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Quel cattivo ragazzo di Vinny Paz.

I campioni non si costruiscono in palestra. Si costruiscono dall’interno, partendo da qualcosa che hanno nel profondo: un desiderio, un sogno, una visione. Devono avere resistenza fino all’ultimo minuto, devono essere un po più veloci, devono avere l’abilità e la volontà. Ma la volontà deve essere più forte dell’abilita’ – Muhammad Ali’-

In un mondo dove molti altri inseguono il tuo stesso sogno, c’è bisogno di eccellere ma anche di resistere. Di sapersi reinventare e rimodellare. Ma Vincenzo Edward Pazienza, meglio noto come Vinny Paz, l’abbiamo visto addirittura risorgere. Resilienza, in bilico tra il reale e l’incredibile, tra il sacro e profano, vi erano già molte storie particolari nel mondo della boxe, ma un’araba fenice non si era mai vista prima.

Era il 1991 e Paz era già passato dai pesi leggeri alla categoria superiore dimostrando non solo di essere più a suo agio non dovendo combattere anche con il suo peso in modo sfiancante e pressoché perenne ma di poter essere ancora più forte diventando un avversario davvero difficile. Vinse infatti per ko tecnico il titolo mondiale WBA dei medi contro Gilbert Dele. Ad un mese da quell’incontro e sulla cresta dell’onda che sembrava poter domare perfettamente, ci si dovette rendere conto che mantenere un peso che non gli apparteneva e i numerosi sfidanti erano nulla rispetto alla sfida che gli si presentava, dove lui sembrava doverne prendere parte senza molto potere decisionale.

Un incidente, un camion contro, un letto d’ospedale e chi pregava per lui. Paz si risvegliò con due vertebre del collo spezzate, mentre lo preparavano all’idea che con alte probabilità non avrebbe più camminato. Peccato che Paz non avesse alcuna intenzione di rientrare in quei pronostici. Peccato che lui non solo avrebbe camminato di nuovo ma sarebbe tornato in tempi record sul ring per vincere ancora. Gli montarono una struttura attorno al collo con quattro viti attaccate alle ossa del cranio e al momento di rimuoverlo dopo tre mesi, pretese di non avere anestesie perché contrario alle droghe e così il medico iniziò a girare quelle dannate viti nel suo cranio.

 

Gli è stato dedicato un film uscito negli USA nel 2016Bleed for this‘ ma come se questo non bastasse, Vinny decise a distanza di pochissimo tempo di far parlare ancora il grande schermo di sé solo che questa volta nei telegiornali di tutto il mondo e non più nei cinema, dopo aver fatto letteralmente irruzione assieme alla moglie, in casa di un tipo che secondo lui aveva provato a rubargli 16.000 dollari. Storia finita con il nostro uomo in manette e l’altro con un paio di denti mancanti e altre svariati traumi. Sui social Paz affermava candidamente:

Davvero sono io il cattivo? Io sono la vittima. Stop! […] Ho cercato di aiutare qualcuno e ora il cattivo sono io. Mi hanno derubato, sono io la vittima, mentre i media si schierano con un bugiardo e un ladro. Ok, ci sono abituato

Ricordo di aver pensato davanti a questa vicenda, considerando che l’altro era stato incriminato qualche anno prima per aver mandato la propria fidanzata in ospedale in condizione critiche:” Hanno risolto la faccenda a modo loro, forse l’unica che conoscevano” ma ora che Vinny torna sui giornali per un’altra aggressione che stavolta riguarda la stessa donna che nella vicenda precedente lo accompagnò in quella spedizione punitiva forse qualcosa cambia. Picchiata a sangue senza conseguenze drammatiche solo perché è riuscita a barricarsi in bagno. La questione reale qual’e’? Mi chiedo: se si fosse trattato di un attore, di un cantante, di un imprenditore, la notizia si sarebbe spenta nel giro di pochissime ore? Perché se fai a pugni tutta la vita cose del genere sono inevitabili. Mike Tyson questo concetto ce l’ha spiegato bene ma è così naturale che un pugile a quei livelli si veda obbligato (da sé stesso) a menare le mani quando gli argomenti vengono meno? Come se la boxe fosse un richiamo di natura alla violenza.

Invece a me la notizia ha colpito tanto proprio il ragionamento inverso: credo sia un vero peccato per un uomo che ha dato esempio di coraggio, forza e volontà a tutti noi, avere una caduta simile, ingiustificabile dal punto di vista umano. Ecco. L’uomo per l’appunto. Che come altri uomini che hanno saputo scrivere pagine importanti della nostra storia nascondono in se delle zone nascoste e buie che forse neanche loro sapevano di possedere o che forse conoscevano ma riuscivano a tenere a bada. E anche questo è umano. Vinny Paz è la boxe, la sua donna picchiata no.

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