Non voglio perdere, non voglio ritirarmi. Non voglio assolutamente perdere. Voglio combattere per un titolo mondiale e voglio vincerlo ancora una volta. Voglio combattere contro i migliori. Questo match, il numero 60 della mia carriera, sarà un match in più da aggiungere al mio record professionistico. So che tutto ciò che sto facendo mi sta avvicinando al titolo mondiale. So che tutto questo lavoro che sto svolgendo è orientato a garantirmi una chance per il mondiale”.

Per quanto possa sembrare incredibile, visto il livello modesto dell’opposizione fronteggiata dopo essere tornato sulla scena, Martinez gode già di un’eccellente posizione in classifica nel ranking della WBA che lo pone addirittura al quarto posto della sua graduatoria, alle spalle dei soli Chris Eubank Jr, Jaime Munguia e Magomed Madiev. L’ambizione di tornare a giocarsi le sue carte ai massimi livelli mondiali non è quindi campata in aria, ma naturalmente l’argentino dovrà sconfiggere almeno un avversario di alto rango per poter dare credibilità a una sua eventuale sfida titolata.

Per quanto nella storia della boxe non siano mancati esempi di pugili capaci di vincere titoli prestigiosi in età avanzata, la maggior parte degli esperti è decisamente scettica sulle possibilità di Maravilla di fare altrettanto. Il suo pugilato infatti, essendosi sempre basato sulla reattività muscolare e sulla rapidità di esecuzione, non può che essere notevolmente penalizzato dal trascorrere degli anni ed infatti le recenti performance dell’ex campione hanno messo in evidenza un pugile ben diverso da quello che eravamo abituati a conoscere. Vedremo se dopo il non irresistibile McGowan, Martinez cercherà davvero di alzare l’asticella.

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