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Ryan Garcia: “Contro Sparrow per far valere il sangue messicano”

Protagonista in quel di Carson nel fine settimana dell’anniversario dell’Indipendenza messicana, tanto cara al popolo nordamericano, anche il giovane prospect californiano dei pesi leggeri Ryan Garcia (18-0, 15 KO). A fronteggiarlo sul ring del Dignity Health Sports Park il 14 settembre ci sarà il modesto Avery Sparrow (10-1-0, 3 KO). I due rispettivamente quarto ed ottavo nella classifica americana dei Pro di categoria.

Il loro incontro supporterà il vero main event della serata, valevole per la quinta difesa del titolo WBO dei superwelter, tra il campione messicano Jaime Munguia (33-0, 26 KO) e il suo sfidante ghanese Patrick Allotey (40-3-0, 30 KO).

Eppure molti fan attendono di rivedere sul quadrato il “Flash” di Victorville. Con i suoi quasi 3,5 milioni di follower su Instagram, Garcia è diventato una fenomenale stella sui social media ancora prima che sul ring, tanto da generare per ogni suo incontro una spasmotica attesa nel cuore del pubblico.

C’è da dire che il ragazzo boxa dall’età di 7 anni e che il suo background dilettantistico è di tutto rispetto, con 215 vittorie all’attivo sui 230 incontri disputati e diverse medaglie al collo, dai mondiali alle olimpiadi nazionali giovanili. Il suo debutto nel professionismo poi a 18 anni, e da allora sino ad oggi che ne ha 21, nel suo record ancora nessuna sconfitta e la fervida ambizione di diventare un campione.

“È a un anno o due da artisti del calibro di Vasyl Lomachenko o Luke Campbell”, azzarda qualche giornalista. Ma per arrivare a farlo Ryan sa benissimo che ha molto di più ancora da dimostrare. Ragion per cui da diversi mesi a levigare la sua tecnica ci sta pensando il famoso allenatore messicano Eddy Reynoso, lo stesso di Saul “Canelo” Alvarez, che nel frattempo si dedica anch’egli ad assistere e consigliare il giovane pugile.

Nei suoi ultimi due match, in cui si è intravista già una leggera crescita rispetto la passato, Garcia all’angolo aveva il supporto del nuovo coach, ragion per cui ci sia spetta questa volta di vederne ancora. Ma quello che ci sia aspetta anche è un’asticella più elevata nel prossimo futuro. Perchè ciò accada tutto è nelle mani di Oscar De La Hoya e della sua Golden Boy Promotions con cui ha un contratto pluriennale.

Il giovane 21enne intanto penserà a far valere il sangue messicano questo fine settimana: “Molti dicono che non sono messicano perché non parlo spagnolo, ma tutta la mia famiglia è messicana. Non so di cosa stiano parlando, il sangue messicano è in me! Onorerò questa data!”.

 

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