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Scardina ferma un deludente Doberstein, vincono Patera ed Esposito

Pronostici rispettati nella riunione organizzata all’Allianz Cloud di Milano dalla OPI Since 82 in collaborazione con la Matchroom Boxing. Nel main event della serata, Daniele “Toretto” Scardina (20-0-0, 16 KO) ha avuto vita facile nel far suo il titolo intercontinentale WBO dei pesi supermedi domando un deludente Juergen “Dobermann” Doberstein (26-5-1, 7 KO), ritiratosi dopo appena quattro riprese. Ancor più breve è stata la sfida tra l’italo-belga Francesco Patera (25-3-0, 9 KO) e il nostro Devis “Boom Boom” Boschiero (49-7-2, 22 KO), interrotta nel corso del terzo round a causa di una ferita sul volto del pugile veneto che dunque non è riuscito a far suo l’intercontinentale WBO dei pesi leggeri. L’altro match titolato della serata si è concluso invece con il successo di Nicholas “The Good Boy” Esposito (15-0-0, 5 KO) che ha difeso la cintura tricolore dei pesi welter dall’assalto dello sfidante Emanuele Cavallucci (12-5-1, 4 KO) imponendosi ai punti per decisione unanime.

Daniele Scardina vs Juergen Doberstein

Ci si aspettava una resistenza maggiore da parte del 32enne pugile tedesco, se non altro in virtù della sua esperienza e dei match dignitosi disputati al cospetto di valenti avversari in passato. Invece il test per “Toretto” si è rivelato poco probante. Dopo un primo round avaro di emozioni il ritmo è cresciuto nel secondo, caratterizzato da un bel gancio destro in uscita di Scardina, ma anche di un paio di combinazioni prolungate di Doberstein in chiusura di frazione. Già a partire dal terzo round tuttavia il “Dobermann” ha mostrato le prime crepe iniziando a respirare affannosamente con la bocca spalancata come se fosse nelle fasi finali di un match lungo e dispendioso. La sua stanchezza è apparsa ancora più evidente nella quarta ed ultima ripresa, quando Doberstein ha smesso di muoversi sulle gambe piantandosi a centro ring e dando vita alle ultime energie negli scambi caotici e per lui controproducenti che ne sono derivati. Tornato al suo angolo, il tedesco, pur non avendo incassato una gran quantità di colpi violenti, ha alzato bandiera bianca: una resa abbastanza sconcertante che in altri contesti avrebbe fatto inferocire organizzatori e pubblico. Per quanto riguarda Scardina, buoni segnali sono arrivati dalla sua solidità e dal suo vigore fisico, ma gli spunti che si possono trarre da questo match, vista la condizione atletica deficitaria del rivale, sono inevitabilmente pochi.

Francesco Pianeta vs Devis Boschiero

A balzare subito all’occhio, fin da quando i due pugili hanno fatto il loro ingresso sul ring, è stata la differenza sostanziale tra le rispettive corporature fisiche. Boschiero, che già nei superpiuma più di una volta ha pagato dazio sul piano della stazza contro i rivali di caratura internazionale, nei pesi leggeri è ancor più sottodimensionato e anche questa volta era dunque chiamato a sopperire al gap in altezza e in allungo col suo cuore sconfinato e con la sua boxe tambureggiante. Naturalmente ci ha provato e lo ha fatto col solito impeto, cercando di accorciare la distanza e di muovere le mani senza tregua quando riusciva a chiudere l’avversario alle corde. Patera tuttavia non è sembrato sorpreso o preoccupato dalle sortite del pugile veneto: si è difeso con ordine, ha iniziato fin dalle prime battute a mirare saggiamente al corpo e col passare dei minuti ha trovato anche il tempo giusto per piazzare colpi significativi dalla lunga distanza. Purtroppo l’incontro, che prometteva bene, è durato meno di tre round. Già al termine del secondo Boschiero è tornato all’angolo visibilmente sanguinante facendo presagire agli spettatori quanto è poi accaduto nella frazione seguente. Dopo un corto montante sinistro di Patera, Boom Boom si è girato verso l’arbitro con l’occhio destro chiuso e ricoperto di sangue; l’immediato controllo del medico ha determinato quindi lo stop e la vittoria di Patera.

Nicholas Esposito vs Emanuele Cavallucci

Sfida davvero intensa e divertente con i due pugili che non si sono risparmiati affrontandosi a viso aperto e mulinando le braccia per l’intera durata del combattimento. Cavallucci si è reso protagonista di una partenza sprint, sorprendendo il campione in carica nelle prime due riprese col suo stile poco ortodosso, i continui cambi di guardia e una personalità davvero straripante. Esposito tuttavia non ha mai perso il suo sangue freddo e dopo aver messo a segno un bellissimo destro al mento in apertura di terzo round è entrato prepotentemente nel match disputando una terza e una quarta frazione dominanti. La fase centrale dell’incontro è stata caratterizzata da un considerevole equilibrio, con i giudici chiamati a scegliere tra la soffocante aggressività di Cavallucci e la maggior precisione del lavoro di rimessa di Esposito. Se lo sfidante nell’ottavo round ha dato l’impressione di volersi scatenare per un finale memorabile, in realtà il suo è stato il canto del cigno: negli ultimi due round è stato infatti il campione in carica a mostrarsi più lucido e più fresco, facendo un uso pregevole del jab sinistro ed evitando con perizia gli attacchi sempre meno brillanti dell’agguerrito rivale. Grazie al finale superlativo Esposito potrebbe essersi aggiudicato il match di un’incollatura; troppo larghi tuttavia i margini decretati da due giudici rispetto al grande equilibrio visto sul ring.

Si segnalano nel sottoclou le vittorie di Vincenzo La Femina, Reshat Mati, Samuel Nmomah e Sandy Ryan.

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