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Rigondeaux batte Solis: torna a vincere un mondiale!

Poche ore or sono, sul ring del PPL Center, Allentown, Pennsylvania, nel sottoclou del match tra Gary Russell Jr. e Tugstsogt Nyambayar, il cubano Guillermo Rigondeaux (20-1-0, 13 KO) e il venezuelano Liborio Solis (30-6-1, 14 KO) si sono contesi la cintura di campione del mondo regular WBA dei pesi gallo.

Come ampiamente previsto, a spuntarla è stato Rigondeaux in virtù di una maggior classe e di una tecnica che ancor oggi lo pone tra i migliori esponenti della scuola cubana.

Un match con pochi ma significativi sussulti.

Un primo round sorprendente sembra preludere ad una dura battaglia tra le sedici corde. Così come avvenuto nel match con Ceja, Rigondeaux accetta lo scontro dalla corta. Ma la veemenza e l’impeto con cui Solis ingaggia battaglia nella prima ripresa fanno desistere il cubano dall’intento. Rigo, colpito più e più volte, appare fin troppo passivo – eccezion fatta per due ottimi diretti sinistri – e sul finire della ripresa viene colto da un gancio destro che lo lascia malfermo sulle gambe.

Suonata la campanella, il cubano saluta letteralmente Solis porgendo in modo un po’ grottesco il guantone, suscitando l’ilarità dei commentatori, Ranallo e Malignaggi. In realtà Solis, dopo aver ricambiato il saluto, non “vedrà” più Rigo per il resto del match.

Dal secondo round comincia infatti un altro incontro, e Rigondeaux torna a fare il Rigondeaux. Difficile stabilire cosa sia passato nella testa cubano rispetto al match con Ceja. Sta di fatto che una volta suonata la seconda campanella, El Chacal torna nei panni che meglio conosce e congela il match a modo suo, controllando la distanza col jab e col sinistro di rimessa.

Il mancino di Santiago impone il suo controllo della distanza, tanto da impedire a Solis qualunque sortita di una certa efficacia. I counter col diretto sinistro sono sempre pregevoli e mostrano per l’ennesima volta la proverbiale scelta di tempo del cubano.

Già dopo la fine del secondo round Solis, pungolato dai primi mugugni del pubblico, invita in modo spazientito Rigo a combattere.

Inutile precisare che Rigo sta combattendo: questo è lo stile vero e proprio del cubano, ciò che lo ha reso un fighter fenomenale o, a seconda dei punti di vista, un pugile noioso da vedere. Ovviamente Rigo non se ne cura e il match scivola nel solito monologo, con Solis incapace di trovare la misura e di entrare con costrutto nella corta distanza, e Rigo a punirlo ogni qualvolta “entra” nel suo spazio vitale, quello dove è al sicuro, inscalfibile e immutabile nel tempo.

Lamentele di Solis a parte, viene da sorridere al pensiero che nessuno riesca a varcare quel limite sottile tracciato dal diretto sinistro di Rigondeaux: chiara prova del fatto che il talento di Santiago de Cuba è e rimane dotato di un pugno davvero notevole, capace com’è di stoppare e intimorire qualunque avversario, tanto da congelare il match. Una volta assaggiato il sinistro di Rigo, è palese come gli avversari ci pensino ben più di una volta prima di tentare una qualche sortita che li esporrebbe nuovamente a quel colpo.

Le lamentele del venezuelano assumono quindi i tratti, un po’ infantili, del capriccio di un bambino, incapace di ottenere quello che vuole. In effetti Solis ci prova ad entrare a corta distanza, da cui è decisamente più a suo agio, per colpire, ma la differenza di classe tra i due è limpida: Rigo si muove nella sua comfort zone con l’abilità di un veterano del ring, quale è. Onestà vuole che lo si dica: il match scivola pian piano nella noia più totale, con Solis incapace di trovare una chiave di volta per assaltare il fortino cubano, e Rigo che non ci pensa nemmeno per un istante ad accorciare la distanza o a prendere l’iniziativa.

Lo sciacallo risulta semplicemente imprendibile per Solis, che col passare delle riprese si mostra sempre più spazientito, così Rigo ne approfitta per pungolarlo, abbassando le braccia e invitandolo a provare a centrarlo.

Al settimo round Solis commette l’errore di entrare in quel famoso spazio vitale di cui sopra: accorcia quanto basta per essere colto da uno splendido montante sinistro di Rigo, che lo lascia malfermo sulle gambe. I due successivi ganci sinistri colgono inerme il venezuelano, che rimane in piedi solo grazie alle corde. Un altro diretto sinistro di Rigo e l’arbitro si frappone tra i due, cominciando a contare. Il cubano prova a chiudere l’incontro col suo sinistro ma Solis riesce in qualche modo a rimanere in piedi, legando. Incredibilmente Solis si riprende e ricomincia nuovamente la caccia, seppur frenato da quanto sperimentato. Il resto del match scivola via con la solita pregevole esibizione di un footwork eccellente da parte di Rigo.

Ai cartellini è Rigondeaux a trionfare, ma con una sorprendente split decision, per gentile concessione di Don Ackerman che vede Solis vincente, non si sa come, per 115-112. Gli altri due cartellini, 115-112 e 116-111, decretano la vittoria del cubano che diviene così campione regular WBA dei pesi gallo.

 

 

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