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Robles: “Arabia Saudita? Noi vogliamo garanzie! Laggiù non c’è sicurezza”

Qualche giorno fa Anthony Joshua ha dichiarato che lo scorso giugno ha perso l’incontro a causa di un colpo fortuito dello statunitense. Così l’allenatore di Andy Ruiz, Manny Robles ha deriso la super star inglese per la sua teoria e inoltre smentito le voci dell’accordo della rivincita tra i due che sembrava essere ormai ufficializzata. Infatti lo staff del neo campione dei pesi massimi ha palesatop piuttosto i dubbi sulla location e su molto altro.

“Ha detto che è stato un “pugno fortunato” a mandarlo al tappeto. Ma ben quattro volte? Non capisco questo suo atteggiamento. Può sollevare tutti i pesi che vuole ma se non ha la mascella per reggere i colpi, sono inutili. Parla di fortuna, ma anche lui ha trovato il colpo fortunato mandando al tappeto Andy, ma lui si è rialzato e ha vinto. Joshua non si è alzato. Questo sarà lo stesso esito anche in questa seconda sfida. Come ti riprendi da quattro knockdown? Sarebbe potuta andare peggio. Lo abbiamo battuto in maniera chiara non c’entra la fortuna”, ha dichiarato Robles.

“Ci sono domande a cui non è ancora stata data risposta. Ad esempio, non esiste una Commissione Pugilistica in Arabia Saudita. Chi sarà responsabile se la sfida si svolge laggiù? Chi sarà responsabile del test anti-doping? Non c’è VADA in Arabia Saudita. Non abbiamo ancora risposta a questi quesiti. Inoltre, non sappiamo neanche chi sarà addetto alla nostra sicurezza. Perché combattere in quel posto? Solo per soldi? ci sono abbastanza soldi negli USA e in Gran Bretagna!

Sperando di chiarire questo problema in tempi brevi, noi iniziamo il nostro training camp lunedì, così avremo 16 settimane per prepararci. Sono quattro mesi. Credo che Andy quella sera sarà più in forma rispetto al primo incontro. Sarà più magro, più veloce, più forte sia fisicamente sia mentalmente in forma migliore”, ha proseguito.

L’intervista del tecnico statunitense, si è conclusa con il caso di Dillian Whyte, trovato positivo al primo test antidoping svolto pochi giorni prima del match dell’inglese con Oscar Rivas: “Whyte dovrebbe vergognarsi di quello che ha fatto. Eddie Hearn è il suo promoter e guardate cosa ha fatto. E dopo un episodio del genere volete che andiamo in Arabia Saudita? Dove non ci sono i controlli anti-doping? Lui sapeva che Whyte era positivo prima del match e ha taciuto la cosa, figuratevi cosa succederebbe senza neanche i controlli. Io pretendo delle garanzie”.

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1 commento

  • Nino Frosini

    Ruiz è un signor pugile chissà se Joshua lo è ancora. Sul doping, aldilà del più che legittimo mettere le mani avanti , bisogna pur considerare che ci saranno su quel match gli occhi del mondo … In ogni caso sulla vicenda D.White ha completamente ragione .

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