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Andy Ruiz Jr riscrive la storia. AJ vede le stelle e va KO al settimo round.

Andy Ruiz Jr entra nella storia del pugilato mondiale, è il nuovo campione dei pesi massimi IBF, WBA, WBO, IBO. E’ il primo campione del Mondo Messicano della storia, e lo è diventato battendo l’uomo del momento Anthony Joshua.

Sembra infinito Madison Square Garden di New York questa notte, i ventunomila e poco più americani, messicani e inglesi sono tutti felici e urlano a squarciagola, bicchiere di birra alla mano, stanno assistendo ad una notte magica. Cantano Seven Nation Army. Ormai è un must che accompagna Joshua sul ring. E’ la prima notte di Anthony Joshua sul ring più famoso al Mondo.

La voce che scandisce “Let’s get ready to rumble” è quella inconfondibile di Michael Buffer. Ci pensa lui a tenere vivi gli animi ed alti i calici. Comunque vada questa è una notte che difficilmente sarà dimenticata nella storia del pugilato. Primo a salire sul ring è il Californiano di Imperial dal sangue messicano Andy Ruiz, in pantaloncino bianco e oro, porta con se 121,5 Kg per 188 cm, trentadue vittorie ed una sola sconfitta, quella alla prima occasione mondiale contro Joseph Parker per Majority Decision. Ben undici centimetri più alto, un allungo di circa venti a suo favore, un fisico statuario, al peso 112 Kg, con ventuno vittorie prima del limite su ventidue incontri, tutti vinti, sale sul ring l’uomo del momento, la gallina dalle uova d’Oro, Anthony Joshua.

Dura poco più di tre minuti la fase di studio. AJ prende iniziativa col jab per saggiare il territorio. Il distruttore messicano lo attende dal centro del ring e mette in mostra le doti di abilità e velocità. Qualche lampo, e poco più, è già suonata la prima campana. E’ di nuovo al centro del ring il ragazzo dalla faccia simpatica Ruiz Jr, la strategia può essere una sola, attendere che Joshua accorci le distanze e accendere la battaglia. Joshua è attento, lavora col jab, gli gira intorno guardingo e aspetta l’occasione giusta. Ha tutti i vantaggi, e cerca di sfruttarli al meglio. Un diretto destro in pieno volto fa pendere l’ago dalla parte dell’inglese, ma nelle fiammate Ruiz risponde con grande rapidità.

Il terzo round, bisognerebbe vederselo e rivederselo all’infinito. C’è tutta l’essenza del pugilato dei pesi massimi, tutta la bellezza e il fascino della categoria Regina. Joshua decide di accelerare, sente che è il momento giusto. Parte ancora col jab, dall’angolo verso il centro, uno due colpi, Ruiz jr si difende alla meglio e avanza prendendosi tutto. Andy stende il jab per tenere la distanza, ma venti centimetri sono tanti, e il gancio lungo di Joshua è una pietra. Ruiz Jr crolla al tappeto. E’ in ginocchio, per un attimo guarda la trama del pavimento setoso, poi alza lo sguardo e guarda l’arbitro. Il signor Michael Griffin conta fino a otto, si può continuare. La terza ripresa è appena iniziata, due minuti sono tanti da reggere, e Joshua ormai è un treno. Si torna a centro ring. Ruiz, il distruttore, inaspettatamente parte per primo. Chiude gli occhi e sgancia un sinistro largo. Il tempo di alzare i guantoni che ne arriva un altro dall’altra parte, poi ancora un gancio al mento di Joshua, e ancora un gancio destro nelle tempie. AJ è al tappeto, ma sorride. L’arbitro conta. Ruiz Jr sente le fiamme dentro, sta succedendo l’incredibile. Fuoco alle armi. Andy è di nuovo alla carica. Joshua ha le gambe rigide, ma adesso un minuto e mezzo può diventare infinitamente lungo. Ruiz Jr lo accompagna all’angolo a suon di colpi. Joshua prova a legare, ma il messicano è una furia. Un diretto destro lo manda di nuovo al tappeto al suono del gong. Una sola ripresa, tre atterramenti, due KD per Joshua. Chiedi ad un pugile quanto è lungo un minuto?

Andy Ruiz Jr ristabilisce la parità in un solo round. Joshua torna barcollante all’angolo. Ce ne vorrebbero almeno sei minuti per recuperare. Il quarto round è ancora nel segno di Ruiz. L’inglese è lento nel portare i colpi. Porta jab per tenere il distruttore a distanza, ma Andy è velocissimo e va sempre a segno con molta precisione. Il bersaglio preferito del pugile di Imperial è il volto dell’inglese. Ha trovato il tendine d’Achille di Joshua. La mascella di Joshua non regge ai colpi pesanti e rapidi del messicano, le gambe sono ancora molli, e le braccia ancora irrigidite dai due atterramenti. Porta a casa il quarto round con molta semplicità e freschezza Ruiz Jr.

Deve accadere qualcosa, affinché la notte di Joshua in USA non  si trasformi in una notte da incubo per l’inglese. Anthony torna all’attacco, si scrolla delle insicurezze e manda qualche segnale di ripresa. Nelle sue braccia sono stipate le doti del campione, nei suoi guanti c’è la forza che ha steso Klitschko, Povetkin, Parker e Takam. Solo per citarne alcuni. Il leone nigeriano si è risvegliato e porta a casa il quinto round. Ma Andy Ruiz Jr è quello che non ti aspetti. Il sesto round, vede ancora il messicano prendere di nuovo il comando. Dal centro ring fa fare a Joshua quello che vuole. Va sempre a bersaglio. Joshua accorcia la distanza per legare in clinch, ma Ruiz colpisce forte sotto e pizzica il volto in uscita. Joshua sprofonda di nuovo nelle difficoltà iniziali. Non riesce a prendere il comando e subisce ogni colpo del messicano. Anthony torna sorridente all’angolo, ma è un sorriso preoccupante.

Si ritorna al centro del ring. E’ il giro di boa. Adesso tutto diventa possibile. La classe e l’eleganza dell’inglese, la potenza dei colpi, la stanchezza, tre atterramenti, sei riprese da urlo, la velocità sorprendente del ragazzo di Imperial. Andy Ruiz Jr ha il fuoco dentro, nessuno vede il suo sogno quanto lui. Nessuno poteva immaginare che a questo punto del match fosse in vantaggio sulla stella della boxe mondiale. Nessuno poteva immaginare che il Destroyer made in California avrebbe fatto vedere le stelle ad Anthony Joshua in USA. Pochi si aspettavano che nel settimo round si stesse ancora combattendo. Andy Ruiz jr ci ha sempre creduto. Solo lui. Ed è solo lui a poter credere di poter far capitolare Anthony Joshua in questo momento. Parte alla conquista del Mondo, scaglia colpi dal basso verso l’alto, centra sempre il volto. Joshua è in difficoltà, ancora una volta. Col Jab frena l’attacco, ma Ruiz è una furia. Gancio sinistro, diretto destro. Joshua è per la terza volta al tappeto. Ruiz corre all’angolo neutro. Il signor Griffin conta di nuovo. Mani alte a coprire il volto. Un accenno di sorriso e si torna a combattere. Andy Destroyer Ruiz Jr è irrefrenabile. Riparte ancora dal basso verso l’alto. Sono saette ad arrivare al volto di Joshua. Ogni colpo è un incubo per l’inglese, che non riesce nemmeno più ad alzare la guardia. Crolla ancora una volta. Sputa il paradenti, è stremato. Entrambe le mani sul tappeto. Si rialza, arretra verso l’angolo. L’arbitro lo invita a mostrargli i guantoni. Anthony acconsente con la testa ma non con le mani che restano sulle corde. E’ finita. E’ TKO al settimo round. Crolla la montagna più alta del Mondo.

Nessuno poteva immaginare che questo sarebbe stato l’epilogo di un incontro che non doveva mai accendersi. Non doveva nemmeno disputarsi. Andy Ruiz Jr, con solo trenta giorni per preparare il match, ha riscritto la storia dei pesi massimi. Non accadeva dal 11 Febbraio del 1990, quando James “Buster” Douglas mise KO Mike Tyson.

C’è il sole fuori, è il 2 Giugno 2019. Aprite gli occhi, adesso inizia il sogno di Andy DESTROYER Ruiz Jr.

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3 commenti

  • anton

    Joshua e’ probabilmente il classico gigante di argilla, fortissimo fisiccamente, ottima tecnica pugilistica, grande potenza, ma mascella e mento sono fragili, e a queste condizioni non puo’ affrontare una forza devastante come Wilder. Onestamente non mi aspettavo che perdesse ieri notte, ma questa e’ la boxe, sul ring puo’ succedere di tutto e qualsiasi risultato puo’ venire fuori.

  • Paolo

    Quello che era evidente nelle riprese ravvicinate era l’espressione di paura e sofferenza di Joshua , dalla terza ripresa in poi …una espressione di sconcerto e di paura , quasi di disperazione …..al contrario dell’espressione di Ruiz Jr che pur essendo stato atterrato aveva espressione sempre determinata e attenta, non una piega di paura ….
    Allora quello che ha fatto la differenza è stato soprattutto la gestione emotiva , la testa…ed in questa occasione Joshua ha mostrato i suoi limiti…perdita di efficacia nei colpi predita del filo tattico per effetto soprattutto della sua paura…aveva le possibilità di interpretare meglio il match , ma è stato fregato dalla paura…..complimenti comunque a Ruiz per la velocità, il valore ed il coraggio, è stato un grande merito suo sfruttare così i punti deboli di Joshua.

  • giacomo

    una bella.tranvata per Joshua che addirittura a fine match si è intromesso nell’intervista a Ruiz e lo ha interrotto. per me.Joshua è come mayweatjer (solo soldi passione per lo sport per la sfida per imcomtrare i piu forti è secondario) che ha aspettato anni per incontrare paquiao e senza rivincita. e non scordiamo che a Londra con i giudici ha rubato l’oro di cammarelle

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