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Robles: “Ruiz è un ragazzo del ghetto: ho fatto di tutto da parte mia”

Manny Robles è ancora amareggiato per la separazione da Andy Ruiz.

Dopo la sonora sconfitta rimediata sul ring della Diriyah Arena in Arabia Saudita, nella rivincita contro Anthony Joshua, il “destroyer” d’origini messicane ha tagliato i rapporti con il suo vecchio allenatore, nonostante questo sia stato lo stesso cornerman che lo ha portato al clamoroso trionfo di sei mesi prima al Madison Square Garden di New York.

“Tanto per iniziare, non ho mai ricevuto una telefonata da Andy Ruiz. Non mi ha mai parlato personalmente. È stato suo padre ad avvicinarsi a me, è venuto in palestra per parlarmi della separazione. Non ho più sentito Andy dalla sfida in Arabia Saudita”, ha dichiarato Robles a IFL TV.

Ruiz si è presentato alla rivincita palesemente fuori forma sia fisicamente che tatticamente: una brutta presentazione da parte dell’ex campione figlia di scarsa attenzione e preparazione da parte sua dovuta a troppo svago dopo la prima vittoria. Cosa che oltre ad essere stata compresa da tutti, ha palesemente tirato fuori egli stesso dopo la sconfitta per il mea culpa.

“Ovviamente ero rimasto deluso, ma non hai mai perso la fede. Io come individuo, come persona e come allenatore, provo sempre a resistere più che posso e a non perdere la fiducia nel mio combattente e ho sperato fino all’ultimo che si svegliasse e realizzasse l’importanza della sua sfida e la responsabilità che aveva non solo per se stesso ma per tutti i fan della boxe.

Bisogna comprendere che è un ragazzo del ghetto. È un bambino che non ha mai avuto nulla nella sua vita: all’improvviso ti svegli e sei il campione del mondo e hai milioni di dollari in banca. Ti stai preparando per guadagnarne altri. È sconvolgente. La situazione è diventata troppo enorme per lui.

Ha stretto amicizia con molti nuove persone che non c’erano prima quando non aveva nulla. È stato cambiato anche dalle persone dopo aver battuto Joshua. Penso che soldi e fama lo abbiano cambiato. Sfortunatamente, è cambiato in peggio.

È difficile svegliarsi la mattina con lenzuola di seta e doversi alzare e andare a correre e a lavorare. Ma ti svegli in quel modo sapendo di avere tutti quei soldi in banca e quant’altro. Come ho detto, era tutto molto più grande di lui, e ho cercato di convincerlo e farglielo capire.

Gli dicevo: ‘Hai una grande responsabilità. Se è il denaro a spingerti, allora esci e guadagna di più. Andiamo a battere di nuovo quel ragazzo [Anthony Joshua]!’ Ho fatto di tutto da parte mia, ma purtroppo non è stato abbastanza”.

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