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Il ritorno dello sciacallo: Rigo vs Solis per il titolo WBA

A trentanove anni Guillermo Rigondeaux prova nuovamente a fare la storia.

Sabato notte, sul ring del PPL Center di Allentown, Pennsylvania, nel sottoclou del match tra Gary Russell Jr. e Tugstsogt Nyambayar, il cubano tenterà l’assalto alla cintura regular WBA dei pesi gallo, rimasta vacante dopo la finale delle WBSS tra Nonito Donaire e il monster giapponese Naoya Inoue.

Troverà sulla sua strada il pugile venezuelano Liborio Solis, che viene da una striscia positiva di cinque match, tale da valergli la chance titolata.

Il match avrebbe dovuto disputarsi il 21 dicembre nell’undercard della rivincita tra Tony Harrison e Jermell Charlo, ma problemi di visto per il venezuelano hanno di fatto posticipato il match a questo sabato.

Rigo, reduce dalle vittorie contro Giovanni Delgado e Julio Ceja – quest’ultimo un aspro match stranamente combattuto dalla corta distanza dal cubano e risolto grazie ad un meraviglioso overhand mancino – combatterà per la prima volta in carriera nella divisione dei pesi gallo. Avrà la possibilità di conquistare l’ennesima cintura, e di divenire un tre volte campione del mondo in due divisioni.

Il nativo di Santiago de Cuba, con quasi quaranta primavere alle spalle, si trova così a scrivere l’ennesimo capitolo della sua lunga carriera.

Su Rigondeaux e la sua storia ormai si è scritto in lungo e largo. Uno dei più grandi rimpianti, per gli appassionati odierni, è stato il non aver potuto ammirare più spesso il fenomeno cubano nel suo prime, quando alla sua meravigliosa tecnica difensiva e al suo sinistro fulminante univa riflessi felini e rapidità sorprendente. Oggi Rigo tenta di reinventarsi nuovamente e di riconquistare una posizione di rilievo nella scena pugilistica odierna.

Difficile prevedere fino a dove potrà spingersi. In una recente intervista lo sciacallo cubano ha fatto il nome di Naoya Inoue: una trattativa difficile – uno dei promoter del nipponico è proprio l’odiato Bob Arum – per un incontro da sogno. Il recente match con Nonito Donaire ha palesato i limiti, solo ed esclusivamente strutturali, del giapponese, che ha faticato non poco contro un avversario evidentemente ben più grosso e pesante di lui, riuscendo a trionfare grazie a doti fisiche e tecniche straordinarie. Rigo rimane ancor oggi un pugile dotato di grande tecnica e pugno da KO e la decisione di scendere di peso lo rende estremamente pericoloso per tutta la divisione, probabilmente anche per il fenomenale giapponese.

Ma prima di ogni proposito su Inoue, Rigo dovrà aver la meglio su Solis.

Pugile tecnicamente limitato ma dotato di spirito indomito, il trentasettenne venezuelano è un veterano del ring. La bassa percentuale di KO certifica la poca consistenza del suo pugno, bilanciata però da una certa esperienza e solidità, oltre che da una ottima mascella: Solis non è mai stato sconfitto per KO. Determinato e tenace, tende a venire avanti cercando con la continuità d’azione di sfiancare e demolire l’avversario.

Sulla carta il venezuelano sembra fatto apposta per esaltare le doti di Rigondeaux. I pronostici vedono il cubano nettamente favorito, così come le quote degli scommettitori. Chi scrive crede che la differenza di classe e tecnica tra i due sarà tale da garantire una convincente vittoria allo sciacallo, e non è da escludere che Solis finisca per la prima volta KO, se Rigo dovesse trovare il sinistro d’incontro.

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