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Quando l’età non conta per essere dei vincenti: intervista a Devis Boschiero

Ed il trampolino tanto sperato dal nostro Devis è finalmente arrivato. Ha spiccato il salto che aspettava un paio di settimane fa al teatro Principe. È andato a prendersi quell’atteso riscatto in una sfida vinta ai punti con maestria, che gli ha permesso di strappare nettamente il titolo EBU EU dei superpiuma al giovane imbattuto Farouk Kourbanov. Adesso Boom Boom può puntare all’Europeo vero e proprio grazie alla scalata nel ranking e aprirsi di conseguenza delle porte future, come chissà quella di una chance mondiale. Dopo i dovuti complimenti per l’ottima riuscita rivolgiamo al nostro Campione qualche domanda.

Era tanto che non ti battevi per un titolo, e la tua fame sul ring si è vista fin dalle prime battute e sentita fino all’ultimo. Raccontaci un po’ cosa ha vinto davvero sul ring in quella serata. Più la tecnica o più il cuore?

Beh la tecnica c’è, dopo cinquantadue match direi che è impostata da anni. Mi definisco un “picchiatore tecnico”, un po’ come lo era il mio idolo Arturo Gatti. Riesco a fare  un pugilato  andando sempre avanti, come  in questo match con Kourbanov,  quanto boxare andando indietro, ad esempio come nelle sfide,  sempre per il titolo dell’Unione Europea, con Fegatilli o De Vitis dalla statura più bassa. Ovviamente ogni sfida è a sé stante.

In questo match era tantissima la voglia di vincere anche perché chissà se avrei poi avuto altre possibilità altrimenti.  Ho  dimostrato che l’età non conta se ti prepari adeguatamente, ti comporti bene con il tuo fisico, non esageri nella vita, sai sacrificarti in tutto e anche negli allenamenti. Avevo voglia di riscatto, ed anche il mio maestro non ne vedeva l’ora. Avevamo vinto il titolo dieci anni fa e fatto bei match importanti all’estero con avversari molto forti, e quindi entrambi volevamo ritornare ad assaporare questi piaceri.

La tattica è stata vincente e tutto ha funzionato alla perfezione, segno di un team che ha lavorato bene all’unisono. Quanto vale questo per un pugile?

Sul ring hai bisogno della fiducia smisurata verso il tuo angolo e viceversa. Il team è fondamentale, deve essere quasi una famiglia! Infatti noi siamo amici da una vita. Il maestro Gino Freo mi allena da quando avevo quindici anni e mi conosce quasi meglio di mio padre. L’angolo e la serietà di tutti ci sono e spero che mi diano presto l’opportunità dell’Europeo e di farlo magari chissà anche in Italia.

Importantissimo è stato anche avere il supporto del mio sponsor AutoMarket-Pro. Giorgio Danzi è un mio amico, ma magari ce ne fossero tante altre di persone come lui disposte a dare una mano importante al nostro sport. Sappiamo quanto scarsi siano i fondi qui in Italia rispetto ad altre nazioni dove invece i soldi per la boxe riescono a girare e molto. 

Riuscire a fare quello che si è preposti. Come ci si riesce, cosa serve? Tu che oltre che atleta adesso sei anche insegnante dacci qualche consiglio.

Bisogna avere un carattere forte. La boxe non è uno sport facile perché c’è un grande sacrificio dietro, non solo in palestra ma anche fuori. C’è la vita, c’è tutto un insieme di cose che sono dure da gestire e portare avanti. Sicuramente devi trovare anche una persona accanto che ti permetta tutto ciò e ti affianchi in tutto questo. Io ho la fortuna di avere una compagna che mi dà una mano, ha anche lei disputato dei match da dilettante e allora riesce a capirmi in certe cose.

In palestra ho tanti ragazzi, qualcuno anche promettente, ma molti non hanno quello spirito e quel carattere che abbiamo noi di questa età, sono più viziati e non inclini ai sacrifici. Nel pugilato le soli doti tecniche non bastano, serve anche tanta forza mentale.  Si può sempre migliorare, migliorare in tutto, però bisogna avere già una parte di dote e la caparbietà giusta.

I bookmaker ti davano per sfavorito ed invece hai ribaltato i pronostici… Questo un aspetto che è servito a galvanizzarti ancora di più?

In realtà neanche lo sapevo.  Quando disputai il mondiale a Tokio ero sfavoritissimo, ma vinsi nettamente (nonostante il risultato sulla carta). Questo perché se hai, come dicevamo, la tecnica e una mente forte è difficile che ti battano e gli allenamenti duri ripagano. Ti abitui a superare ogni soglia: delle forze, della fame, della sete… quando dai tanto in allenamento, ti ritrovi tra i  primi sul ring.

Un risultato che premia i tanti sacrifici. Come ti senti? La sensazione provata dopo la conquista di questa cintura è sempre le stessa del tuo primo titolo dell’Unione Europea, portato  a casa nel 2008, o rispetto ad allora vivi un’emozione del tutto diversa?

Dieci anni fa ero più ragazzo, l’ho vissuta con un pizzico di leggerezza in più e condivisa con gli amici. Questa volta è stata una vittoria più matura, ora sono molto più legato alla mia famiglia ed è a loro che l’ho dedicata soprattutto. Poi ora che mi sono dato anche alla podistica anche lì ho trovato davvero delle bellissime persone, un’altra famiglia che insieme alla mia e a quella della palestra mi hanno sostenuto tantissimo e questo mi ha riempito di gioia. E poi ci sono tutte quelle “amicizie” che mi avevano dimenticato…ora magicamente sono ritornato fra i loro pensieri. E di questo me la rido.

Adesso come ti volgi al futuro? I prossimi obiettivi?

Spero in nuove porte. Sto molto bene fisicamente, in palestra me la gioco con i ragazzi più giovani. Mi auguro di fare altri due, tre anni fatti bene, ma sono dell’idea di non andare oltre i quaranta anni. Quando hai finito cosa fai? Non ci sono grandi cifre, non viviamo solo di questo, qui in Italia il pro deve lavorare! Per adesso do una mano in palestra. Tra quattro anni mi piacerebbe averne una tutta mia per trasmettere tutto ciò che ho fatto, cosa a cui sto già lavorando.

Vorrei entro la fine dell’anno fare qualcosa di importante, chissà magari prendere qualche bella borsa fuori, vincere e avere altre chance. Intanto il maestro Freo non mi farà star fermo. Adesso sono tornato in palestra e sto dando una mano a Rigoldi come sparring partner per i suoi prossimi impegni e poi vedremo.

Sicuramente presto un altro match da sei round. I maestri sono dell’idea che “la partitella” è sempre bene farla. Il 29 luglio come ogni anno, in piazza a Piove di Sacco (PD), la palestra Boxe Piovese di Freo in cui sono nato organizza una riunione professionistica e con ogni probabilità sarò presente lì. Poi tutto il resto verrà da sé.
Intanto ho un bel seguito, tanti sostenitori e mi auguro di dar loro, sportivamente parlando, tutto il mio meglio e a me stesso ancora tanto.

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