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Crisi per Rigondeaux, perde con Astrolabio. E’ la fine della sua favola?

Continua il periodo nero di Gulliermo Rigondeaux. Sabato sera il cubano perde ai punti contro il filippino Vincent Astrolabio. Il verdetto unanime dei giudici recita 95-94 per tutti e tre i giudici, con il cubano che ha subito un conteggio nel corso dell’ottava ripresa.

Se la sconfitta con Casimero aveva scatenato numero polemica, sabato sera Rigondeaux ha espresso una prestazione non all’altezza del suo talento. Il match, valevole per il titolo WBC international, poteva essere il rilancio del pugile cubano per una nuova chance titolata.

Rigondeaux, campione olimpico ai giochi nel 2000 e nel 2004, spente 41 candeline non riesce a prevaricare un avversario dal passato e dallo stile decisamente modesto. Il cubano paga da sempre un’attività del tutto irrisoria, che ha limitato il confronto con i principali pugili in attività. Professionista dal 2009 ha disputato appena 23 incontri di cui 11 per un titolo mondiale in palio.

Negli ultimi 3 anni appena 3 incontri, ed è in dubbio la flessione del talento cubano che sembra essersi arreso all’inevitabile peso dell’età e dalla fatica di trovare un confronto stimolante. In effetti bisogna ammettere che nonostante gli avversari degli ultimi anni non hanno favorito lo sviluppo della carriera del pugile cubano lasciato volontariamente ai margine della categoria.

Il pugile cubano, dopo aver sconfitto Nonito Donaire nel 2013, ha subito molte ostruzioni dai principali manager statunitensi che non hanno mai puntato su di lui. Anzi hanno sempre cercato di evitare che Rigondeaux potesse riunificare i titoli della categoria, spingendolo al doppio salto di categoria per sfidare Vasyl Lomachenko. Il match con l’ucraino finì con un “No Mas” da parte del cubano che si dovette arrendere all’evidente divario fisico.

La favola del pugile cubano è destinata a finire cosi? Oppure ci sarà un ultimo ruggito di uno dei talenti più cristallini che il pugilato ha visto sul ring? Difficile a dirsi, allo stato attuale il problema è sicuramente organizzativo. Nella boxe moderna dominata dai poteri dei manager non c’è spazio per il talento di Rigodeaux, arrivato troppo tardi al professionismo e paga la sua poca personalità mediatica. Adesso bisognerà capire se avrà la forza di ripartire da zero.

 

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