fbpx

Una brillante Nicoli accede agli ottavi! Sfuma il sogno della Carini

Giornata dolceamara per la squadra italiana di pugilato alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Nella categoria dei pesi leggeri Rebecca Nicoli ha passato il turno dei sedicesimi di finale offrendo una performance brillante contro l’aggressiva messicana Esmeralda Falcon Reyes. Il risultato ufficiale è stato di Split Decision (4 a 1) ma la superiorità schiacciante mostrata dalla nostra pugile avrebbe meritato l’unanimità di giudizio. Sfuma invece il sogno di Angela Carini, che nella categoria dei welter è stata superata di stretta misura ai punti (2 a 3) dall’atleta taiwanese Nien-chin Chen.

I tifosi italiani che hanno seguito in diretta il match di Rebecca Nicoli hanno certamente provato qualche brivido quando in apertura di primo round la minacciosa Falcon Reyes si è avventata sulla nostra portacolori cercando di soffocarla con la sua aggressività dirompente. L’atleta azzurra tuttavia non si è lasciata intimidire dall’atteggiamento della rivale, si è rapidamente ricomposta e ha iniziato a dettare legge con i suoi colpi di rimessa. Per tre minuti la fighter messicana è stata incrociata a piacimento ogni volta che accennava ad avvicinarsi e soltanto un giudice su cinque l’ha inspiegabilmente premiata al termine della ripresa.

Il secondo round ha seguito un andamento simile al primo. La Nicoli lo ha iniziato alla grande, con un uno-due micidiale al volto che ha reso l’avversaria titubante ed insicura, prima di gestire con calma olimpica la parte restante della ripresa. Un nuovo colpo secco e preciso in chiusura di frazione ha certificato la superiorità dell’azzurra, riconosciuta stavolta dalla giuria al completo.

Consapevole di essere indietro ai punti e di aver bisogno di un vero e proprio miracolo per ribaltare la situazione, Esmeralda Falcon Reyes ha disputato una terza ripresa all’arma bianca, rendendo onore al suo sangue messicano. I suoi generosi assalti, conditi da qualche scorrettezza, dai colpi ai reni all’uso pericoloso della testa, non hanno tuttavia scalfito l’espressione serafica della Nicoli, che ha schivato e parato gran parte dei fendenti continuando a difendersi con ordine e contrattaccando nei momenti opportuni, tanto che alla fine il lavoro più pulito e tecnicamente valido è stato il suo. Tre giudici su cinque hanno assegnato il round alla Reyes, ma poco conta: i punteggi totali hanno giustamente premiato la nostra portacolori che ha quindi passato il turno con pieno merito.

Non è andata invece come speravamo il sedicesimo di finale di Angela Carini, impegnata contro un’avversaria scorbutica che non le ha mai permesso di esprimere il suo pugilato. Fin dal round di apertura infatti i movimenti frenetici, i continui cambi di guardia e i colpi portati da angolazioni inusuali della taiwanese Chen hanno disorientato l’atleta azzurra che ha fatto suo il centro del ring e ha provato a portare pressione, ma assai raramente ha trovato la misura giusta. Le difficoltà psicologiche sono aumentate nel vedere che dopo un primo round di dubbia attribuzione ben quattro giudici su cinque si sono schierati in favore della pugile di Taiwan.

La seconda ripresa ha seguito un canovaccio simile a quello della prima, con Chen intenta a muoversi in modo forsennato sulle gambe per poi buttarsi addosso alla pugile italiana mulinando le braccia e cercando di impressionare la giuria. La Carini ha tentato di controbattere aumentando l’intensità del pressing, ma è finita nella trappola della rivale finendo ripetutamente nel corpo a corpo e non trovando quindi lo spazio necessario per caricare i suoi colpi. Ancora una volta lo stile di Chen ha trovato maggior consenso presso la giuria: tre giudici su cinque le hanno infatti assegnato la ripresa.

Se i primi due round sono stati difficili da giudicare, il terzo lo è stato ancora di più. Spinte alla frenesia dall’approssimarsi della fine del match, le due atlete hanno tentato il tutto per tutto cercando disperatamente di catturare l’occhio dei giudici, ma nel farlo hanno prodotto per lo più fasi confusionarie e caotiche nel corso delle quali i colpi puliti messi a segno da ambo le parti si potevano contare sulle dita di una mano. Il verdetto finale, visto l’equilibrio di tutte e tre le riprese del combattimento, poteva andare senza scandali all’una o all’altra; purtroppo la sorte non ha sorriso alla nostra pugile, riconosciuta vincitrice da due giudici ma data perdente dagli altri tre e dunque eliminata dalla competizione a cinque cerchi. Un’esperienza comunque importante che siamo certi la aiuterà a migliorare ulteriormente in vista delle prossime competizioni di rilievo.

Irma Testa batte Michaela Walsh e guadagna i quarti di finale!

Condividi su:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

One comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X