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Amatruda offre un milione di dollari per il ritorno di Tyson: il primo evento in Australia?

Da quando l’ex campione del mondo dei pesi massimi, “Iron” Mike Tyson, circa una decina di giorni fa, ha annunciato di voler tornare sul ring, il mondo è letteralmente impazzito all’idea. Seppur 53enne e puramente intenzionato a mettere in scena solo qualche esibizione per beneficenza, gli appassionati, gli adetti ai lavori e tutti i nostalgici della boxe d’altri tempi, e della sua in particolare, sono andati letteralmente su di giri.

A rincarare la dose poi, ci ha pensato il recente video pubblicato dal vecchio numero uno della classe regina sulle sue pagine social: una clip che lo ritrae mentre inizia a scaldare i motori. Una breve ma intensa sessione di colpi sui pad che mostra quanto alcuni aspetti dello stile di Mike non siano stati ancora cancellati dal tempo e dall’età.

Ed è stato proprio dopo aver visto quel video, che il primo promoter si è fatto avanti per cercare di organizzare, non appena la pandemia da coronavirus lo permetterà, l’esibizione che darebbe il via alle danze. L’offerta arriverebbe dall’organizzatore autraliano Brian Amatruda che metterebbe sul piatto un milione di dollari e già tre papabili nomi, certo che Tyson sarebbe in grado di riempire le più grandi arene della capitale dello stato di Victoria.

Lo terrei alla Melbourne Arena, dove potremmo avere oltre 10.000 persone o anche al Princes Park, dove Jeff Fenech contro Azumah Nelson arrivò a raggiungere le 30.000″, sono state le sue parole a Daily Mail. “Potrà anche avere 53 anni, ma è ancora un nome enorme e uno di quei tizi come [Barry] Hall, [Paul] Gallen o Sonny Bill [Williams] coglierebbe al volo l’occasione di salire sul ring con lui. L’incontro lo farei diventare parte di una card con un titolo mondiale in palio per Tayla [Harris]. Sarebbe enorme. Non solo una sfida, sarebbe un evento vero e proprio.

La prima cosa che ho fatto è stato contattare l’agente Max Markson e chiedergli di offrire a Tyson $ 1 milione. Max lo portò in Australia nel 2012. É in buoni rapporti ancora con lui e sua moglie, ma la cosa principale è che riuscì a procuragli un visto per entrare nel Paese allora ed è questa la chiave adesso. Certo dovremmo aspettare fino a quando i blocchi dovuti al coronavirus non saranno terminati, quindi l’incontro probabilmente non accadrebbe prima dell’inizio del prossimo anno, ma basterebbe ottenere quel visto. Glielo hanno dato in passato e andava bene. Adesso è un tranquillo padre di famiglia. Non ha causato problemi allora, quindi perché non dovrebbero lasciarlo rientrare oggi?”.

Ovviamente adesso l’ultima parola spetterebbe al diretto interessato.

Mike Tyson rimette i guantoni: “Voglio organizzare 3 o 4 esibizioni per beneficenza”

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