fbpx

Ruiz e Atlas si incontreranno a New York per discutere dei piani

Dopo aver rivelato lo scorso mese di aver lasciato il suo vecchio allenatore Manny Robles, l’ex campione del mondo Andy Ruiz aveva anche espresso il desiderio di lavorare con il noto trainer americano e veterano del ring, Teddy Atlas.

E a quanto pare, molto presto i due discuteranno della cosa. Il Detroyer di origini messicane volerà a New York nelle prossime settimane per incontrare Atlas, che nel frattempo attende conferma di questo da parte del team di Ruiz, per finalizzare i piani.

“Il primo passo per prendere davvero in considerazione la cosa di far qualcosa insieme è per noi innanzitutto incontrarci. Ciò significa che deve venire a New York. Questo è quanto. Non dico di sì solo per dire di sì. Deve esserci un processo, o almeno per me ci deve essere. Non è un problema, ma penso che sia questo il modo giusto di farlo, per me e per loro. Bisogna sentire quali sono le mie aspettative e capire le loro per poi decidere se ho voglia di farlo. E poi dovrei assicurarmi che non interferisca con la mia prima priorità, che è il mio unico combattente, Alex Gvozdyk”, ha dichiarato a boxingscene.

Il noto allenatore utilizza da sempre un certo iter quando incontra gli atleti per la prima volta per capire se ha senso per loro unirsi in questa “relazione”: trascorre un paio di giorni con loro, per vedere se c’è un’intesa, sia in palestra che fuori e per capire se l’associazione funzionerà. Atlas però è già incuriosito dall’idea di aiutare Ruiz ed è desideroso di capire se potrebbe riuscire a tirar fuori il meglio da lui. Difatti ha esaminato il suo percorso e scritto diverse pagine di appunti che intende discutere con il pugile quando si incontreranno:

“Penso che abbia mostrato un cuore straordinario. Ha dimostrato di potersi comportare come un campione. Ha assaggiato il tappeto e si è rialzato, e come un vero combattente ha picchiato e ha vinto. Ha una discreta velocità della mano.

Ovviamente, essendo nel giro da un po’ ha maturato esperienza e ovviamente c’è un motivo se nel rematch (con Joshua) gli è mancato qualcosa. C’è un motivo se forse gli è mancato qualcosa anche contro Parker. Ci sono cose buone e ci sono cose che penso siano ancora incomplete. Penso che ci sia ancora da lavorare.

I suoi pugni potrebbero essere più corti e più concisi e il suo stile o il suo approccio potrebbero essere più saldi. Quindi gli insegnerei come essere aggressivo in modo più consistente, efficiente ed efficace”.

 

 

Condividi su:
  • 69
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X