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Prodan supera Cristofori con un KO tecnico controverso nell’ultimo round!

Al termine del match che lo ha visto protagonista nella serata targata Opi Since 82 e Matchroom Boxing all’Allianz Cloud di Milano, Maxim Prodan (19-0-1, 15 KO) ha potuto tirare un comprensibile sospiro di sollievo. Il KO tecnico inflitto a Nicola Cristofori (11-3-2, 1 KO) nell’ultimo round della loro sfida, ha infatti tirato fuori il pugile nato in Ucraina da una situazione piuttosto ingarbugliata quando mancava ormai poco alla campana finale e gli ha permesso di restare in possesso del titolo internazionale IBF dei pesi welter. Lo stop, decretato in circostanze molto controverse e per certi versi bizzarre, ha suscitato le veementi proteste dell’angolo di Cristofori.

I due pugili proponevano due stili completamente diversi. Da una parte il picchiatore arrembante Prodan, abituato a caricare ogni singolo fendente e ad aggredire gli avversari senza tregua, puntando sulla sua famigerata potenza; dall’altra l’elusivo Cristofori, molto alto per la categoria, impostato da outfighter per sfruttare al meglio le lunghe leve e per sopperire con mobilità e tempismo a una certa carenza di pepe nei guantoni. Non c’era alcun dubbio dunque sul fatto che Prodan avrebbe fatto suo il centro del ring e che Cristofori avrebbe girato lungo le corde e i primi frangenti del combattimento hanno immancabilmente confermato il canovaccio previsto.

Dopo due round di sostanziale equilibrio, nei quali Prodan faticava a trovare il bersaglio mentre Cristofori, pur difendendosi con ordine e senza affanni si mostrava troppo timido in fase di contrattacco, è stato lo sfidante a prendere in mano le redini del match. Vedendo che riusciva a leggere in anticipo le mosse del rivale, l’ex campione italiano di categoria ha infatti preso fiducia aumentando il suo workrate e pur non producendo danni particolari con i suoi fendenti, portati sempre in scioltezza e senza particolare vigore, si è avvantaggiato nel punteggio.

Proprio quando sembrava che Cristofori potesse gestire la sfida con relativa tranquillità, un primo episodio cruciale avvenuto nel quinto round ha rimesso tutto in discussione. Un singolo attimo di distrazione ha consentito a Prodan di trovare il varco per un gancio sinistro caricato a tutto braccio che colpendo la tempia del suo avversario lo ha fatto crollare al tappeto. Cristofori si è prontamente rialzato mostrandosi lucido e pimpante, e da quel momento in poi ha ulteriormente alzato il livello di prudenza per non incappare in altri colpacci dall’esito potenzialmente fatale.

Se l’inizio della sesta ripresa sembrava far presagire un cambio di passo da parte del campione, apparso rinvigorito dall’atterramento messo a segno, ben presto l’incontro è tornato su binari piuttosto tranquilli, certamente favorevoli allo sfidante. Pur cercando con grande determinazione di far valere la propria fisicità infatti, Prodan non riusciva a tagliare il ring con efficacia, iniziava le sue azioni da lontano risultando prevedibile e si sbilanciava spesso nel caricare i colpi, tanto che più volte è finito contro le corde o si è addirittura avvitato su se stesso nello slancio. Cristofori dal canto suo continuava a mostrarsi comprensibilmente guardingo, ma era l’unico che, seppur occasionalmente, trovava il bersaglio con i suoi diretti.

All’inizio dell’ultimo round la situazione appariva piuttosto incerta, dato l’alto numero di riprese di dubbia assegnazione. Chi vi scrive aveva due punti di vantaggio per Cristofori che nonostante il knock down subito aveva fatto intravedere qualcosa di meglio nell’arco dei nove round fin lì disputati; ad ogni modo quanto avvenuto nei tre minuti finali ha reso vano qualsiasi dibattito sul punteggio. Prodan è riuscito a stordire il rivale con un altro gancio sinistro, costringendolo ad arretrare verso le corde e avventandosi su di lui nel tentativo di finirlo. È a questo punto che Cristofori ha fatto qualcosa di semplicemente incomprensibile: invece di concentrarsi sulla difesa per evitare la catastrofe, si è girato verso l’arbitro indicando un punto sul tappeto e perdendo di vista l’avversario che ne ha approfittato per piazzare un altro paio di ganci a bersaglio sguarnito. Il francese Ammar Sakraoui ha immediatamente interrotto il combattimento decretando il KO tecnico e provocando le immediate proteste dello sconfitto e del suo allenatore Roberto Croce.

Se da un lato l’interruzione è apparsa effettivamente prematura, dall’altro l’inspiegabile comportamento di Cristofori può aver condizionato l’arbitro inducendolo in errore. In un primo momento è parso che l’atleta italiano avesse perso il paradenti e cercasse di segnalarlo al direttore di gara, ma i replay della fase decisiva mostrano chiaramente che l’oggetto protettivo fosse ancora nella bocca di Cristofori al momento dello stop, motivo per cui è possibile che a perderlo sia stato Prodan. Questo renderebbe ancora più incredibile l’episodio, dato che non si era mai visto un pugile esporsi ai colpi poiché distratto dalla perdita del paradenti del suo avversario.

Al di là del finale rocambolesco, il match ci ha mostrato due pugili di livello similare che hanno dato vita a una sfida incerta e dai temi tattici interessanti. Non sarebbe male dunque mettere in piedi un rematch, anche per disinnescare le polemiche legate al contestato stop arbitrale.

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