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Ruiz-Joshua 2: è giunta l’ora della rivincita. Vediamo cosa dicono i pronostici.

E infine giunse la rivincita.

Dopo un’attesa spasmodica, carica di tensione oltre che di un contorno fatto di dicerie e poca sostanza, l’atteso rematch è ormai alle porte. Tra poche ore Andy Ruiz Jr. ed Anthony Joshua si sfideranno in quello che si preannuncia come uno dei match più importanti dell’anno. Un incontro che potrebbe sancire la definitiva consacrazione di Andy o la rinascita di AJ, dopo la clamorosa debacle del giugno scorso.

In tanti hanno voluto dire la loro. Abbiamo assistito negli ultimi mesi ad un continuo vociare in merito alle cause della sconfitta di Joshua – ipertrofismo muscolare, scarsa tenuta ai colpi, poca solidità mentale – e alle ragioni della vittoria di Andy – velocità di braccia, gran mascella, forza mentale ma anche colpo fortunato alla tempia –.

Ora, a poche ore dall’incontro, si sprecano i pronostici, di vecchie glorie, di pugili in attività e di giornalisti di qualsivoglia testata vi venga in mente. Tutti si sono espressi e quello che ne è emerso è la grande incertezza su quanto potrebbe accadere sul ring di Diriyah, Arabia Saudita.

Giornalisti ed esperti interpellati da The Ring Magazine si dividono quasi equamente nei confronti dei due, con un minimo vantaggio per Joshua (12-10). Ad una attenta analisi, però, si notano particolari che possono risultare ben più indicativi di un semplice pronostico. Su 22 esperti di settore, quelli che hanno pronosticato la vittoria di AJ si sono equamente divisi tra KO e vittoria ai punti. Quelli che invece hanno pronosticato una vittoria di Ruiz, si aspettano esclusivamente una vittoria per KO. Cosa se ne deduce? Semplice, Ruiz ha meno frecce al suo arco, ma appare più solido e votato ad uno stile meno conservativo. Del resto, complici le misure, è facile immagine Andy al centro del ring in attesa di trovare il varco ed entrare coi suoi fendenti. Viceversa, Joshua potrebbe sia gestire il match dalla lunga che trovare il colpo da KO. Ma appare, ragionevolmente, meno saldo mentalmente e con una mascella non a prova di bomba.

 

Dan Rafael di ESPN vede invece una chiara vittoria per KO di Joshua. Secondo il popolare giornalista, Joshua non commetterà l’errore di sottovalutare Ruiz o per lo meno sarà più accorto e più cosciente delle qualità del rivale.

Interessanti sono anche le opinioni di pugili in attività e non. Del resto, chi meglio di loro può conoscere le sensazioni, i retro pensieri, le paure ma anche l’adrenalina e la carica che possono albergare nella testa dei due contendenti?

Keith Thurman sceglie Joshua. Secondo l’ex campione dei pesi welter Joshua nel primo match ha semplicemente sottovalutato l’impegno, salendo sul ring senza la giusta dose di concentrazione e senza un adeguato allenamento [dovuto anche al cambio di avversario, ndr.].

Di diverso avviso è Deontay Wilder, che crede nella conferma di Ruiz, sottolineando come quella di Andy nel primo confronto non sia stata una vittoria dettata da un colpo fortunoso, bensì il risultato di più e più fattori che avrebbero condotto il messicano al trionfo: la calma, lo sguardo sempre attento e concentrato nonostante il primo knock down, la ricerca del varco giusto.

Anche Tyson Fury vede Ruiz vincente: “Vedo un match molto simile al primo. Tutto hanno uno spauracchio nella loro carriera…Credo [Ruiz, ndr.] potrebbe esserlo per lui [Joshua, ndr.].”

Dillian Whyte invece la mette sul campanilismo: “Il mio tifo è per Joshua. È britannico, è il mio concorrente ed è il mio rivale, lo sosterrò. Spero vinca e voglio che vinca.”

Lennox Lewis si è espresso in favore di Andy Ruiz, rimarcando come il fattore psicologico potrebbe nuovamente determinare l’esito dell’incontro: “Se non sistemano ciò che non va [mentalmente, ndr.] in Joshua, Ruiz vincerà a mani basse.” Viceversa, George Foreman crede in una nuova consapevolezza del campione inglese, trovando un parallelo nella celebre sconfitta contro Ali: “Tornerà e sarà anche migliore ora, perché ha realizzato che può perdere… A volte puoi credere a tutta l’esaltazione e pensi semplicemente di non poter perdere. Sono stato in quella posizione.”

Come è facilmente riscontrabile, non c’è un pugile a prevalere nettamente sull’altro nei pronostici. L’incertezza regna sovrana e nelle stesse parole di molti pugili è il se a farla da padrone: se Andy farà questo, se Joshua non farà quello.

Regis Pograis è stato molto cauto nella previsione, mostrando grande indecisione: “Vado con Joshua, ma Andy ha ancora fame, e potrebbe avere lo stile giusto per dare problemi a Joshua… Se dovessi scommettere, scommetterei su Ruiz.”

Anche Joseph Parker si è espresso con grande incertezza, a differenza del suo trainer, Kevin Barry, che dopo aver previsto la vittoria di Andy nel primo match oggi sceglie Joshua: “Credo Joshua combatterà un incontro totalmente diverso. Quando aveva Ruiz giù, tutto ciò che doveva fare era prendersi il suo tempo ma si è fatto avanti di corsa mettendo i pugni sbagliati [inteso come scambiando dalla corta, ndr.] mettendosi nella situazione di farsi male.”

Infine due ex pugili, Paulie Malignaggi e Timothy Bradley Jr., oggi commentatori tra i più quotati in ambito pugilistico, si sono espressi in favore di Joshua: Bradley con poca convinzione, Malignaggi con maggior sicurezza, data da una miglior preparazione e consapevolezza in AJ di ciò che lo attende rispetto al primo incontro.

Tra poche ore sapremo chi avrà avuto ragione!

 

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4 commenti

  • Renzo Di Napoli

    Anthony joshua batterà Andy Ruiz senza problemi nel 2020 la bella. Il primo match era truccato infatti a Ruiz campione del mondo danno 13 milioni di dollari allo sfidante 85 milioni di dollari vi sembra normale che lo sfidante già perdente venga pagato 6-7 volte più del campione in carica? I dollari in palio ci dicono che i vero campione è Joshua.

    • Mario Salomone

      Ciao Renzo. Essere campioni o sfidanti ha sempre avuto un peso piuttosto relativo sull’ammontare delle borse. Lo squilibrio economico tra i compensi dei due pugili che si sono affrontati sabato in Arabia Saudita è dovuto esclusivamente alla colossale differenza in termini di mercato che sussiste tra Joshua e Ruiz. L’inglese, grazie a brillanti strategie di marketing oltre che alle sue performance sul ring, è diventato un autentico impero economico ambulante: non soltanto riempie stadi colossali a prescindere dal rivale che gli venga posto di fronte, ma tra chi lo ama e chi lo odia ha raggiunto un livello di popolarità stupefacente suscitando interesse in ogni angolo del globo. Se può interessanti un parallelismo simile, sappi che quando Floyd Mayweather Jr affrontò Miguel Cotto per il titolo mondiale WBA dei pesi superwelter nel 2012, Floyd, che era lo sfidante, ebbe una borsa garantita di 32 milioni di dollari mentre Cotto, che era il campione, “soltanto” 8 milioni. Non occorre quindi andare alla ricerca di ipotesi di complotto per spiegarsi un fenomeno che nella boxe, piaccia o non piaccia, è sempre esistito.

  • Francesco Siracusa

    Difatti sono anni che la box non dice più nulla a nessuno…. Per intenderci da quando lennox ha appeso i guantoni al chiodo…

    • Mario Salomone

      Ciao Francesco. Se la boxe non dicesse “nulla a nessuno” difficilmente gli arabi avrebbero sborsato fior fior di milioni e costruito appositamente una struttura imponente nel giro di poche settimane per assicurarsi un evento che a prescindere dalle valutazioni tecniche è stato seguito da un numero di spettatori enorme. In verità la boxe a livello mondiale se la passa piuttosto bene: nel Regno Unito, per restare in ambito europeo, gli eventi vengono regolarmente presi d’assalto dagli spettatori, mentre negli Stati Uniti i diritti televisivi e le borse degli atleti di vertice continuano a impennarsi sforando continuamente i record precedenti. L’interesse può essersi affievolito in Italia negli ultimi decenni, anche a causa della carenza di atleti di vertice capaci di trainare il movimento, ma anche da noi con l’avvento di DAZN e gli eventi che Eddie Hearn con la sua Matchroom sta mettendo in piedi nel nostro paese, un’interessante prospettiva di crescita sembra intravedersi all’orizzonte.

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